Care lettrici, cari lettori

anzitutto, vi ricordo che domani e domenica 9 e 10 maggio ci possiamo vedere a Milano per l’evento organizzato da Domani in Fondazione Feltrinelli. Qui trovate il programma: per gli appassionati di Per questi motivi, sabato mattina ci sarà l’anteprima live di una puntata della stagione 3 (in arrivo) dedicata a Milano. Racconterò il caso della “rapina del secolo”, quando nel 1958 sette ladri in tuta da operaio derubarono un portavalori in via Osoppo, diventando poi protagonisti di un processo seguitissimo, che ha diviso il paese tra sostenitori delle guardie e fan dei ladri.

Tornando alla settimana della giustizia, al centro c’è ancora il caso della grazia a Nicole Minetti, su cui trovate un approfondimento su come funziona la grazia e uno sui reali numeri che giustificano le scelte del Quirinale. Intanto, il ministro Carlo Nordio ha querelato Bianca Berlinguer.

Su altro fronte, si torna a parlare dell’ufficio del processo, dei disagi nell’utilizzo dei sistemi informatici e del futuro della riforma forense dell’avvocatura.

Infine, l’avvocato Luigi Viola e il giudice del lavoro Luca Caputo propongono un interessante caso cinese: i giudici hanno negato il licenziamento di un lavoratore per sostituzione dell’Intelligenza artificale. E in Italia?

Nordio fa causa a Mediaset

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha “graziato” il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, che aveva sostenuto durante una puntata di Carta Bianca che fosse frequentatore del ranch in Uruguay di Giuseppe Cipriani, ma non ha fatto lo stesso con Bianca Berlinguer.

Il conduttore di Report si era scusato in onda e il ministro aveva ritenuto sufficiente questo per evitare la querela. La conduttrice, invece, non ha fatto lo stesso e così è partita la conseguenza giudiziaria.

«Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dato mandato all’avvocato Giulio Micioni del Foro di Roma, per avviare azione risarcitoria in sede civile nei confronti di Bianca Berlinguer e di Mediaset, a seguito del sostegno alla diffusione di notizie relative al “caso Minetti”, andate in onda durante la puntata della trasmissione “È sempre carta bianca” del 28 aprile 2026», si legge in una nota di via Arenula. «Si tratta di notizie e dichiarazioni (per le quali si è resa necessaria la smentita in diretta dello stesso ministro) considerate lesive dell'immagine dell'uomo e della istituzione che egli rappresenta – si legge ancora – Nel caso di vittoria della causa civile, l'eventuale somma risarcita verrà interamente devoluta in beneficenza a una istituzione a tutela dei minori».

La Corte dei Conti contro il governo

No, un ginecologo non può fare il magistrato della Corte dei Conti, anche se il governo vorrebbe mettergli addosso la toga. Così, il Consiglio di presidenza della giustizia contabile ha dato parere negativo alla nomina governativa di Marco Mattei, già capo di Gabinetto del ministero della Salute Orazio Schillaci, perchè mancherebbero i requisiti previsti dalla normativa vigente. Mattei, infatti, non avrebbe le competenze per lo svolgimento di tutte le funzioni che dovrebbe svolgere in qualità di magistrato contabile. Il parere, tranciante, non è vincolante. Tuttavia, per prassi, pesa in modo rilevante sulla nomina.

La legge professionale degli avvocati

«Dopo un lungo e positivo confronto riconosciuto anche dalle forze principali di opposizione, la Commissione Giustizia della Camera ha conferito il mandato al relatore sul disegno di legge delega di riforma della professionale Forense. Un provvedimento che esalta il ruolo dell'avvocato per l'affermazione dello Stato di diritto e per la corretta amministrazione della giustizia. La riforma modernizza l'intera professione prevedendo nuove forme di esercizio; la disciplina delle società tra avvocati e delle reti professionali; il rafforzamento del segreto professionale; l'allargamento delle incompatibilità; il rinnovamento dell'accesso, con uno sguardo di particolare attenzione ai giovani e alle donne. Ora il provvedimento passa all'Aula per il voto della prossima settimana», ha fatto sapere Fratelli d’Italia. La relatrice sarà Marta Schifone.

«Auspichiamo che, concluso l’esame alla Camera, il provvedimento possa approdare rapidamente al Senato, così da consentire entro il mese di giugno la definizione del percorso parlamentare di una riforma necessaria per rendere l’avvocatura sempre più adeguata ai cambiamenti della società e alle esigenze di tutela dei cittadini», ha detto il presidente del Cnf, Francesco Greco.

Il congresso di Mi

Il 9 e 10 maggio a Roma si terrà l'Assemblea nazionale di Magistratura indipendente. Durante l’assemblea verrà anche eletto il nuovo dopo le dimissioni da segretario di Claudio Galoppi. Il passaggio sarà nevralgico anche rispetto alla corsa alla compilazione delle liste in vista del rinnovo del Consiglio superiore della magistratura, che si terrà probabilmente in autunno.

L’ufficio del processo

Intanto, continua la complessa gestione degli organici destinati all’Ufficio del processo. I togati del Csm di tutte le correnti, con l'aggiunta dei laici di minoranza Carbone, Romboli e Papa, hanno firmato per la richiesta dell'apertura di una pratica in settima commissione in relazione alla stabilizzazione degli Addetti all'ufficio per il processo, all'esito dell'accordo sindacale integrativo del 29 aprile 2026 per «verificare se le modalità di realizzazione di tale accordo offrano adeguate garanzie in ordine alla dotazione degli uffici del processo di funzionari specificamente dedicati a funzioni di diretta assistenza alla giurisdizione in quantità e qualità non inferiore a quelle fino ad oggi garantita dagli Aupp; nonché al fine di verificare, anche alla luce della rideterminazione annunciata delle piante organiche del personale amministrativo, se la distribuzione degli altri profili del personale risulti anch'essa adeguata per le esigenze di funzionamento degli uffici».

L’iniziativa non è piaciuta a via Arenula, che ha considerato la pratica come una indebita ingerenza e ha risposto con durezza: «La leale collaborazione fra le istituzioni non prevede, fra le sue forme, l’ingerenza. Tale va ritenuta l’apertura da parte del CSM, a maggioranza, di una pratica tesa, addirittura, a verificare se le modalità di realizzazione dell’accordo sindacale relativo alle famiglie professionali, fra Ministero e sigle sindacali, offra adeguate garanzie in ordine alla dotazione degli uffici del processo» ha detto il viceministro Francesco Paolo Sisto. «Il Csm non è organo di controllo, nemmeno atipico, dell’operato del Ministero nelle sue prerogative istituzionali, men che mai delle scelte di coloro che, professionalmente, tutelano i diritti dei lavoratori».

Sisto ha parlato addirittura dell’impressione di una «emotiva “crisi di gelosia”» e «disagio per la politica di dialogo che il Ministero ha intrapreso».

La rete informatica

«L’interruzione generalizzata della rete giudiziaria verificatasi nella mattinata del 6 maggio ha paralizzato per ore l’attività degli uffici giudiziari, impedendo a magistrati e personale amministrativo di svolgere le ordinarie attività di udienza, deposito e consultazione dei fascicoli», ha detto il coordinamento nazionale di Area democratica per la giustizia. «L’ennesimo grave disservizio di una lunga serie di malfunzionamenti e rallentamenti che stanno compromettendo il funzionamento della giurisdizione».

Quanto sta accadendo - continua la nota di AreaDg- «evidenzia l’evidente contraddizione tra gli obiettivi imposti dal PNRR e le reali condizioni di lavoro negli uffici giudiziari»..

Non si è fatta attendere la risposta del ministero che ha precisato che «all’origine degli eventi verificatisi il 6 e il 7 maggio sono state accertate cause diverse e tra loro indipendenti, entrambe ricollegabili a fornitori esterni, rispettivamente della connettività e della energia elettrica. La risoluzione dei problemi, con conseguente ripristino dei servizi, è avvenuta comunque in tempi brevi in entrambe le occasioni».

il 6 maggio, l’indisponibilità di numerosi servizi digitali è stata causata da un grave disservizio esterno dell’infrastruttura DNS, gestita dal fornitore di connettività. Il 7 maggio, l’interruzione di molteplici servizi per i distretti del Nord Italia è dipesa da un guasto agli impianti elettrici del Palazzo di Giustizia di Milano, sede di una Sala Server Nazionale. «Si precisa che, in nessuno dei due casi vi è stata compromissione di dati o sistemi informatici della Giustizia».

I giudici onorari

Non sono ancora del tutto risolti i problemi della magistratura onoraria, nemmeno dopo la stabilizzazione contrattuale. I 400 magistrati di nuova nomina, infatti, hanno lanciato un allarme perché «vedranno cessare il proprio incarico tra maggio e giugno 2026 in applicazione dell’art. 18 del d.lgs. 116/2017 (riforma Orlando). Il meccanismo normavo, che impone di computare nel limite massimo di durata (8 anni) anche l’attvità professionale pregressa – pur valorizzata come tolo preferenziale per l’accesso – determina una riduzione anticipata del mandato. Ne deriva l’uscita dal servizio di personale già formato ed esperto, sul quale lo Stato ha investo tempo e risorse, proprio in una fase di grave carenza di organico».

Questo rischia di paralizzare soprattutto i giudici di pace. «Si tratta di una criticità non più rinviabile. È necessario un intervento normavo urgente che consenta di mantenere in servizio i magistrati onorari già operavi, evitando la dispersione di risorse e competenze su cui lo Stato ha investito», si legge nel comunicato sindacale.

Nomine al Csm

Uffici direttivi

Presidente tribunale Catanzaro: nominato Giuseppe Spadaro, attualmente presidente tribunale minorenni Trento

Presidente tribunale Napoli Nord: nominato Antonio Mungo, attualmente consigliere corte appello Napoli

Presidente tribunale Santa Maria Capua Vetere: nominata Giovanna Napoletano, attualmente presidente sezione tribunale Napoli

Uffici semidirettivi

Procuratore aggiunto Venezia: nominata Barbara Sargenti, attualmente sostituto procuratore nazionale antimafia

Presidente sezione corte appello Milano: nominata Francesca Vullo, attualmente consigliere corte appello Milano

Presidente sezione corte appello Milano: nominato Andrea Francesco Pirola, attualmente consigliere corte appello Milano

Presidente sezione tribunale Foggia: nominato Francesco Cavone, attualmente consigliere corte appello Bari

Presidente sezione tribunale Bologna: nominata Maria Luisa Pugliese, attualmente giudice lavoro tribunale Bologna

Presidente sezione tribunale Roma: nominata Miriam Iappelli, attualmente giudice tribunale Roma

Presidente sezione tribunale Reggio Calabria: nominata Maria Militello, attualmente giudice tribunale Messina

Presidente sezione tribunale Lodi: nominata Ada Cappello, attualmente giudice tribunale Lodi

Presidente sezione lavoro corte appello Torino: nominato Piero Rocchetti, attualmente consigliere lavoro corte appello Torino

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