Eccoci: la classifica settimanale si presenta, puntuale come un cioccolatino, sotto il segno dell’amore tormentato. Nulla di nuovo nei giorni di San Valentino: la letteratura ci vive da secoli, il marketing editoriale ci campa da trimestri. La novità è il lessico tecnico che il lettore deve maneggiare con disinvoltura quasi ingegneristica. Prendiamo la parola tie-in. In ingegneria indica il punto di connessione tra due tubi. In editoria indica il punto di connessione tra due fatturati. Il film tratto dal libro, il libro ricopertinato con la locandina del film, la serie che rilancia il libro, il libro che legittima la serie. Idraulica narrativa applicata al conto economico.

Primo il romance edizione tie-in

Il romance che domina di nuovo la classifica Cuori magnetici. Love Me Love Me di Stefania S per Sperling&Kupfer arriva in edizione tie-in, perfettamente sincronizzata con l’uscita del film su piattaforma. Sommate: ricorrenza sentimentale + uscita streaming + community digitale + copertina coordinata = primo posto. Non è cinismo: è aritmetica culturale. Se ci metti il carico di San Valentino, ieri, il giorno da cui su Prime Video è disponibile il film Love Me Love Me, protagonisti Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva e Luca Melucci, diretti da Roger Kumble, regista di film cult dei primi anni 2000, come Cruel Intentions e La cosa più dolce, non sorprende che il libro schizzi primo in classifica.

Il nostro tempo non parla più di “adattamenti”, parola un po’ novecentesca da sceneggiati tv in bianco e nero (le serie tv della nostra infanzia), parla di crossmedialità e multimedialità. Le storie migrano e si moltiplicano. Cambiano supporto come i santi, Valentino compreso, cambiavano icona.

Cime tempestose con una copertina spicy

Il caso più gustoso, in senso letterale, è quello di Cime tempestose (che Einaudi riporta in classifica nei tascabili) riproposto in edizione tie-in legata al film, che ha scatenato un acceso dibattito, che vede alla regia Emerald Fennell, l’acclamata regista di Una donna promettente e di Saltburn, Ma con una copertina dichiaratamente spicy, la prima nella gloriosa storia di questo editore. Ora, che un editore storicamente sobrio scopra improvvisamente il pepe grafico è evento semiologico da notare. Spicy, speziato, pepato, nel gergo corrente, significa: erotico, passionale, esplicito quanto basta per essere fotografato su Instagram.

Il paradosso è che il romanzo di Emily Brontë è tutto fuorché un romance nel senso contemporaneo: è gotico, è crudele, è visionario. Ma nell’economia dell’attenzione ogni tempesta deve diventare tempesta ormonale, altrimenti non gira. Il dibattito social completa l’opera: giovani lettrici dichiarano il classico noioso e preferiscono la versione cinematografica: veloce, cool e spicy. È il destino dei capolavori: sopravvivere grazie ai lettori forti ed essere rinegoziati per i lettori veloci.

La traiettoria dell’autrice di Cuori magnetici è invece perfetta parabola narrativa d’epoca romance: sembra una di quelle storie che si possono leggere su Wattpad, il social dedicato agli scrittori e gli amanti della lettura, che l’ha resa, nel giro di pochi anni, un fenomeno editoriale. Prima una ragazza con il sogno di diventare scrittrice, poi fenomeno social su TikTok grazie al passaparola nato dalla community di Wattpad e, infine, rivelazione editoriale, a pieno titolo tra gli scrittori che scalano le classifiche dei libri più venduti e riempiono di fan i loro firmacopie. Dal sogno della realizzazione individuale, diventare scrittrice, all’algoritmo benevolo. Prima Wattpad, poi libro, poi film. La filiera dell’immaginario che funziona come quella del pomodoro: coltivazione, trasformazione, distribuzione.

La trama risponde a protocolli collaudati che neanche le funzioni narrative di Propp: nuova città, ultimo anno di liceo, protagonista introspettiva, bad boy ad alto tasso di cicatrici simboliche, attrazione inevitabile, differenze insormontabili destinate a essere superate al capitolo giusto. Non è prevedibilità: è liturgia di genere. Chi legge non cerca sorpresa, cerca conferma.

L’ossessione amorosa di Veronica Raimo

A questo punto, conviene affiancare al romance e al grande classico una lettura più acida: Non scrivere di me di Veronica Raimo, che dell’amore osserva non il batticuore ma l’ossessione e la violenza di un dispositivo pericoloso. Ancora Einaudi e ancora una capriola semiotica. È un “corallo”, collana storicamente candida, che si colora di fucsia.

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