La giornata delle elezioni è cominciata con un’alta affluenza e quindi un ulteriore campanello d’allarme per Aleksandar Vučić. Oggi in Serbia la lista degli studenti sfida l’uomo che per anni ha dominato la politica serba e che, ormai prossimo alla fine del secondo e ultimo mandato da presidente della Repubblica, ha convocato queste elezioni anticipate, si è dimesso da presidente e adesso punta alla premiership.

L’èra Vučić

La vita politica di Vučić era iniziata già ai tempi di Slobodan Milošević, quando lui da ministro gestiva la propaganda di regime. Più avanti, nel corso degli anni Duemila, si è presentato all’occidente come un normalizzatore, ma la sua figura si è rivelata ben più controversa. Il partito da lui fondato – il Partito progressista serbo (Sns) – è diventato il partito dominante in Serbia nel 2014, e lui è stato prima premier, poi dal 2017 presidente della Repubblica.

Sotto il suo corso politico, la Serbia è stata trasformata da democrazia liberale in «autocrazia elettorale», così che la qualità delle elezioni stesse non è quella di una democrazia ben funzionante. 

Sul versante geopolitico, Vučić è stato uno stretto alleato di Viktor Orbán (e gli studenti sperano gli spetti lo stesso destino di despota sconfitto), tra i leader del continente più vicini a Pechino, e ha dato filo da torcere agli europei per i suoi rapporti ambigui con Mosca: in Serbia il sentimento anti Nato domina. Negli ultimi tempi tra gli episodi più controversi, sui quali l’Ue stessa ha dovuto dare segno di sdegno dato il percorso di adesione della Serbia all’Ue, c’è stato il clima da grande cerimonia nazionale con cui è stato atteso il funerale del criminale genocida Mladic.

L’opposizione e gli studenti

Il 1 novembre del 2024 il crollo di una pensilina alla stazione di Novi Sad ha segnato la morte di 16 persone e ha innescato un vasto movimento anti corruzione, partito dagli studenti. Se già in passato, specialmente nella capitale, Belgrado, i giovani avevano protestato contro Vučić, in quella stagione del 2024 l’onda è cresciuta attraverso tutto il Paese, segnata anche dalle proteste itineranti degli studenti stessi.

Il movimento studentesco si organizza in modo partecipato e orizzontale, quindi non c’è un vero e proprio leader-premier, ma c’è un capolista, un cardiologo di Novi Sad. Il suo nome è Ilija Srdanović. La lista si chiama Studentska lista (lista degli studenti, appunto).

La maggior parte delle formazioni della precedente opposizione scommettono sugli studenti, e nel movimento – per l’occasione che offre di disarcionare Vučić – hanno provato a infilarsi anche personaggi di ogni versante dello spettro politico, inclusa l’estrema destra nazionalista. Non a caso il Kosovo (che per gli studenti è «parte della Serbia») guarda con scetticismo alla sfida elettorale.

Si tratta ad ogni modo delle prime elezioni in cui il potere di Aleksandar Vučić appare contendibile, e questo spiega come mai già dalla mattina di domenica la partecipazione sia stata inusualmente alta. Anche la grande manifestazione organizzata dagli studenti venerdì è stata assai partecipata. I sondaggi hanno previsto un sostanziale testa a testa, le urne chiudono alle 20 di questa domenica.

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