L’estate è la stagione più berlusconiana dell’anno. Non può dunque essere un caso che sia anche la stagione in cui la deputata di Forza Italia Fascina, campionessa di latitanza dal Parlamento riemerge dal suo ritiro luttuoso. E se di preferenze non vuole parlare, lo stesso non si può dire del suo altro argomento preferito, le baby gang
Dice Paolo Sorrentino, ospite del podcast Tintoria, che la cosa che gli è rimasta più impressa della sua visita a Palazzo Grazioli è il gelato al pistacchio offerto dal Cavaliere. Stupisce? Affatto. L’estate è la stagione più berlusconiana dell’anno, altro che Papeete e Twiga. È la stagione delle bandane bianche, delle foto a mollo con Craxi e delle serenate smeraldine di Apicella a Villa Certosa.
Non può dunque essere un caso che sia anche la stagione in cui la deputata di Forza Italia Marta Fascina, campionessa di latitanza dal Parlamento – su Openpolis il tasso di assenze risulta attualmente dell’86,7 percento –, riemerge dal suo ritiro luttuoso. Giusto in tempo per farsi dare della badogliana, della franca tiratrice e tutte quelle altre espressioni che si sono usate nelle ore che seguono la sconfitta del governo alla Camera.
«Non lascio dichiarazioni», dice con voce flebile ai cronisti che la inseguono sui sampietrini bollenti, completo blu forzista d’ordinanza, occhiali scuri. «Sì lo so» risponde a chi le fa timidamente notare che essendo un deputato della Repubblica forse qualcosa in merito alle votazioni dovrebbe pur dirlo, ma andiamo oltre.
Dentro al suo profilo
Perché se di preferenze Fascina non vuole parlare, non si può dire lo stesso di un altro tema centrale, le baby gang. L’idillio del suo feed di Instagram, unico spazio in cui l’onorevole comunica col mondo esterno, dove compaiono solo foto di Silvio, foto di Dudù e altri dudini, foto di abbracci su panfili e di festeggiamenti passati che commemorano la relazione col fu presidente (corredati all’occorrenza da cuoricini a firma Salvini), viene bruscamente interrotto da un post sulla proposta di legge, la prima della deputata, per abbassare l’età dell’imputabilità penale da quattordici a tredici anni. Minori e tribunali, d’altronde, sappiamo essere argomento delicato per gli inquilini di Arcore.
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