Nessuna accelerazione sull’emendamento al Senato alla legge elettorale per introdurre di nuovo le preferenze. Il governo sta riflettendo sul da farsi dopo lo stop subito dal Melonellum alla Camera su questo punto.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, potrebbe accontentarsi di portare a casa il testo nell’attuale formulazione. Senza intestardirsi sulle preferenze. «Vedremo quando il testo arriverà in Senato», ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

Legge elettorale anti-sinistra

A Palazzo Madama, peraltro, può scoppiare un altro bubbone all’interno del gran pasticcio chiamato Melonellum: la cosiddetta norma anti-cespugli, che “cancella” dal conteggio delle coalizioni i voti delle liste sotto il 3 per cento (tranne la “prima delle perdenti”). La proposta passata alla chetichella sembra cucita appositamente contro il campo largo.

«Certamente colpisce solo il centrosinistra e rischia di avere un peso decisivo sul risultato elettorale. Parliamo potenzialmente di milioni di voti validamente espressi, che non vengono assegnati alla coalizione», sottolinea il segretario di +Europa, Riccardo Magi, uno dei partiti che potrebbe essere direttamente colpito dalla novità. 

Di norma «semplicemente incostituzionale», ha parlato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi-sinistra. «Il voto di un cittadino vale come quello di un altro, non si possono introdurre discriminazioni di questo tipo altrimenti si rischia di avere elettori di serie A e elettori di serie B», ha aggiunto Bonelli. La leader del Pd, Elly Schlein, è tornata ad attaccare il governo «che purtroppo invece ha una unica priorità in questa fase, cambiare la legge elettorale perché hanno paura di perdere».

Il relatore meloniano della legge alla Camera, Angelo Rossi, difende il principio dell’emendamento presentato da Paolo Emilio Russo (Forza Italia): «Il Rosatellum già oggi prevede questa circostanza alla Camera per i partiti che non raggiungono l’1 per cento e quindi viene da chiedersi come mai finora non sia mai stata fatta rilevare». Insomma, il Melonellum scientemente amplia l’effetto annullamento dei voti di chi non elegge rappresentanti.

Melonellum in frenata 

Di fronte a tanti nodi, cresce la cautela anche sul timing dell’approvazione: «Il tempo che rimane da qui alla pausa estiva è davvero molto poco, speriamo di poterlo perlomeno iniziare in commissione e di avviare la discussione», ha detto Ciriani. Insomma, l’idea di andare avanti a tappe forzate sembra stia sfumando, a favore di una maggiore riflessione. Anche perché sullo sfondo non mancano le divisioni con gli alleati.

Forza Italia a Palazzo Madama non è intenzionata a cedere. La capogruppo Stefania Craxi, pur senza menzionare la legge elettorale, ha rivendicato il ruolo degli azzurri nella coalizione di centrodestra: «Forza Italia non partecipa e non subisce strategie alternative, né si lascia trascinare dentro eventuali operazioni concepite da altri. Siamo attenti, siamo consapevoli, siamo vigili», ha scritto in una lettera inviata al quotidiano Il Tempo. Un messaggio nella bottiglia con una firma precisa: Marina Berlusconi. Che non vuole una Forza Italia ancillare. 

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