Fuori dal podio irrompono due thriller, entrambi piuttosto inquietanti. Il primo è L’intruso (Giunti) di Jason Rekulak, già autore di Teddy. L’altro è quello di Stephen King e Peter Straub, che con Altri mondi oltre a questo (Sperling&Kupfer) riportano Jack Sawyer nei territori fantastici del Talismano e della Casa del buio
I bambini non vogliono cedere il potere. Per la seconda settimana consecutiva Pera Toons governa la classifica con i fumetti e le battute di Miss Kappa da ridere (Tunué). Al secondo posto incalza il romance adolescenziale di Rokia. Al terzo resiste il romanzo storico palermitano di Milena Palminteri. Tre generazioni e un verdetto: gli adulti arrivano ultimi.
Al secondo posto Dangerous Love di Rokia (Magazzini Salani). Una città è divisa tra Red e White, separati da cancelli e da un odio antico. Il sindaco, animato da encomiabili intenzioni pedagogiche, decide di mescolare gli studenti delle due fazioni. Una specie di integrazione scolastica non di rito vannacciano, piuttosto affidata al metodo Romeo e Giulietta, con prevedibili complicazioni. Isabella, ragazza di buona famiglia, incontra Kinan, rappresentante dei Red, capelli fiammeggianti e occhi verde smeraldo. Troppo bello, troppo educato, troppo misterioso. Come tutti i ragazzi ideali del romance, nasconde un segreto terrificante. Shakespeare avrebbe riconosciuto la trama, forse meno le acconciature.
Al terzo Milena Palminteri con Le ali in una stanza (Bompiani) che, dopo il successo di Come l’arancio amaro, torna nella Palermo del Novecento. La famiglia Jacona e il suo Hotel Kemonia attraversano due guerre, la poliomielite, la ricostruzione e l’avanzata mafiosa. Dallo splendore liberty al sacco edilizio, Palermo cambia volto con una rapidità che avrebbe fatto disperare Ernesto Basile.
Due thriller
Fuori dal podio irrompono due thriller, entrambi piuttosto inquietanti. Il primo è L’intruso (Giunti) di Jason Rekulak, già autore di Teddy. Penny Padgett è una fumettista in crisi creativa dopo la scomparsa della sua gatta Popcorn. Accetta di custodire Godfrey, un altro gatto, nella villa di un’anziana ereditiera. Pessima idea. Il felino la osserva, la segue, sembra controllarne i pensieri e soprattutto i disegni, che diventano sempre più terrificanti. Rekulak trasforma il gatto domestico in un incubo gotico. Edgar Allan Poe aveva già intuito le potenzialità criminali dei felini. Chi convive con un gatto sa comunque che il padrone di casa non è mai stato lui.
L’altro ritorno è quello di Stephen King e Peter Straub, che con Altri mondi oltre a questo (Sperling&Kupfer) riportano Jack Sawyer nei territori fantastici del Talismano e della Casa del buio. Jack vorrebbe finalmente vivere tranquillo, aspirazione comprensibile ma statisticamente improbabile per un personaggio di King. Creature mutanti, dimensioni parallele, antiche profezie e l’ombra del pistolero Roland di Gilead: l’universo kinghiano continua ad allargarsi come un condominio metafisico nel quale ogni porta conduce a un nuovo incubo. E il portiere, naturalmente, è il Male.
I romanzi di Gamberale e Lagioia
Nella narrativa italiana, intanto, si giocano la partita Chiara Gamberale e Nicola Lagioia. Da una parte il thriller sentimentale scolastico Liberi tutti (Feltrinelli), dall’altra Santa Barbara (Einaudi) la grande saga pugliese in cui Nunzia Battista decide che il destino le deve un collier di diamanti e possibilmente anche tutto il resto. Lagioia passa dal nero criminale della Città dei vivi all’epica familiare, dove i desideri privati finiscono per raccontare mezzo secolo d'Italia.
La saggistica. Cazzullo, Spencer, Salis
Nella saggistica il Rinascimento di Aldo Cazzullo, Quando l’Italia rinacque (HarperCollins) conquista la vetta, con quella naturalezza da narratore che trasforma Leonardo e Michelangelo in personaggi di un romanzo a puntate. Secondo il principe Spencer, che con Canto del cigno (Mondadori) racconta la sorella Diana: più che una biografia, un album di famiglia aperto con la chiave di chi ha visto tutto da vicino, e forse anche per questo non può dire tutto. Terza Silvia Salis, È già domani (Feltrinelli): lo sport come ascensore sociale, la politica come tentativo di tenere aperte le porte per chi viene dopo. La sinistra non è un luogo a cui tornare, ma qualcosa che deve ancora essere costruito. Essere progressisti significa credere che le cose possano cambiare. E assumersi la responsabilità di farle cambiare davvero.
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