Oggi alla Camera hanno presentato insieme una proposta di legge contro la disinformazione del Cremlino. Ma è stato solo un antipasto. Martedì 21 i due si ritroveranno a Caserta ed Ercolano. E lì sarà l’inizio ufficiale di un percorso comune per «mettere in moto qualcosa che alla politica italiana manca da troppo tempo: un’alternativa seria, riformatrice ed europeista»
L’occasione è la presentazione di una proposta di legge contro la propaganda russa in Italia. La location è stata la Camera dei deputati. Ad andare in scena sono stati Carlo Calenda e Pina Picierno. Fianco a fianco ufficiosamente per la prima volta. Nella girandola delle coppie politiche nel mondo liberale degli ultimi anni, quella tra il leader di Azione e la vicepresidente del Parlamento europeo, di recente fuoriuscita dal Pd e fondatrice della piattaforma Spazio Pubblico, potrebbe essere l’ultima trovata con cui l’area centro-centrista si avvicinerà alle elezioni del 2027.
Il nuovo polo?
Lunedì 20 luglio alla Camera, infatti, è stato solo un antipasto. Calenda e Picierno condivideranno i microfoni anche martedì 21, in due appuntamenti in Campania: a Caserta ed Ercolano. E lì sarà l’inizio ufficiale di un percorso comune. È stata la stessa ex Pd a spiegare che l’intento è «mettere in moto qualcosa che alla politica italiana manca da troppo tempo: un’alternativa seria, riformatrice ed europeista». Contro «i populismi di destra e sinistra», «una logica del meno peggio», «una politica dominata dalla propaganda, dai veti e dalle rendite di posizione».
«Il campo largo non ha un programma, non ha una leadership, non ha un’idea. Sono sicuro – ha detto Calenda in riferimento ai due eventi campani – che ci sarà più gente di quanta ce n’era in piazza per il campo largo».
Azione da tempo corteggia Picierno, come d’altronde fatto con altri esponenti dell’ala riformista del Pd, vedasi l’eurodeputata Elisabetta Gualmini, entrata negli scorsi mesi nei ranghi calendiani. Un ingresso di Picierno nel partito, però, non è all’ordine del giorno, anche perché la base azionista ha dimostrato di non vedere di buon occhio adesioni improvvise di figure esterne a cui poi vengono affidati ruoli e incarichi apicali. I casi di Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e altri lo dimostrano. Tuttavia una convergenza politica tra Azione e Spazio Pubblico sarebbe altra cosa.
Certo, una conferenza alla Camera con Calenda non fa primavera. Il leader azionista in questi anni ha ospitato o affiancato altri esponenti centristi nelle sale di Montecitorio, da Luigi Marattin a Michele Boldrin e Alberto Forchielli. I dialoghi promessi anche in quelle occasioni non si sono concretizzati. Ora, però, è il turno di Picierno.
Spauracchio propaganda
Di sicuro la questione della propaganda russa unisce Calenda e la vicepresidente dell’Europarlamento. L’ex ministro si è rivolto a Meloni con la richiesta di «approvare uno scudo democratico contro le interferenze di Russia, Usa, Cina o le prossime elezioni politiche saranno falsate». «Dobbiamo costruire un meccanismo con cui respingere queste interferenze o le prossime elezioni saranno falsate: la Russia ha tutto l’interesse a sostenere Vannacci, la Lega, i 5 Stelle, il nascente movimento di Di Battista e D’Orsi. Oggi poi abbiamo avuto la testimonianza dell’intromissione di Musk», ha continuato Calenda.
A presentare la proposta di legge anche gli azionisti Federica Onori, deputata, e Marco Lombardo, senatore, oltre che Federica Valcauda di Europa Radicale. Una proposta che, firmata da Onori e Matteo Richetti, prevede che sia l’Agcom l’autorità che debba intervenire sulle piattaforme digitali e sui siti internet per ordinare la rimozione di contenuti o il blocco dell’accesso entro 24 ore dalla pubblicazione dei contenuti propagandistici. In caso di violazioni, sono previste sanzioni da 30mila fino a 300mila euro. Mentre per quanto riguarda gli eventi pubblici, sempre secondo il testo proposto, la competenza dovrà essere dei prefetti che potranno decidere sull’eventuale stop e sulle multe agli organizzatori.
Non è però ancora chiaro quanto appoggio una simile pdl troverà in Aula. Quando lo stesso Calenda era stato oggetto di minacce da parte di membri del canale RussiaToday, l’altra forza politica che – oltre Azione – gli aveva dimostrato solidarietà era stata Fratelli d’Italia.
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