A dare la notizia è stato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in diretta televisiva, al termine dell’incontro in Campidoglio. «Sono irritato, perché anche la Chiesa ha fatto di tutto per convincere la proprietà». Ora serve una casa per i 400 abitanti, ma anche l’esperienza del laboratorio di rigenerazione urbana, anche sede di Scomodo, va preservata
«Purtroppo ho dovuto dare ai rappresentanti di Spin Time una cattiva notizia, perché, nonostante abbiamo cercato di presentare la proposta migliore possibile, la proprietà ci ha comunicato che la nostra proposta è stata respinta». A dare la notizia è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri in diretta durante la trasmissione In onda su La7, mentre davanti a Spin Time la comunità resistente attendeva con ansia che arrivassero notizie dalla delegazione convocata in Campidoglio dopo la fine del tavolo tecnico che si era svolto in prefettura nel pomeriggio di giovedì 6 agosto.
«Ci è stato comunicato un no irrevocabile. Avevamo fornito tutti gli elementi tecnici necessari e abbiamo avuto la sensazione che la decisione fosse già stata presa», ha continuato Gualtieri dicendosi molto «amareggiato». Il sindaco ha spiegato che la proposta del Comune di acquisizione dell’immobile è lunga e durerebbe mesi «per questo avevamo proposto un accordo vincolante che ci permettesse di entrare subito, pagando il possesso e l'utilizzo dell'immobile, e di realizzare i lavori urgenti in un periodo massimo di due o tre mesi. Questo ci avrebbe consentito di ricollocare almeno 120 persone, un risultato importante soprattutto per i bambini». Ed è proprio questo accordo ponte che il fondo Investire sgr ha rifiutato.
«Quello della proprietà è un atteggiamento che non mi piace, l’immobile era già stato svenduto ai privati dallo Stato che poi gli ha pagato l’affitto. Sono irritato, perché anche la Chiesa ha fatto di tutto per convincere la proprietà», ha detto il sindaco di Roma che in questi giorni è stato continuamente attaccato dalla destra proprio per la proposta di acquisto dell’immobile. Il sindaco ha, poi, illustrato i dettagli della proposta avvenuta al tavolo a cui hanno partecipato gli assessori Tobia Zevi e Barbara Funari, il vice capo di Gabinetto Giuseppe Napolitano, il direttore generale Albino Ruberti, la struttura di Gabinetto e monsignor Baldo Reina, Vicario Generale della Diocesi di Roma. L’accordo ponte prevedeva una fase transitoria di 60-90 giorni per prendere possesso dell'immobile, eseguire lavori di messa in sicurezza per circa 800 mila euro interamente a carico dell'amministrazione e consentire il rientro emergenziale di circa 120 persone, nelle more delle procedure d'acquisto dell'edificio.
Proposta di acquisto che resta valida, ma ora si apre la partita per i 400 abitanti, molti dei quali ancora in strada in presidio permanente per difendere la propria casa e la redazione di Scomodo. E che hanno vissuto una giornata in preda all’ansia, in attesa di sapere il responso del tavolo tecnico. Il sindaco ha garantito che sarà loro trovata una sistemazione nel più breve tempo possibile. Ma il laboratorio di rigenerazione urbana Spin Time, non era soltanto una risposta all’emergenza abitativa, ma un vero e proprio polo culturale e sociale della città di Roma.
Al termine dell’incontro in Campidoglio gli attivisti di Spin Time non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, hanno bisogno di confrontarsi e decidere insieme. Ma l’emozione ha tradito Paolo Perrini, uscito in lacrime. Le stesse che attraversano il presidio in cui, da otto giorni e nove notti, la comunità ha cercato in ogni modo di resistere tra ondate di calore infernale e condizioni igienico sanitarie sempre più difficili da affrontare.
La posizione di Investire Sgr
Alle 23 di sera, mentre gli attivisti di Spin Time sono in assemblea, arriva anche il comunicato del fondo Investire Sgr secondo cui «la situazione dell’immobile non è tale da consentire di ripristinare in tempi brevi le condizioni di sicurezza e agibilità occorrenti per poterlo utilizzare per fini abitativi e senza incorrere nelle responsabilità civili e penali che gravano sulla proprietà». Ma che, nello stesso tempo, si dichiara disponibile a proseguire il dialogo con il Comune per «la cessione dell’immobile in tempi brevi». E dichiara di aver «stanziato risorse economiche destinate ad aiutare le persone più fragili che hanno sino ad ora occupato l’immobile in parola, affinché possano fruire di una soluzione abitativa temporanea».
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