Un furgone blu immatricolato a Lamezia Terme, di quelli che hanno sempre preso parte ai mercati rionali. Poi sette anni fa ha cambiato vita. Grazie all’intuizione dell’attore Mauro Lamanna, d’estate è diventato il sostegno a quattro ruote di un grosso cinema mobile per la visione dei titoli nelle piazze delle periferie delle città del Sud.

È nata così, anche grazie all’aiuto pratico di alcuni, la rassegna cinematografica Schermi multipiazza. Da un’idea di tre amici, gli attori Mauro Lamanna e Gianmarco Saurino, compagni di scuola al Centro Sperimentale di Roma, e di Debora Leonardi, produttrice ed esperta di bandi pubblici.

«Per dirla tutta i primi anni non avevamo lo schermo a Led, usavamo un telo appeso con dei cavi sopra il furgone per poter fare la proiezione. Una signora che ci vide arrivare con questa specie di vela si girò verso un’amica e disse: “Stanno arrivando i pirati”», racconta Saurino quando ci incontriamo nel Rione Martucci, a Foggia, la sua città.

Da piccolo il primo film visto in una sala è stato Batman, che proteggeva Gotham City dal crimine. «E l’idea di essere pirati che portavano in giro un sogno, in luoghi dove di sogni se ne facevano pochi, e dove spesso c’è la criminalità organizzata che li brucia tutti, mi è piaciuta», aggiunge.

Un lungo viaggio

La prima edizione è partita da Catanzaro, paese natale di Lamanna, che lì ha avuto per la prima volta il supporto di un’amministrazione. Oggi siamo alla sesta, con grandi segnali di evoluzione in atto: «Nulla è stato semplice, ma la motivazione di rendere migliori le periferie delle nostre città ci ha aiutato a non mollare davanti alla burocrazia», racconta Lamanna, che a metà agosto dovrà lasciare il gruppo in anticipo per la chiamata a prendere parte al nuovo film del regista Francesco Costabile.

«Da sempre seguo ogni tappa e sono il riferimento di tutti. Abbiamo un protocollo organizzativo, ma ogni piazza è diversa e tutti fanno riferimento a me, dalla collocazione delle casse al montaggio dei video per i social, devo imparare a delegare», commenta bevendo una Coca Zero, mentre Saurino, poco distante, conversa con le signore dalla messa in piega appena fatta, che vogliono sapere la trama del suo prossimo ruolo.

Dietro le quinte lavorano circa sessanta persone, «tutte messe in regola», sottolinea Leonardi. Le tappe di questa stagione sono tante. Il furgone, partito a maggio sul traghetto per Lampedusa, è arrivato poi a Reggio Calabria e ha proseguito per Foggia. Ma il cartellone degli appuntamenti continua fino a ottobre passando a Catanzaro dall’11 al 14 luglio, a Grosseto dal 24 al 26 luglio, e poi ad agosto a Nicosia, Linguaglossa, Sperlinga e Palermo e settembre Cosenza, Sila, Potenza e Roma.

«La gestione della burocrazia è in mano a Leonardi. Senza di lei, come succede nelle band musicali che funzionano, questo progetto non si potrebbe fare», aggiunge Saurino. «Io vengo dal Rione dei preti di Foggia. Che anche se non è tra le zone più difficili, a un certo punto l’ho dovuto lasciare, andare avanti se volevo crescere, mosso dalla fame, dal desiderio di non volermi fermare, di voler fare di più. Di voler dimostrare di essere all'altezza, perché la sensazione è sempre quella di partire svantaggiati, noi ragazzi del sud».

La macchina sembra oliata, anche nella gestione degli ospiti noti, colleghi come Luca Marinelli, Vanessa Scalera, i fratelli D’Innocenzo. Tutti col compito di scegliere un film che ha contato nella loro vita, vederlo e commentarlo insieme alla platea. A inaugurare il programma a Foggia, in Piazza Mercato, è stata l’attrice, anche lei foggiana, Maria Chiara Giannetta che ha portato “Anime Nere” di Francesco Munzi.

La rassegna poi si è spostata al Candelaro con Barbara Chichiarelli e la proiezione di “Big Fish” di Tim Burton. A seguire tutti al Cep con Francesco Montanari e “Il lato positivo” di David O. Russell. A Borgo Incoronata è arrivata l’artista internazionale Laika con “12 anni schiavo” di Steve McQueen, a Rione Martucci Saurino ha presentato “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher mentre l’ultimo giorno alla Villa Comunale Laghetto è stato il momento di Matilde Gioli, sommersa da foto e abbracci a cui è seguita la visione di “Harry ti presento Sally” di Rob Reiner.

Saurino e Gioli sono stata una coppia di medici molto amata nella serie Rai “Doc”, fino a quando l’attore non ha scelto di chiudere l’esperienza e il regista, per accompagnarlo all’uscita, lo ha fatto morire di Covid. È difficile per loro farsi vedere insieme evitando di parlare dei loro personaggi. «Non ho mai pianto in vita mia come quando Lorenzo muore», afferma una signora. Qui al rione non sono interessati alle foto, preferiscono conversare con gli attori. Di fianco al furgone, sotto un chiosco, c’è l’associazione IFun di ragazzi autistici guidati dal vulcano di bontà di Maurizio Alloggio che preparano l’aperitivo, un modo per essere coinvolti e guadagnare qualcosa. Il cinema pensa a tutti, anche ai bambini.

Da quest’anno è partito il progetto Schermini, con proiezioni pomeridiane come “Ernest & Celestine”, “La favolosa invasione degli orsi in Sicilia” e “Il robot selvaggio”, che alla fine intrattengono i piccoli ma fanno commuovere gli adulti.«L'emozione palpabile nelle piazze ha a che fare con la voglia di stare insieme. È irreplicabile. Schermi unisce, i soldi non possono comprare questa voglia di stare insieme, questo meraviglioso senso di comunità che muove tutto e che ce lo fa preferire a qualsiasi red carpet», conclude Lamanna.

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