La prima, evidente e sfacciata novità del nuovo libro di Lagioia, Santa Barbara, è la scrittura. L’esatto contrario di una scrittura oggi largamente diffusa, fatta di frasi mediamente lunghe, con poca punteggiatura o senza punteggiatura. Qui invece frasi brevi. Brevissime. Una scrittura che asseconda e aiuta la concentrazione e la lettura. Un nuovo modo di essere Nicola Lagioia.

Pur distratto da questa novità, non di poco conto, l’ordito letterario ha il sopravvento e dopo pochissime pagine Nunzia e Nicola, tra i protagonisti di questa storia, fanno parte del mio presente.

Il gregge con cui si apre Santa Barbara, la casa che contiene tutto in una stanza, il lavatoio pubblico, la fame, la mancanza di lavoro, l’emigrazione, ogni cosa ricongiunge con la storia del nostro paese. Soprattutto per chi è nato e cresciuto al Sud. In Puglia, Campania, Molise, Calabria. Anche se questa storia è ambientata in Puglia, a Capurso. Una Capurso reinventata e costruita per questa occasione. Come la vicenda propiziatrice di Teresa che stringendo il cuore di Santa Barbara tra le dita riuscì a liberarsi dei suoi aguzzini, padre e fratelli inclusi.

Passato prossimo

Realtà e invenzione, magia come risposta esistenziale. Per non perdersi. Al confine con il pensiero di Ernesto de Martino del quale Lagioia coglie l’essenziale e utilizza il rito per ciò che è: tecnica di protezione dell’essere umano. Per la quantità di episodi e personaggi che accoglie, Santa Barbara è un archivio permanente, alimentato da un vissuto che appartiene a un passato prossimo, ancora presente nella nostra memoria. La complessità di un mondo in grande trasformazione raccontato attraverso gli occhi e i drammi della povera gente. Piccole storie che confluiscono e generano la trama narrativa che ha il suo fulcro in Nunzia Battista, Nicola Epifania, Domenico Epifania e Anna Levante.

«I passi intorno a Nunzia si diradarono. Le sedie vennero spostate, i piatti tintinnarono verso il piano di sotto. La luce, nello sfoltirsi dei corpi, crebbe d’intensità, e quando Nunzia si voltò vide che erano rimasti soltanto lei e il ragazzo […] Nicola si sentì portare avanti. Le fu sotto senza capire niente, le toccò le braccia, la spinse sulla tavola. Dopo, lui se ne andò per primo […] Nunzia pesò il silenzio, capì di essere sola. Osservava il pavimento. Risalendo con lo sguardo, notò qualcosa sulla tovaglia. Si avvicinò, accigliata, cancellò con un colpo di mano il ricordo di lei e di lui insieme. Raccolse un piatto orfano, scese di sotto».

Il ricordo di quell’incontro prenderà corpo in Domenico, il figlio che li unirà in un destino comune.

Beat e vuoto

Nicola Lagioia scatta fotografie di parole per l’umanità che descrive e racconta. Con una scrittura nuova e sincopata. Beat e vuoto. Una scrittura ritmica e spezzata. Il desiderio di portare la musica sulla pagina riesce. In alcuni punti più, in altri meno. Una tappa verso una scrittura di cui si avverte il respiro affannoso, ma calmo. Agisce come in un concerto jazz orchestrato. Forte di una storia solida e convincente, Lagioia si concentra sulle variazioni al tema, sul modo di raccontarla. L’involucro formale fagocita la trama, l’ossatura logica e causale della storia. A essere sincopata non è più soltanto la scrittura. Il frammento diventa flusso narrativo, ma non viene meno una delle regole auree dello scrivere, la costruzione circolare della trama. La pistola di Čechov resta una regola d’oro.

Ma quando «il mondo inizia a scintillare» e l’amore sovrasta tutto, cambiano i comportamenti, le scelte e la scrittura. Non è più sincopata. Diventa fluida, il periodo si allunga, la punteggiatura riacquista centralità. Nello spazio di poche pagine cambia tutto, la sorte dei protagonisti, la scrittura. In questo iato risiede la grandezza di Santa Barbara.

Le storie si ereditano, raramente s’inventano, la scrittura no. È nella scrittura che si mostra chi scrive. Per queste ragioni, questo romanzo sta portando, o ha già portato, Nicola Lagioia altrove. Probabilmente nel prossimo libro.

Fare meglio, però, sarà impresa ardua. Difficile.


Santa Barbara (Einaudi 2026) è il nuovo romanzo di Nicola Lagioia

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