È una classifica che parte da Buckingham Palace, attraversa Firenze e finisce in una prima elementare romana. Cambiano i costumi, i secoli e i palazzi. Resta immutata una certezza: gli esseri umani sono bravissimi a costruire civiltà, imperi e famiglie. Molto meno a capire sé stessi
Apro l’Excel con i dati della classifica settimanale mentre infuria la polemica a proposito del romanzo francese di Thélyson Orélien sospettato di esser scritto con l’Ia e che sarà pubblicato in Italia da Rizzoli (che è probabile anticipi l’uscita grazie a questo lancio insperato). Dopo più di trent’anni di lavoro editoriale vorrei dire in sintesi (qui non ho lo spazio) tre cose.
- I libri sono sempre fatti grazie alla collaborazione di autore, editor o anche ghostwriter. E l’Ia è in grado di svolgere alcune di queste funzioni.
- I rilevatori come Pangram non “leggono” il testo come un essere umano, ma applicano algoritmi statistici. I detector funzionano su base probabilistica, non di certezza assoluta. E indicano molti falsi positivi. Un “100 per cento Ia” non significa che il software sappia che l’ha scritto ChatGPT, ma solo che quel blocco di testo ha una combinazione di ritmo, vocabolario e sintassi che coincide perfettamente con la loro mappa statistica dei testi generati.
- I più anziani ricorderanno che Umberto Eco fu accusato di avere scritto Il nome della rosa con il computer.
Sorella Diana
In cima arriva Il canto del cigno di Charles Spencer (Mondadori), il fratello di Diana. È l’ennesimo libro sulla principessa più fotografata del Novecento e, proprio per questo, sembrava il più inutile. Invece è il contrario. Per una volta Lady Diana smette di essere un’icona pop, una santa laica, un documentario Netflix o un algoritmo sentimentale, e torna a essere una sorella.
Charles Spencer racconta l’infanzia condivisa nella grande aristocrazia inglese, le bambinaie dispotiche, il divorzio dei genitori, i soprannomi segreti – Carlos e Duch – e soprattutto il momento in cui una persona reale viene lentamente sostituita da un personaggio pubblico. Il matrimonio con Carlo non trasforma soltanto Diana in principessa: la trasforma in un genere letterario.
Da quasi trent’anni continuiamo a scrivere il suo seguito. È una delle poche figure contemporanee diventate immediatamente mito, nel senso greco del termine: una storia che ogni epoca continua a riscrivere per parlare di sé stessa. Prima la favola romantica, poi il melodramma familiare, infine il martirio mediatico. Spencer aggiunge un tassello insolito: il lutto privato. Ed è probabilmente il più convincente.
Il Rinascimento di Cazzullo
Al secondo posto Aldo Cazzullo continua il suo personalissimo Grand Tour dentro la storia italiana con il Rinascimento, Quando l’Italia rinacque (HarperCollins). Cazzullo ha ormai inventato un genere editoriale tutto suo: prendere un capitolo dei manuali scolastici, liberarlo dalle interrogazioni e restituirlo al piacere del racconto. Medici, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Colombo, Galileo: la compagnia è quella delle grandi occasioni. Ogni volta che l’Italia sembra irrimediabilmente perduta, basta voltarsi indietro di qualche secolo per ricordarsi che abbiamo inventato la modernità. È una terapia patriottica che funziona sorprendentemente bene: invece di Vannacci, Brunelleschi.
Il thriller sentimentale di Chiara Gamberale
Debutta al terzo posto Liberi tutti (Feltrinelli) di Chiara Gamberale con un romanzo che parte da una prima elementare e finisce per trasformare un’aula scolastica in un laboratorio di antropologia contemporanea. Succede «qualcosa di enorme». Ma Gamberale è abbastanza intelligente da capire che, oggi, il mistero vale più della soluzione.
Così il romanzo si muove come un thriller sentimentale e domestico: cinque famiglie, una maestra che osserva tutti, bambini che sembrano capire più degli adulti e adulti che, come spesso accade, continuano a comportarsi da bambini. La scuola diventa il luogo dove si incontrano tutte le nevrosi del nostro tempo. I genitori performativi, quelli terapeutici, quelli ossessionati dall’immagine, quelli che trasformano ogni figlio in un progetto esistenziale.
La classifica
Messa così, la classifica racconta tre educazioni sentimentali. Diana impara che la celebrità divora le persone. Il Rinascimento insegna che la modernità nasce quasi sempre da una crisi. I bambini di Gamberale scoprono troppo presto che gli adulti non sono creature più sagge: sono bambini grandi.
È una classifica che parte da Buckingham Palace, attraversa Firenze e finisce in una prima elementare romana. Cambiano i costumi, i secoli e i palazzi. Resta immutata una certezza: gli esseri umani sono bravissimi a costruire civiltà, imperi e famiglie. Molto meno a capire sé stessi. Per fortuna, ogni tanto, ci pensano i libri. Anche se scritti in collaborazione con l’Ia.
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