Una call durata tre ore fra i quattro leader del centrosinistra. Alla fine in una nota congiunta, la road map della coalizione. Dalla settimana prossima si riuniranno i tavoli tematici. Ci saranno anche tutti i rappresentanti delle liste del centro. Ma non Rifondazione comunista
Il programma del centrosinistra sarà chiuso entro novembre, entro la metà di dicembre sarà organizzata la manifestazione comune sul carovita e contro la finanziaria, le primarie saranno celebrate entro febbraio, e non il 14 marzo come pure qualche retroscena aveva annunciato.
I quattro leader del campo largo – in rigoroso ordine alfabetico, Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein – si sono confrontati per tre ore, in una lunga conference call. Ma di questioni da mettere a punto ce n’erano, dopo settimane di avvisi e messaggi a mezzo stampa, e anche di incontri separati. E di sospetti: la segretaria Pd era accusata, a mezza bocca, di voler rallentare in attesa del responso della Consulta sui ricorsi sulla legge elettorale.
E invece hanno deciso un’accelerazione sulle tappe dell’alleanza, l’accelerazione chiesta insistentemente in questi giorni da M5s e Avs. E che Schlein non ha potuto che accettare, visto che tutti cominciano a essere convinti che le elezioni saranno anticipate, forse già a maggio 2027.
La nota congiunta
Alla fine del confronto i leader hanno stilato una nota comune. Bocche cucite sul clima del confronto: «Buono», viene definito da tutti: «Nella mattinata di oggi ci siamo riuniti per definire le prossime tappe della coalizione progressista», dice il comunicato., «Sulla scorta di quanto anticipato la settimana scorsa, abbiamo convenuto di organizzare nel mese di dicembre, mentre si discute questa pessima manovra, una mobilitazione a carattere nazionale per l’alternativa a quattro anni di governo Meloni che hanno prodotto carovita, crescita prossima alla zero e aumentato le diseguaglianze. La manifestazione sarà condivisa con le forze di opposizione e sarà aperta alle forze sociali del paese e alla società civile».
Poi l’annuncio dell’avvio del tavolo, o meglio dei tavoli: «Dalla settimana prossima inizierà il confronto per definire il programma della coalizione entro novembre. Parteciperanno ai tavoli le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono l’urgenza di costruire un’alternativa di governo alla destra».
E infine, la road map delle primarie: «Abbiamo concordato che le primarie si terranno entro il mese di febbraio con l’obbiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica, in modo da assicurare una leadership che sia pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista».
Tutti i centrini sono invitati
Qualche dettaglio si può leggere fra le righe. La manifestazione «aperta alle forze sociali del paese e alla società civile» è stata proposta lo scorso 18 ottobre dai leader di Avs, ma in qualche modo diventa l’occasione per «scrivere il programma non nelle stanze chiuse», come sempre chiesto dalla segretaria Pd. Quanto a chi sarà ai tavoli del programma, la scelta è la più aperta e inclusiva: saranno invitati «le forze di opposizione rappresentate in Parlamento». Cioè tutti i diversi rappresentanti del centro che si sono dotati di una componente nel misto: +Europa, Centro democratico di Bruno Tabacci e Più uno, ne hanno una insieme alla Camera; il movimento Progetto civico di Alessandro Onorato ce l’ha nel misto di palazzo Madama, grazie a un senatore prestato da M5s e ai socialisti di Enzo Maraio; dove anche Rifondazione comunista è riuscita a formarne una, nata grazie al senato Andrea Crisanti, “prestato” dal Pd. Ma a quanto si apprende, il Prc non sarà ai tavoli, perché lui stesso ha annunciato, in accordo con Schlein, «un accordo tecnico».
Primarie, Conte: «Io ci sarò»
Infine, quanto alle primarie, resta aperto il nodo su chi parteciperà. Senz’altro Schlein e Conte che, in un’anticipazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa, ha seppellito le voci di chi sosteneva che a un certo punto si sarebbe fatto indietro, unilateralmente: «Mi pare chiaro che faremo le primarie e io ci sono».
Se gli sfidanti saranno più di due, il doppio turno sarà obbligatorio. E al momento questa sembra la strada che il centrosinistra sta imboccando.
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