Dal primo ottobre 2026 il canale della Rai dedicato alla formazione scolastica, Rai Scuola, verrà sostituito da “Italiana”, un progetto che servirà «per raccontare l’Italia». Il canale sarà diretto da Angelo Mellone, giornalista responsabile del programma “Linea verde”.

La notizia ha scatenato un dibattito che ha visto lo scontro fra chi sostiene che il canale sia un baluardo del servizio pubblico, come hanno affermato in un’interrogazione parlamentare la deputata Pd Anna Ascani e la capogruppo dem in commissione Cultura e Istruzione Irene Manzi; e chi invece, come la Rai stessa, ritiene giustificabile la sua chiusura a causa degli irrisori dati di ascolto.

Come specificato in un comunicato dell’azienda, inoltre, i contenuti di Rai Scuola verranno trasferiti sulla piattaforma gratuita Rai Play per «adeguare il servizio pubblico alle modalità di fruizione delle nuove generazioni».

Nello spazio della newsletter Oggi è Domani abbiamo chiesto alle nostre lettrici e ai nostri lettori se sono d’accordo con la scelta della Rai.

Rai Scuola come baluardo della cultura

Più del novanta percento sostiene che Rai Scuola dovrebbe restare accessibile anche sul digitale terrestre, oltre che sulla piattaforma online. Buona parte dei lettori sostiene che la chiusura del canale porterebbe a un indebolimento dell’offerta culturale della televisione di stato.

«Un popolo che pensa ed è anche colto fa paura alla politica in particolare ai vari populismi che si nutrono della nostra ignoranza», ha scritto un lettore.

Diversi hanno anche criticato il nuovo canale che lo sostituirà: «Rai scuola è giusto che rimanga accessibile come contenuti da tv classica. Di trasmissioni enogastronomiche ne abbiamo piene le tasche». «Non se ne può più di enogastronomia in televisione!», aggiunge un altro lettore. Va ricordato che, ad oggi, non si conosce ancora la direzione editoriale che prenderà “Italiana”.

Le critiche alla gestione della Rai

Alcuni, però, sostengono che il problema non sia tanto la piattaforma, ma la qualità e la quantità di contenuti offerti. Un lettore, infatti, accusa la Rai di aver reso il canale «uno scatolone dove si facevano solo repliche». «A mio parere valeva la pena invece investire per programmi, progetti in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e le scuole. Un canale Rai dedicato veramente alla scuola e adeguatamente strutturato potrebbe avere un effetto positivo importante», continua.

Per qualcuno, infine, questo trasferimento a Rai Play può essere una ventata d’aria fresca per il canale: «È un bene se l’obiettivo è portare nuove forme di comunicazione per le giovani generazioni. Bisogna puntare sulla conoscenza dei valori costituzionali, sull’amore per l’ambiente e i beni culturali o sulla conoscenza della nostra storia e delle culture di altri popoli».

Gli altri sondaggi

Nell’ultimo sondaggio abbiamo chiesto dei consigli di lettura per l’estate. Molti gli spunti forniti, tra classici della letteratura contemporanea come “1Q84” di Haruki Murakami a illuminanti saggi come “La danza di Natasha. Storia della cultura russa (XVIII-XX secolo)” di Orlando Figes.

La settimana precedente abbiamo invece raccontato dell’ondata migratoria a Ceuta e del dibattito che ne è scaturito. Le nostre lettrici e i nostri lettori sono dell’idea che chiudere i porti sia una politica fallimentare, mentre bisognerebbe puntare a delle politiche comunitarie di gestione degli ingressi.

In quello precedente avevamo chiesto alla nostra comunità se fosse giusto il bonus, fino a 1.500 euro, destinato agli studenti che frequentano le scuole private. Il novantaquattro percento di chi ha risposto al sondaggio è contrario alla sovvenzione, sostenendo che quei fondi dovrebbero essere destinati a sostegno della scuola pubblica.

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