C’è voluta La sonnambula (Giunti), nuovo romanzo della grande scrittrice, per rompere un monopolio, quello maschile della divulgazione televisiva di Alberto Angela e Aldo Cazzullo, i Dioscuri del sapere rassicurante. Mentre al terzo posto della saggistica entra un’altra divulgazione, quella di Andrea Moccia con Pausa libro. 101 pillole di scienza e cultura per quando posi il telefono (Ciaopeople)
C’è voluta una sonnambula per rompere un monopolio, quello maschile della saggistica di divulgazione televisiva di Alberto Angela e Aldo Cazzullo, i Dioscuri del sapere rassicurante.
La seconda classifica libraria dell’anno rompe quest’ordine simbolico. È il momento in cui una donna – per giunta scrittrice per ragazzi, dunque doppiamente sospetta – si riprende la rivincita. Delle donne e del romanzo. A farlo è Bianca Pitzorno, che con nonchalance conquista, con il sostegno delle librerie Giunti, il primo posto della seconda classifica dell’anno grazie al romanzo La sonnambula (Bompiani). Mentre esce per Nord il prequel della storia dei Florio L’alba dei leoni di Stefania Auci che, con quella saga, ha appassionato oltre un un milione e mezzo di lettori in Italia.
Due milioni di copie vendute invece per Pitzorno, traduzioni in mezzo mondo, e come se non bastasse una carriera parallela da traduttrice: Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Tove Jansson, Enrique Pérez Díaz, Soledad Cruz Guerra, Mariela Castro Espín. Un curriculum che basterebbe a occupare tre vite letterarie, ma che Pitzorno indossa con l’aria di chi sta solo facendo il proprio mestiere.
La rinomata sonnambula
Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento – quando il futuro aveva ancora una calligrafia elegante – la scrittrice sarda gioca con gli archetipi del romanzo d’avventura e d’amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco, e ne ricava un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. La sua sonnambula è abitata da visioni misteriose ma aliena da ogni superstizione: una creatura razionale in un mondo che razionale non è, capace di affrontare con dignità e coraggio il destino riservato alle donne sole in epoche ostili.
Attraverso questa avventura, Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda – con la grazia di chi non predica – che sono forza d’animo, razionalità e fantasia a scrivere le nostre vite. Ci avverte anche che la generazione raccontata è quella dei suoi bisnonni, che i luoghi sono quelli delle sue radici sarde, e che la parola “sonnambula”, all’epoca, non indicava chi cammina nel sonno, ma chi cade in trance e predice il futuro: una medium, una “sensitiva”.
«Le donne che vedono il futuro» osserva Chiara Valerio, «di solito vedono benissimo anche il presente. Il futuro esiste perché qualcuna desidera il presente. Come la sonnambula. E come la sua autrice».
La protagonista, Ofelia Rossi, è preda fin da bambina di svenimenti improvvisi che lasciano in eredità presagi. I genitori, come si conviene, cercano di normalizzare il prodigio: nasconderlo, addomesticarlo, magari sposarlo. Ma il matrimonio si rivela il luogo più pericoloso di tutti, costringendo la protagonista a una fuga radicale, più lontana possibile, per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze. In una città della Sardegna prende così forma la leggenda della “rinomata sonnambula”, donna sola e fiera che, nel salotto di via del Fiore Rosso, si guadagna da vivere offrendo vaticini a cinque lire. Le clienti sono soprattutto signore gravide di inquietudini e desideri. Ofelia le ascolta, le lascia parlare, poi inscena la trance, impugna una penna d’oca e scrive il responso. Finché qualcosa sfugge anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare senza chiedere permesso.
La divulgazione di Andrea Moccia su Youtube
Da segnalare, infine, terzo posto nella saggistica, subito dietro i due colossi Cesare e Francesco (che non hanno bisogno di cognome), Pausa libro. 101 pillole di scienza e cultura per quando posi il telefono (Ciaopeople). Ancora divulgazione, ma non televisiva: qui si accende lo schermo di YouTube e anche la curiosità si accende. Andrea Moccia, divulgatore scientifico, geologo e fondatore di Geopop, con i suoi tre milioni di follower su YouTube, firma un libro pensato per trasformare la “pausa telefono” in una pausa mentale.
Distribuito dalle piattaforme e primo su Amazon, il volume è una lettura di intrattenimento per tutte le età – adolescenti compresi – destinata a chi vuole imparare senza sudare, stupirsi senza scrollare, e trovare risposte semplici e scientifiche alle domande di ogni giorno. Un gesto quasi sovversivo, oggi: posare il telefono e aprire un libro.
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