C’era una volta il G20 di Nuova Delhi. Il luogo perfetto dove far cominciare una favola, come sostengono i tanti che, alla vista dell’incontro tra il primo ministro indiano Narendra Modi e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno creduto di avere davanti ai propri occhi l’inizio di una nuova appassionante relazione.

Pensavo fosse amore e invece era un delirio corale nato su TikTok. O meglio, a voler usare il gergo tecnico, una fanfiction a sfondo geopolitico. Si diffondono così, nelle sconfinate praterie dell’etere, le sognanti teorie del complotto su ipotetiche liason che coinvolgono personaggi noti, e su cui il grande scrittore collettivo di internet ricama storie degne delle migliori pagine rosa di Josie Bell (per i pigri a googlare: è il nom de plume di Anna Paratore, madre della nostra premier, prolifica autrice di romance).

Quella tra Meloni e Modi, a voler essere precisi, sarebbe una ship, abbreviazione di relationship usata per descrivere un sentimento platonico fortemente voluto dal basso, su iniziativa popolare. Tra colonne sonore bollywoodiane, trame di gelosia che coinvolgono l’ex primo ministro britannico Rishi Sunak e allusioni alle reciproche crush – cioè, la “cotta” che si sono presi l’una per l’altra –, il fandom della coppia ha interpretato le strette di mano e gli sguardi di intesa come evidente segno di complicità.

Nascono così i “Melodi”, crasi tra i cognomi dei due supposti amanti, i quali proprio in questi giorni, grazie a una visita capitolina, hanno potuto arricchire l’album dei loro ricordi insieme non solo con romantiche foto di tramonti al Pincio, ma anche con la diffusione di un video che ha fatto impazzire i cospirazionisti amorosi. «Ci ha portato un regalo» dice Meloni sorridente, mostrando un pacco di caramelle “Melody”. Questo, sempre restando sul lessico internettiano, si chiama fanservice.

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