Secondo fonti di Domani, i parlamentari “rei” di aver agito in maniera nonviolenta, portando all’annullamento della conferenza sulla Remigrazione di CasaPound e di altre sigle di estrema destra, sono stati convocati dall’Ufficio della presidenza di Montecitorio
Opporsi alla presenza dei neofascisti nelle aule del Parlamento costa ai deputati “ribelli” delle opposizioni una convocazione nell’ufficio della Presidenza della Camera e forse una sanzione disciplinare. Siamo in Italia, nel 2026.
I parlamentari di Pd, M5s, Avs, +Europa, responsabili di aver fatto saltare la conferenza sulla Remigrazione del 30 gennaio organizzato da diverse sigle di estrema destra tramite il deputato leghista Domenico Furgiuele, infatti, dovranno presentarsi domani alle ore 13.30 davanti all’organo presieduto da Lorenzo Fontana, come riportano a Domani fonti ben informate.
Conferenza saltata
Il gesto nonviolento dei parlamentari aveva portato all’annullamento della conferenza. Avrebbero dovuto parlare oltre a Luca Marsella, di CasaPound, anche esponenti di altre formazioni, come il Fronte Skinheads, la Rete dei Patrioti, Brescia ai bresciani.
I nuovi vecchi fascisti si sono così dovuti limitare a commentare l’accaduto ai cronisti nelle vie adiacenti la Camera, tra un inno italiano, grida sguaiate e definendo l’antifascismo «una mafia» o «una malattia mentale».
Il regolamento della Camera
Il regolamento della Camera, secondo l’articolo 12 comma 7, prevede che un deputato possa essere convocato dall’Ufficio di Presidenza e possa decidere riguardo una possibile sanzione proposta dal presidente, quindi Lorenzo Fontana, «per fatti di eccezionale gravità che si svolgano nella sede della Camera, ma fuori dell’Aula», come riporta invece il comma 4 dell’articolo 60 del regolamento.
Tra le possibili sanzioni, c’è la censura con interdizione a partecipare ai lavori parlamentari per un periodo da due a 15 giorni di seduta, «se un deputato fa appello alla violenza, o provoca tumulti, o trascorre a minacce o a vie di fatto verso qualsiasi collega o membro del Governo».
Il ruolo di Fontana
I deputati “rei” di aver impedito con la loro presenza, sempre nonviolenta, lo svolgimento della conferenza dei neofascisti, potrebbero quindi incorrere a sanzioni simili. Da destra, infatti, è stata presentata sulla scrivania di Fontana la richiesta di valutare possibili provvedimenti ai danni dei parlamentari coinvolti. Il presidente della Camera ha quindi portato il “dossier” all’Ufficio di presidenza, l’organo che ora dovrà votare sulle possibili sanzioni.
Il leghista presidente della Camera, però, il giorno prima della conferenza, il 29 gennaio, aveva le idee chiare: «Ritengo inopportuna la conferenza stampa di domani. Spero che il deputato ci ripensi», riferendosi a Furgiuele. Secondo Fontana, quindi, la conferenza non doveva svolgersi. Anzi, diceva: «Ho fatto quanto era nelle mie possibilità in questi giorni», per poi finire in un appello al rispetto delle istituzioni. Ora, però, l’organo di cui è presidente è pronto a punire i deputati che hanno fatto saltare la conferenza sulla Remigrazione.
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