Era il 2001 quando in tutte le librerie italiane si affacciava timidamente Esco a fare due passi, il primo romanzo di Fabio Volo. All’epoca Volo era un ex cantante sfigato, già diventato uno dei conduttori di punta di radio e tv. Conduceva Le Iene su Italia 1 accanto a Simona Ventura, mentre il suo programma Il Volo del mattino in onda su Radio Deejay dal 2000 dura ininterrottamente fino a oggi. Sempre nel 2001 conduce i programmi Ca’ Volo su MTV e Il volo su La7 e debutta al cinema con D’Alatri.

Sono passati più di vent’anni e questo, che da subito si prende il comando della classifica è il suo tredicesimo romanzo. Tutto è qui per te, per Mondadori. La coppia di parole Fabio Volo – romanzo non suonava all’orecchio dei lettori di libri e in molti allora pensavano che si sarebbe trattato di una meteora nel mondo dell’editoria. Esco a fare due passi vendette oltre 300mila copie.
In mezzo ci sono stati oltre otto milioni di copie vendute solo in Italia, i suoi libri tradotti in molti paesi del mondo, una carriera ormai lunga di scrittore.

In questa nuova storia, Volo come sempre coinvolge ed emoziona lettrici, soprattutto, e lettori con scene romantiche, dialoghi che sembrano rubati dalla loro vita quotidiana e riflessioni in cui ritrovarsi quando la vita ti manda un po’ fuori registro. Tutto è qui per te è un libro sulla linea d’ombra, sulla voglia di mettersi in gioco, sul valore che può avere la solitudine, sul desiderio, e la possibilità, di un nuovo inizio. Insomma, i soliti ingredienti confezionati con uno stile semplice, i titoli e le frasi paracule. Volo ci fa da specchio: parlando di sé parla di noi, della nostra vita e delle nostre emozioni. Ci restituisce il ritratto di come siamo. È un autore sexy, per le sue lettrici che lo amano, e per il suo editore che lo vende.

Le ragioni del successo

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Eppure, dopo vent’anni, 13 romanzi, una voce semplice ma unica, traduzioni all’estero (in Germania, paese editorialmente assai più evoluto del nostro, da Diogenes, editore che sta tra Einaudi e Adelphi per posizionamento), la capacità di avere fatto crescere i propri lettori assieme a sé e soprattutto ai protagonisti delle sue storie (l’unico esempio paragonabile che mi viene in mente è quello di una grande scrittrice come J.K. Rowling, quella di Harry Potter) Volo continua a essere considerato un imbucato nel mondo dei libri e il binomio Volo-romanzo continua a stridere come maleducato alle orecchie educate delle professoresse democratiche.

Lascio la parola a Walter Siti, il maggiore scrittore italiano e finissimo critico letterario, che in un articolo apparso su Domani, ha riassunto le ragioni del suo successo.

La scrittura di Volo è semplice e immediata: «Lo stile non dà mai problemi, le frasi si snodano tranquille, il lessico rispecchia il parlato».

L’autore è spiritoso, «bravissimo nel rappresentare il cazzeggio tra maschi, con un machismo innocente che si fa perdonare proprio perché è autoironico».

È «politicamente corretto nella sostanza ma irriverente nel modo di porgere»; «se fosse un politico sarebbe uno di quei socialdemocratici disinvolti e cool del nord Europa, attentissimi ai diritti civili e geneticamente incapaci di estremismo».

Soprattutto, «“sembra uno che fa i libri come una pianta di zucca fa le zucche”, per usare una vecchia formula di Calvino; la sua naturalezza nel narrare lo rende qualcosa di diverso dal Midcult – non fa finta di essere uno scrittore pensoso, è davvero al livello dei propri lettori; o ha un’anima arredata Ikea, o la rimozione dentro di lui è così perfetta da non lasciar trasparire cicatrici né segni di sutura».

Sul podio Manzini e Carrisi

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Sul podio: ancora la coppia del giallo composta da Antonio Manzini, blu Sellerio, con il suo Rocco Schiavone, al secondo posto, e da Donato Carrisi col suo noir psicologico da Longanesi. Segue Paolo Cognetti Giù nella valle, da Einaudi, mentre la Roma eterna di Aldo Cazzullo presidia la saggistica per Harper Collins.

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