Il ministro degli Esteri ha ricordato a Euractiv che l’intesa dura solo cinque anni e nel 2030 il suo paese sarà membro dell’Ue e quindi non più extraterritoriale. M5s: «Da “funzioneranno” a “chiuderanno”. Meloni chieda scusa agli italiani per questo flop»
L’Albania molto probabilmente non rinnoverà il protocollo con l’Italia in materia migratoria alla sua scadenza. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha a Euractiv, ricordando come l’intesa firmata dalla premier Giorgia Meloni e dall’omologo e alleato Edi Rama nel 2023 abbia una durata di cinque anni: «Non ci sarà alcuna proroga perché saremo membri dell’Unione europea», ha affermato.
La scadenza per l’adesione del paese all’Ue è infatti il 2030. «Tutti hanno fatto lo stesso calcolo», ha aggiunto Hoxha, e «una volta che l’Albania entrerà a far parte dell’Ue, non sarà più territorio extraterritoriale, ma territorio» comunitario.
Così quel «funzioneranno» urlato da Meloni ad Atreju, in risposta a chi la accusava di aver investito quasi un miliardo di euro di risorse pubbliche in strutture opache e costose sul piano umano ed economico, viene di nuovo messo in crisi. Proprio mentre il governo, alla vigilia dell’entrata in vigore del Patto Ue per la migrazione e l’asilo e a un anno dalle elezioni politiche, sta ragionando sul rilancio dei centri che finora non hanno avuto l’effetto sperato dall’esecutivo: né così come previsti originariamente dal protocollo, cioè centri di trattenimento per chi viene soccorso dalle navi delle autorità italiane in acque internazionali; né come Centri di permanenza per il rimpatrio, dopo il decreto che ha sancito il passaggio a una seconda fase.
Il governo, secondo quanto riportato da Repubblica, starebbe infatti lavorando a un provvedimento che li riporti all’ipotesi iniziale, con la speranza che la nuova normativa Ue che entrerà in vigore il 12 giugno li assista, li legittimi e ne permetta il funzionamento.
Intanto la Commissione Affari esteri della Camera martedì 12 e mercoledì 13 maggio discuterà il disegno di legge di ratifica dell’accordo di «cooperazione strategica» raggiunto dall’Italia e dall’Albania. Nella nuova intesa, che copre i settori della difesa, energia, ambiente, sanità, viene incluso in modo molto vago anche quello della «gestione delle migrazioni».
Le parti «concordano di rafforzare la cooperazione contro le migrazioni irregolari», si legge nel ddl, collaborando «su partenariati con i paesi di origine e di transito dei migranti» e, soprattutto, si fa riferimento allo sviluppo della cooperazione «su soluzioni innovative per la gestione della migrazione, in vista dell’entrata in vigore del Patto dell’Unione europea su migrazione e asilo nel 2026».
«Meloni chieda scusa»
Alle dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese hanno reagito le opposizioni: «Da “funzioneranno” a “chiuderanno”», hanno dichiarato i capigruppo M5s delle Commissioni Esteri e Politiche Ue di Senato e Camera, i senatori Alessandra Maiorino e Pietro Lorefice e i deputati Francesco Silvestri e Filippo Scerra.
L’annuncio di Hoxha, per i parlamentari pentastellati, «è la pietra tombale sul fallimentare quanto costosissimo spot albanese di Meloni», per cui sono stati «buttati via» centinaia di milioni di euro e «centinaia di agenti» sono stati «sottratti al presidio delle città italiane per fare la guardia a poche decine di migranti».
Meloni, concludono, deve chiedere «scusa agli italiani per questo flop e per aver ridotto l’Italia a una nazione-barzelletta che nessuno più rispetta».
«Siamo ormai al ridicolo», ha dichiarato Enzo Amendola, capogruppo del Pd in commissione Esteri alla Camera. Meloni e la destra hanno raccontato l’operazione come un modello per l’Ue, continua Amendola, e invece è «diventato lo scarto delle politiche migratorie, da cui persino l’Albania oggi prende le distanze». I centri sono «un imbarazzante e gigantesco spreco di risorse pubbliche, costruito sulla propaganda e naufragato nella realtà», conclude.
Secondo Riccardo Magi di +Europa Meloni «dovrebbe precipitarsi in aula a spiegarci cosa accadrà ora», considerando che a Montecitorio «c’è la ratifica di un nuovo accordo con Tirana che avrebbe dovuto ribadire la collaborazione tra i due paesi in materia migratoria». Per le opposizioni le dichiarazioni di Hoxha certificano il fallimento del progetto, narrato a lungo dal governo come modello e precursore del Patto Ue. E, invece, «qualcuno dovrà rispondere di danno erariale», denuncia il M5s.
Tajani: «Il 2030 è lontano»
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto a margine della ministeriale “Amici dei Balcani occidentali” affermando di non aver ricevuto nessuna comunicazione dall’omologo albanese. «Il 2030 è lontano, pensiamo a quello che dobbiamo fare adesso», ha detto Tajani. Con Tirana «c’è grande collaborazione, soprattutto abbiamo insistito sul corridoio 8, sulle infrastrutture, sui collegamenti».
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