La politica è tornata a parlare del Consiglio superiore della magistratura, sia sul fronte dei neo eletti togati, che dei futuri eleggibili tra i laici
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Sul fronte dei laici del Csm, i giochi sono ancora tutti da fare. Il nome più controverso è quello dell'ex pm Antonio Di Pietro, autocandidato e a cui si starebbe interessando il centrodestra e in particolare Fratelli d'Italia, nonostante il veto già posto da Forza Italia. «Di Pietro si è candidato, io l'ho ascoltato, ho ascoltato le sue ragioni. E poi ci confronteremo con gli alleati, valuteremo, ma è un'ottima persona Di Pietro». Lo ha dichiarato Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d'Italia, intervenendo a Ping Pong. «Non era un pranzo segreto, è sato fatto davanti a tutti, perché Di Pietro è una persona che comunque ha dato tanto alle istituzioni, in più forme. Credo che le sue motivazioni di candidarsi per cambiare da dentro la magistratura e per dare un cambio siano da ascoltare», ha aggiunto.
Sul fronte dei togati, invece, a intervenire sull'elezione di Cosimo Ferri (eletto con il Pd e poi passato a Italia Viva quando era parlamentare) è stato Matteo Renzi: «Il voto conta anche al Csm. Lo dico con grande affetto per un nostro caro amico, Cosimo Ferri. Cosimo, che è stato una colonna del gruppo parlamentare di Italia Viva durante la scorsa legislatura, è stato rieletto al CSM presentandosi da solo contro le correnti. Si è preso tanto fango ma ha tenuto alta la bandiera dei suoi valori ed oggi si gusta una meritata rivincita. Penso che il suo sia un messaggio molto bello: mai arrendersi, mai lasciarsi andare, mai mollare. E penso che questo messaggio sia un messaggio che va oltre il Csm o la politica: è un messaggio che prima di tutto mi sento di condividere per la vita di ciascuno di noi. Quando una difficoltà ti fa cadere, il vero eroe non è quello che fa finta di nulla ma quello che impara dalla caduta e prova a rialzarsi. Cosimo l'ha fatto: bravo».
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