Lorenzo Caccialupi conosce Charlie Kirk a un suo comizio, mentre è negli Stati Uniti per motivi di studio. Dopo l’uccisione del fondatore di Tuning point, decide di portarne avanti le idee in Italia: inizia un attivismo social fatto di lotta ai migranti islamici e alla cultura «woke», fino all’ossessione per il Tricolore e ai paragoni con Garibaldi. I rapporti con Joey Mannarino e la partecipazione alla festa di Atreju
Chi sono i nuovi volti che portano avanti le idee e le politiche Maga in Europa e in Italia? Come si muovono sui social e che rapporti hanno con stampa e politica? “Maga di casa nostra” è la rubrica di Domani, a cura di Giunio Panarelli, che racconta la strategia di propaganda dei volti vicini al mondo trumpiano nel vecchio continente.
«Make Italy great again». È il gennaio del 2025. Charlie Kirk, il fondatore di Turning point, si trova in California per uno dei suoi classici incontri con i giovani universitari. Le sue parole arrivano alla fine di un intervento particolare. Dall’altra parte del microfono c’è Lorenzo Caccialupi, studente italiano che si trova negli Stati Uniti per motivi di studio.
Nel suo intervento Caccialupi attacca le politiche migratorie dell’Italia e denuncia l’arrivo di stupratori e malviventi che la sinistra «vorrebbe accogliere». Kirk annuisce e lo incita: «Make Italy great again». Una variante del famoso slogan trumpiano il cui acronimo, Maga, ha dato il nome all’intero network vicino al presidente americano.
Passano i mesi e il video resta in sordina, anche perché Caccialupi non ha nemmeno i social. Poi, il 10 settembre 2025, cambia tutto. Quel giorno Kirk viene ucciso proprio durante uno dei suoi comizi. La sua morte convince Caccialupi a riaprire i suoi profili social. Lo studente romano pubblica un video in lingua inglese per commemorare il fondatore di Turning point mentre in mano tiene il cappellino che Kirk gli aveva regalato.
Sembrerebbe un gesto spot ed emozionale legato semplicemente alla voglia di ricordare il fondatore di Turning point. Caccialupi però ci prende gusto. In un video successivo con la bandiera italiana come sfondo racconta di aver deciso di portare avanti le idee di Kirk nel nostro paese.
Passa circa un mese e Caccialupi si ripresenta in un altro video avvolto in una bandiera italiana. Questa volta annuncia la nascita dell’operazione Raise the flag: l’obiettivo dichiarato è far sventolare di più le bandiere italiane nel nostro paese.
Amici americani
L’attivismo di Caccialupi attira attenzioni oltreoceano. A distanza di un mese dalla morte di Kirk, gli americani Steven Eugene Kuhn e Wesley Scott Alexander arrivano a Roma per sostenere con dei video la missione di Caccialupi. Entrambi sono legati a Turning point. Alexander in particolare è un imprenditore statunitense attivo in Europa, che racconta di essere amico di Kirk e di voler raccogliere il suo testimone.
Non è chiaro come i due siano entrati in contatto con Caccialupi. Quel che è certo è che la loro presenza a Roma sa di benedizione. Per la verità, della missione Raise the flag si vedrà poco sui social, a parte un video in cui Caccialupi vestito in calzamaglia nera corre verso una montagna con in mano il Tricolore promettendo: «Siamo sulla strada per alzare la bandiera!». Nel mentre sullo schermo appare l’immagine di un dipinto della spedizione dei Mille di Garibaldi.
Allo stile comunicativo di Caccialupi non manca infatti la voglia di giocare su accostamenti azzardati. A dicembre, ad esempio, lancia una challenge: vuole arrivare ad avere il numero di follower di Greta Thunberg e chiede al suo pubblico di aiutarlo. In un commento Alexander lo incoraggia: «Hai già superato Greta in influenza».
A distanza di tre mesi l’obiettivo appare ancora lontano: Thunberg è oltre i 16 milioni, mentre Caccialupi è fermo a quota 376mila. La crescita del suo profilo è comunque da non sottovalutare, se si pensa che Caccialupi racconta di averlo aperto dopo la morte di Kirk.
Armi sì, migranti no
Il merito di questo relativo successo è anche in diverse collaborazioni con altri content creator internazionali vicini al mondo Maga: Caccialupi pubblica spesso con Joey Mannarino, lo stratega Maga italoamericano sempre più presente nel nostro paese, e con Ada Lluch, content creator spagnola ed ex fidanzata di Mannarino.
La lingua prescelta per i suoi contenuti è sempre l’inglese. Una scelta tutt’altro che scontata per un «patriota italiano», ma sicuramente utile per essere ripreso nel network Maga. Un suo video di condanna delle restrizioni al possesso di armi annunciate dal premier australiano Anthony Albanese viene ad esempio ripreso da un content creator filo-Maga australiano.
Caccialupi basa gran parte della sua comunicazione sulla denuncia dei crimini commessi dai migranti in tutta Europa. Ogni volta in cui da un paese europeo arriva la notizia di una violenza da parte di un migrante, specie se commessa su una donna, Caccialupi si presenta in video avvolto nella bandiera della nazione in questione per denunciare «l’emergenza immigrazione.
In altri reel gira per Roma lamentandosi della presenza di migranti: «Voglio indietro il mio paese».
La rete italiana
In Italia la sua comunicazione sembra piacere alla destra. Il Secolo d’Italia lo intervista e anche Paolo Del Debbio lo vuole nella trasmissione Dritto e rovescio. Qui appare semplicemente come «Lorenzo, sostenitore di Trump». Nel suo intervento difende la politica estera del presidente americano: «Trump non vuole guerre».
Sui social c’è poi una convergenza con il content creator Cicalone: l’ex pugile diventato il «giustiziere degli scippi in metro» si fa vedere in un video con Caccialupi per mostrare il loro sostegno alle proteste iraniane.
Anche tra i partiti politici c’è chi sembra strizzargli l’occhio. Caccialupi è presente, non è chiaro a che titolo, ad Atreju, la festa nazionale di Fratelli d’Italia. Qui gira video con Mannarino e una rappresentate del Collectif Nemesis, un gruppo di “femministe di destra” francesi.
Il suo legame più forte, però, resta quello con il mondo Maga americano. A dicembre 2025 partecipa alla convention dei Giovani repubblicani a New York. Un evento molto importante per il network trumpiano, capace di raccogliere anche l’adesione di diverse realtà e partiti politici europei che gravitano attorno all’ideologia del tycoon. L’Afd, il partito di estrema destra tedesco, manda ad esempio una delegazione. Anche qui non è chiaro in che veste Caccialupi sia stato invitato. Contattato più volte da Domani, il content creator non ha risposto a una proposta di intervista.
La presenza a New York è però solo una tappa del viaggio di Caccialupi negli Stati Uniti. Nel corso delle vacanze invernali gira il paese e pubblica video in cui esalta la cultura americana filotrumpiana. Per esempio realizza un video in Texas in cui un uomo spiega come sia perfettamente «sicuro» portare le armi in Chiesa. E per dare più legittimità alla sua posizione arriva a citare il Nuovo Testamento.
Non a caso, come diversi altri content creator Maga, Caccialupi inserisce spesso riferimenti al cattolicesimo nei suoi contenuti. In un video si presenta addirittura con il crocifisso in mano. Il tutto sempre perfettamente allineato alla dottrina Maga, che presenta sempre di più l’immigrazione come un’aggressione islamica e della sinistra «woke» all’Occidente cristiano. In tutto questo, l’Unione europea è vista come un nemico da abbattere. «Se questa è l’Europa, deve sparire», spiega in un video. «Make Italy great again». O forse semplicemente più trumpiana.
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