In piazza Duomo a Milano, nel periodo di Natale, un gruppo di femministe di destra francesi ha srotolato uno striscione: «Babbo Natale remigra questi stupratori». Al centro della loro battaglia ci sono le violenze sessuali commesse da persone di origine straniera; l’islam nel mirino. Il movimento nato in Francia si sta pian piano espandendo anche in Italia: il progetto è sicuramente piaciuto a Fratelli d’Italia
Chi sono i nuovi volti che portano avanti le idee e le politiche Maga in Europa e in Italia? Come si muovono sui social e che rapporti hanno con stampa e politica? “Maga di casa nostra” è la rubrica di Domani, a cura di Giunio Panarelli, che racconta la strategia di propaganda dei volti vicini al mondo trumpiano nel vecchio continente.
Milano. Periodo di Natale. Piazza Duomo è gremita di gente. All’improvviso dall’edificio di fronte al Duomo si srotola uno striscione: «Babbo Natale remigra questi stupratori». A srotolare lo striscione è il Collettivo Nemesis, un gruppo di femministe di destra francesi. A organizzare la loro azione è Astrid, tra le fondatrici del movimento che da Oltralpe si sta pian piano espandendo anche nel nostro paese.
«Siamo nate sei anni fa attraverso una piccola pagina Facebook. Era lo spazio in cui noi giovani donne francesi ci sentivamo libere di parlare liberamente delle aggressioni che subivamo a opera di uomini stranieri. Per la sinistra denunciarle era un tabù e per questo avevamo sentito il bisogno di creare un network del genere. Poi a un certo punto Alice Cordier, nostra leader, ha letto un articolo in cui si raccontava di uno stupro commesso da un migrante. Due righe erano dedicate al crimine commesso, il resto al tema dell’accoglienza. Da lì abbiamo deciso di fondare il nostro movimento», racconta Astrid a Domani.
All’inizio in realtà Nemesis non aveva molto seguito. «Eravamo in otto», dice Astrid. Poi però un’azione violenta subita ha acceso i riflettori sul gruppo. «Eravamo a una manifestazione femminista. Ci siamo presentate con dei nostri striscioni per protestare contro Erdogan. All’epoca il presidente turco minacciava di riempire l’Europa di migranti. Quando hanno visto il nostro striscione alcuni manifestanti ci hanno aggredito. Siamo state costrette a nasconderci in un bar. Il giorno dopo eravamo su tutti i giornali».
Il collettivo
Nell’arco di pochi anni Nemesis si è imposto nel dibattito pubblico francese. Alice Cordier e altre portavoce sono spesso chiamate in trasmissioni televisive. Oggi il gruppo conta 500 iscritte in Francia. Al centro della loro battaglia ci sono le violenze sessuali commesse da persone di origine straniera. Nel mirino c’è in particolare una confessione religiosa: l’islam.
«Nel Corano ci sono chiare incitazioni a picchiare le donne e sminuirle. Non siamo islamofobe, diciamo semplicemente le cose come stanno», dice Astrid. E se le si fa notare che nel mondo musulmano esistono correnti e persone moderate, la sua risposta è netta: «Non esiste un islam moderato». «Queste persone molto spesso vengono qui non per integrarsi. E stanno guadagnando terreno quando invece dovrebbero adeguarsi alla nostra cultura. Per me possono professare la loro fede, ma nelle loro case», aggiunge.
Astrid riconosce che esistono anche uomini occidentali che compiono reati sessuali: «Si tratta di persone che sono rimaste indietro a livello culturale, nulla comunque di comparabile a chi viene per imporre la Sharia».
Il Collettivo Nemesis è convinto che le donne siano in pericolo a causa dell’immigrazione «incontrollata». E per risolvere la situazione ha le idee chiare. «Chiediamo la remigrazione per gli stupratori: le persone straniere che commettono violenze sessuali devono fare ritorno al loro paese di origine», spiega Astrid. Insomma una remigrazione in salsa “femminista”.
Interesse a destra
Questa e le altre idee di Nemesis non sembrano dispiacere affatto alla destra francese. Anche perché alcune attiviste del Collettivo arrivano proprio da esperienze di candidatura o collaborazioni con il Rassemblement National. «Non siamo però legate a nessun partito. Parliamo con tutti», mette in chiaro Astrid che oggi, da portavoce di Nemesis, è dipendente part time per tre quarti dell’organizzazione (il resto del suo tempo è dedicato a un suo progetto imprenditoriale di sviluppo di aziende francesi in Italia). «Come Nemesis ci finanziamo solo con le donazioni dei nostri sostenitori. Non abbiamo dietro nessuna azienda o partito», precisa.
Quel che è certo è che anche in Italia l’interesse attorno a Nemesis sta crescendo. Ad aprile il Collettivo è sbarcato al Salone del Libro di Torino. E non a uno stand qualunque, ma a quello istituzionale della regione Piemonte. A invitare Astrid e le sue compagne è stato l’assessore regionale alle Politiche Sociali Maurizio Marrone (FdI).
L’incontro ha dato il via all’espansione di Nemesis in Italia. «Sono stata contattata da diverse ragazze e visto che per lavoro e studi conosco l’italiano, ho organizzato la nascita della costola italiana del nostro gruppo», racconta Astrid che aggiunge: «Oggi siamo in 40, ma siamo nate da poco e siamo in crescita».
Anche perché le sponde politiche non mancano. L’europarlamentare e fondatore di Futuro nazionale Roberto Vannacci le ha incontrate a Bruxelles. «Abbiamo conosciuto un suo collaboratore e visto che eravamo al parlamento per un evento ci siamo incontrati per presentargli il nostro progetto», spiega Astrid.
Ad Atreju
Un partito a cui il progetto è sicuramente piaciuto è Fratelli d’Italia. La formazione politica di Giorgia Meloni ha invitato il Collettivo alla sua festa nazionale Atreju. Astrid era lì e ha anche realizzato un’intervista a Sara Kelany, responsabile del dipartimento Immigrazione di FdI.
La festa di Atreju è stata anche l’occasione per realizzare un video con altri due content creator sovranisti l’italiano Lorenzo Caccialupi e lo statunitense di origini italiane Joey Mannarino. Quest’ultimo è anche consulente di comunicazione per i politici Maga.
«Ci siamo conosciuti lì e abbiamo preso un caffè insieme. Non abbiamo in atto collaborazioni», spiega Astrid a Domani. Certo è che oggi l’influenza statunitense sulla destra europea è forte.
La portavoce di Nemesis preferisce però non parlare degli Stati Uniti: «Non abbiamo alcun tipo di contatto con movimenti o persone in quel paese. Ci occupiamo solo delle donne francesi, italiane ed europee. Chiaramente apprezziamo il modello delle donne Maga, ma siamo focalizzate sul nostro continente».
Anche a una domanda diretta sulla sua opinione sulle politiche trumpiane sui flussi migratori Astrid preferisce non rispondere. «Non è il nostro territorio e non è la nostra battaglia». Europe is the limit. Almeno per ora.
© Riproduzione riservata


