La direttrice generale della società in house del ministero del Turismo punta alla promozione come ad, nonostante una serie di incarichi, dall’Eni a Generali. Ma l’attuare amministratrice delegata Jelinic è blindata da Palazzo Chigi
Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere
Energia, immobili, agroalimentare. Gli incarichi non mancano, tra consigli di amministrazione e collegi sindacali. Ma Elena Nembrini, direttrice generale dell’Enit, starebbe puntando alla poltrona di amministratrice delegata della società in house del ministero del Turismo, oggi occupata da Ivana Jelinic, nominata nel 2025, e che per statuto può restare in sella senza problemi per tre anni. Ambizione legittima. Anche se dentro la stessa Enit c’è chi mormora che Nembrini sia spesso fuori, preferendo lavorare in smart working, da remoto, da Venezia.
Oltre alle voci sul futuro, c’è un dato di fatto sul presente: l’attuale dg ha una sfilza di ruoli. È infatti nel cda della società Milano-Serravalle del gruppo Fnm. Figura poi come consigliera della società Zucchi, che si occupa di commercio tessile. Stesso incarico nella Somec Spa, attiva però nel settore della fabbricazione di porte, finestre e telai, imposte e cancelli in metallo.
Ma Nembrini, di professione commercialista, è anche presidente del collegio sindacale di Eni Timor Leste, società che fa parte del gruppo del cane a sei zampe, ed è sindaca di Sef Enipower, gestisce la centrale termoelettrica a Ferrara. Altre funzioni di peso? È sindaca di Generali Real estate, la branca del Leone di Trieste, specializzata in investimenti immobiliari, che gestisce asset per oltre 37 miliardi di euro, e di Generali Investments holding. Due bei colossi.
Al fianco si trovano altre caselle occupate dalla direttrice generale di Enit: nella società vitivinicola Duemani, nella Smart Citylife Srl e in Residenze Cyl Spa. Di tutto un po’. Ma in mezzo alla selva di incarichi, manca quello top: diventare ad. Il tempo per fare tutto? Chissà. Magari si troverebbe, sollevando qualche ombra di conflitti di interessi. Fatto sta che si dice che Nembrini voglia aggiungere nel curriculum una tacca ancora più prestigiosa: la guida dell’Enit.
Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, pretese da Giorgia Meloni, gli appetiti sono aumentati. La scalata, almeno secondo quanto si può ricostruire, dovrebbe avvenire sull’asse veneto: il marito di Nembrini, Roberto Papetti, è direttore del Gazzettino, quotidiano veneto, vicino all’ex presidente della Regione, Luca Zaia, esperto del settore turistico. Si parlava di lui come possibile sostituto di Santanchè.
Il nuovo ministro è un altro veneto, lato Verona, Gianmarco Mazzi. Un’intesa da verificare. Anche perché, sembra che Jelinic non sia stata solo un’emanazione di Santanchè. Sulla nomina all’Enit, all’epoca solo l’agenzia per il turismo, aveva dato l'assenso Meloni. E la premier non pare affatto intenzionata a sostituirla.
© Riproduzione riservata

