Alla Camera salta l’evento per il lancio della raccolta firme del progetto di legge sulla Remigrazione. La protesta dei promotori di estrema destra: in poche ore più di 10mila firme sulle 50mila necessarie. Il deputato Furgiuele: «Sono a favore della Remigrazione. Contrario allo sgombero di Casapound»
Da una parte i deputati del centrosinistra che cantano “Bella ciao” e con Costituzione alla mano occupano la sala stampa della Camera. Dall’altra gli esponenti neofascisti di Casapound, Fronte Skinheads, rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani che fuori da Montecitorio hanno definito l’antifascismo come «una mafia» e «una malattia mentale».
Protestano contro l’annullamento della conferenza stampa in cui avrebbero dovuto presentare la legge d’iniziativa popolare “Remigrazione e riconquista”. Evento annullato dopo la protesta delle opposizioni che ritengono inaccettabile sia la proposta sia la presenza di sigle neofasciste all’interno del parlamento.
Il progetto in questione, prevede di fatto la deportazione degli immigrati irregolari presenti nel paese e un programma di rimpatri volontari per chi lavora e risiede da anni in Italia. Per Luca Marsella di Casapound e Salvatore Ferrara della Rete dei patrioti, «non esistono italiani di seconda o terza generazione» e «c’è in corso una sostituzione etnica che mette in pericolo l’identità italiana».
Il Pd ha chiesto alla premier Giorgia Meloni di prendere le distanze dalle loro dichiarazioni e di condannare le minacce ricevute dal segretario di +Europa Riccardo Magi, che fuori dall’Aula ha protestato ricordando l’omicidio fascista di Giacomo Matteotti.
C’è imbarazzo per la premier che è rimasta silente così come i vertici di Fratelli d’Italia. Anche Matteo Salvini non si è espresso sulla vicenda e si è dedicato, piuttosto, alla sua visita nei territori colpiti dal maltempo.
Nel pomeriggio la Lega ha diffuso una nota di partito in cui ha attaccato la sinistra «violenta e arrogante» che «limita la libertà di parola e pensiero», occupando «le sedi istituzionali come un Askatasuna qualunque».
Il dietrofront all’ultimo
L’evento – quindi – è stato annullato per questioni di ordine pubblico, nonostante da giorni le opposizioni avevano chiesto al leghista Domenico Furgiuele di annullare l’iniziativa. È stato lui, salviniano e poi vannacciano di ferro, ad aver prenotato la sala stampa per i neofascisti.
La questione aveva anche alimentato un certo nervosismo all’interno della Lega, con il capogruppo Riccardo Molinari che il 29 gennaio è intervenuto affermando che «ogni deputato è libero di organizzare autonomamente un evento senza il consenso del gruppo». E poi ha detto che sarebbe stato meglio non parlare «di una proposta di legge che non è della Lega».
Fuori da Montecitorio, l’onorevole Furgiuele ha fatto sapere che condivide la legge sulla Remigrazione. Non si tira indietro sul tema e per questo motivo proverà – insieme ad altri leghisti – a riproporre di nuovo la conferenza. Ma per capire da che parte sta, risponde con un «sono contrario» alla domanda sul possibile sgombero dello stabile di Casapound a Roma, nonostante il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo abbia più volte paventato.
«Oggi a Montecitorio è morta la democrazia», è il commento rammaricato che a fine mattinata giunge dal vicesegretario della Lega ed eurodeputato, Roberto Vannacci. L’ex generale ha invocato anche un intervento del Capo dello stato sul caso e ha chiesto la riprogrammazione dell’incontro «per dimostrare che nelle nostre istituzioni repubblicane non vince la violenza, la prevaricazione e l'intolleranza».
La deportazione
L’evento è stato annullato ma la raccolta firme è incominciata. In poche ore sono state raggiunte le 24mila adesioni su 50mila necessarie: il 46 per cento del totale. A dimostrazione di quanto i discorsi d’odio e la xenofobia riescano a fare presa su parte della popolazione. Nei gruppi Telegram neofascisti c’è grande euforia per l’iniziativa. Annunciano che nei prossimi giorni le firme verranno raccolte anche in diverse piazze d’Italia attraverso i gazebo del Comitato Remigrazione e Riconquista, guidato da Marsella. Il movimento s’inserisce in un quadro internazionale più ampio. Il progetto della “remigrazione”, infatti, è stato importato dall’estrema destra austriaca e tedesca: i primi ad aver presentato la proposta cercando sponde e alleanze anche in Francia, Spagna e Italia. Alleanze che sono state suggellate nel summit che si è tenuto a Milano lo scorso autunno e si rafforzeranno il prossimo 30 maggio di quest’anno con la stessa kermesse che questa volta si terrà in Portogallo.
Il biglietto aereo
«Allora ti mandiamo a casa, ho il biglietto di aereo pronto» dice il “patriota” Salvatore Ferrara consegnando un fac-simile di un biglietto in cui alla voce passeggero c’’è scritto «immigrato irregolare» e il luogo di destinazione è «paese d’origine». Tra le note del biglietto note c’è lo slogan: «L’unica soluzione è invertire la rotta».
Un’idea ricopiata dalla sezione di Karlsruhe di Alternative für Deutschland (AfD), il partito d’estrema destra tedesco, che proprio un anno fa ha distribuito 30mila finti biglietti ai gazebo in città e ne ha infilati altri anche nelle cassette delle lettere di famiglie migranti. Un episodio che scatenò dure reazioni con esponenti politici tedeschi che hanno ricordato l’epoca nazista.
«A New York c’è un sindaco musulmano. Vai a vedere cosa sta succedendo», incalza Ferrara. «Chiuderete le nostre chiese». Dopo circa un’ora il punto stampa è finito. I neofascisti sono soddisfatti: «Forse è stato anche meglio che non ci hanno fatto entrare», dice uno di loro in silenzio mentre Marsella e Ferrara si abbracciano fieri per il successo mediatico ottenuto.
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