La procura di Roma ha chiesto l'archiviazione per il presidente della regione Lazio Francesco Rocca, indagato per truffa e falsità ideologica. Il danno c'è, ma è esiguo. Una formula, quella della tenuità del fatto, che non è un'archiviazione piena.

Il consigliere regionale, ex assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, ha presentato un esposto dopo le nostre inchieste sul caso del prestito erogato con garanzia pubblica per i danneggiati del conflitto in Ucraina. Da lì si è originata l’indagine.

Consigliere come giudica quanto emerso?

Siamo di fronte alla tenuità dei potenti e l’inchiesta lo dimostra al di là della richiesta del pubblico ministero che ora dovrà essere valutata dal giudice per le indagini preliminari. Questa vicenda non mi provoca alcuna soddisfazione, ma solo indignazione e rabbia. Indignazione per il basso livello morale da fine impero, che vede il presidente della Regione Lazio usufruire di una garanzia dello Stato sui danni derivanti dal conflitto in Ucraina per pagare le tasse, e solo questo varrebbe le dimissioni. Rabbia per i tanti artigiani, professionisti, commercianti e camionisti che hanno difficoltà di accesso al credito mentre qui abbiamo la solita storia dei potenti che si rinnova, questa volta con la serie del “credito a sua insaputa”.

Nelle carte emerge che Rocca è stato presentato «favorevolemente» al manager dell'istituto dal direttore generale della regione Lazio, Alessandro Ridolfi, già cliente della banca. Su questo chiederà ulteriori chiarimenti?

Questa maggioranza regionale ha un grande problema con la trasparenza, io stesso mi sono dovuto rivolgere all’Anac affinché si pubblicassero in maniera aggiornata i documenti concernenti i diritti reali sui beni mobili e immobili, le azioni di società e le quote di partecipazione per coloro che svolgono incarichi politici. Solamente dopo quella segnalazione sono stati parzialmente pubblicati, con un ritardo di tre anni. Ancora oggi non si pubblicano completamente questi dati, anche per la dirigenza. Questo oltre a essere una grave inadempienza è anche un segnale di scarsa trasparenza e mancato rispetto dei cittadini.

Negli atti, sveliamo oggi, c'è scritto che Rocca ha incassato soldi dagli Emirati Arabi Uniti, che ne pensa?

Ho sempre sostenuto che il tema principale di Rocca fosse la mancanza di autonomia soprattutto nei confronti dei suoi ex datori di lavoro, principali stakeholder della sanità privata, e oggi emergono anche dei finanziamenti cospicui provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, soggetto non meglio identificabile. È opportuno che Rocca chiarisca e soprattutto spieghi ai cittadini perché non sono stati correttamente riportati nelle dichiarazioni obbligatorie dei titolari di incarichi politici pubblicati sul sito istituzionale, con la formula sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero. Né per il 2023, né per il 2024. A che cosa sono dovuto i cospicui introiti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti? Su questo argomento specifico presenterò un’interrogazione urgente. In Epoca romana si diceva che sulla moglie di Cesare non ci doveva essere alcun sospetto, qui direi che siamo ben oltre.

La destra usa manganello con i più deboli, nel caso Rocca si è registrato un ampio silenzio, anche da parte delle opposizioni, l'indulgenza per il potere ha consensi larghi. Presenterà appello contro la richiesta d’archiviazione?

Saranno i miei legali a valutare se sussistono le condizioni per fare un’opposizione alla richiesta di archiviazione. Quello che mi ha mosso non è tanto un tema di natura penale, che verificheranno i magistrati, che fanno in maniera appropriata il proprio dovere, la cosa che maggiormente mi interessa è che un Presidente di regione quando risponde nell’emiciclo istituzionale deve dire la verità, e non rispondere con l’arroganza dei potenti. L’indulgenza per il potere in questo momento storico di governo della destra è fortemente presente, vi è la caratteristica di essere deboli con i forti e forti con i deboli.

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