Il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma: «Non si tratta di difendere a tutti i costi un “centro” fisico, ma di non perdere di vista la fraternità, vero “centro” di questa nostra città»
«Non si tratta di difendere a tutti i costi un “centro” fisico, ma di non perdere di vista la fraternità, vero “centro” di questa nostra città. È la voglia di costruire una comunità in cui non prevalga l’interesse del più forte; una comunità in cui, oltre a costruire case (che servono), impariamo a edificare legami (che rimangono)».
Il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, prende per la prima volta la parola su Spin Time, dopo aver seguito il tavolo delle trattative tra la proprietà dell’immobile, il fondo Investire Sgr e il Comune di Roma. «La Chiesa di Roma, chiamata a presiedere nella carità, c’è. E sarà sempre dalla parte delle persone che alzano il loro grido di sofferenza, che cercano una mano tesa, e una comunità da chiamare casa» ha continuato il cardinale in una nota diffusa alla stampa in cui afferma che «sarebbe sbagliato archiviare la vicenda Spin Time con il solo sgombero del palazzo».
A prendere parola sulla vicenda è stato anche il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’abitare, Koldo Casla, che ha rivolto un appello alle autorità italiane per «trovare una soluzione abitativa a lungo termine per questa comunità». Le sistemazioni temporanee, continua «non devono mettere a rischio la sicurezza personale, non possono diventare un’opzione a lungo termine e devono rispettare il diritto dei membri della famiglia a non essere separati, oltre a garantire un ragionevole livello di privacy».
Dopo il rifiuto di Investire Sgr di accettare l’accordo ponte proposto dal Comune per permettere un graduale rientro di abitanti e attivisti all’interno dello stabile, sgomberato in seguito a un principio di incendio la notte del 29 luglio, il presidio davanti a Spin Time continua. In una Roma colpita da un caldo torrido, gran parte degli abitanti dello stabile continuano a dormire in tenda, sostenuti da volontari e Protezione civile. Ma sono già partite le procedure per le assegnazioni, sia degli alloggi temporanei sia sulle case popolari.
L’impegno del sindaco Roberto Gualtieri è anche quello di trovare una sede che permetta agli attivisti di continuare le attività sociali e culturali. Ma la priorità della comunità di Spin Time resta sempre quella di non abbandonare il quartiere, dove vivono e intessono relazioni da 13 anni, e di rientrare nel palazzo che la Giunta Capitolina resta intenzionata ad acquistare.
«La battaglia per la città pubblica comincia adesso. Spin Time non finisce qui» scrive in una nota Sinistra Civica Ecologista Roma che punta il dito contro Investire Sgr, «un fondo finanziario che ha respinto la proposta di acquisto del Comune. È l’ennesimo esempio di come la rendita finanziaria venga sistematicamente anteposta ai bisogni delle persone. Non è un incidente, è un sistema: lo stesso sistema che ovunque, non solo a Roma, trasforma la casa da diritto fondamentale a strumento di speculazione».
Mentre Marco Miccoli del Pd, con un post sui social, ripercorre la lunga storia di operazioni immobiliari che lega Investire Sgr, alla Capitale: «Ex Mercati Generali, Montagnola, ex Fiera di Roma, ex Cinema Metropolitan, Stadi, inceneritore e tanto altro ancora, è tutto questo che li ha resi potenti e arroganti».
Nel frattempo non si placano le polemiche politiche con Fratelli d’Italia che continua ad attaccare sindaco e partiti di sinistra. Sospettando, come ha fatto Marco Perissa deputato e presidente di FdI Roma con un video sui social, che ci sia stato un intervento diretto della politica su Investire Sgr. «Il Viminale, il governo Meloni», dice, «ha fatto sapere che non c’erano i presupposti di legalità e sicurezza per rientrare nell’immobile e, successivamente, la proprietà ha rifiutato la proposta di acquisto di Gualtieri».
Mentre è di venerdì 7 agosto il videomessaggio con la solidarietà del premio Nobel Giorgio Parisi: «Nella mia vita di scienziato ho studiato sistemi complessi, fenomeni in cui dal disordine possono emergere nuove forme di organizzazione», ha detto. «Ho imparato che un sistema non vive soltanto grazie alle sue regole, ma soprattutto grazie alle relazioni tra le sue parti: sono le connessioni, le interazioni e la capacità di collaborare che permettono a una comunità di attraversare le crisi».
Per Parisi «in questi giorni Spin Time ci mostra proprio questo: davanti a una situazione difficile, centinaia di persone non sono semplicemente un insieme di individui, ma una comunità che si prende cura di sé». E, ha aggiunto: «La storia ci insegna che molti cambiamenti importanti sono nati quando persone diverse hanno trovato il modo di unirsi per affrontare un problema comune».
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