Per accontentare Salvini, che vuole una nuova versione di Quota 100, c’è un tesoretto da 850 milioni per la flessibilità in uscita. Ma non basterà per tutti. Così il governo lancia il “libretto” con 100 euro per i nuovi nati e la card sanitaria per gli anziani. L’incertezza sulle minime e su Opzione donna
In questa scheda aggiorneremo le novità della manovra 2027 sul tema pensioni fino alla sua approvazione.
Una manovra modesta con una genesi lunga e complessa, tra la corsa al rialzo del prezzo dell’energia, le turbolenze dei mercati e la necessità di uscire dalla procedura d’infrazione Ue per deficit eccessivo. Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha approvato il disegno di legge di Bilancio per il prossimo anno, l’ultimo della legislatura, che sarà poi trasmesso alla Camera per l’iter di approvazione, durante il quale sarà possibile qualche modifica.
Si tratta di una manovra dai tempi decisamente lunghi, con il governo che non ha rispettato il termine (non perentorio) del 20 ottobre per l’invio al Parlamento. Ritardi che sono dipesi dalle poche risorse a disposizione rispetto alle tante richieste dei partiti della maggioranza – con il consueto “assalto alla diligenza” del ministero dell’Economia – e dalle trattative con la Commissione europea per avere più margini di flessibilità sulla spesa.
In tutto la finanziaria vale circa 26 miliardi di euro. La voce più consistente riguarda le politiche per la famiglia e la spesa sociale, a cui sono destinate risorse pari allo 0,21 per cento del Pil, ossia 5 miliardi. Seguono la difesa con 4,6 miliardi, il sostegno alle imprese con 3,4 miliardi e gli investimenti nelle infrastrutture con 3,1 miliardi. Alla sanità sono destinati solo 2,4 miliardi, mentre gli interventi fiscali valgono 2,2 miliardi.
Flessibilità in uscita
Tra i capitoli più in bilico resta quello della previdenza. Nonostante le pressioni della Lega, nella manovra non c’è la pensione a 64 anni per tutti. La proposta di Matteo Salvini puntava a consentire ai lavoratori con 64 anni di età e 36 di contributi di ritirarsi dal lavoro, ma con l’assegno calcolato con il metodo contributivo. Una possibilità che oggi è prevista solo per chi ha cominciato a lavorare dopo il 1995.
Proprio in quest’ottica, la finanziaria prevede un tesoretto da 850 milioni per la flessibilità in uscita. Le modalità per utilizzarlo dovrebbero essere definite con un decreto legge a gennaio, ma già si sa che la sostenibilità dei conti imporrà dei compromessi. La proposta leghista costa 1,6 miliardi, il doppio della dotazione del fondo: poiché la somma non basta a finanziare la pensione anticipata per tutti, probabilmente il perimetro degli interessati verrà ristretto via decreto.
Per i nuovi nati
È stato fortemente voluto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il fondo previdenziale per i nuovi nati in vigore dal 2027: un “libretto” aperto dall’Inps in cui lo Stato verserà 100 euro l’anno, fino al compimento dei 18 anni del bambino. Il fondo sarà alimentato dai familiari e potrà essere utilizzato una volta raggiunta la maggiore età per spese scolastiche o universitarie, oppure come strumento di previdenza complementare.
A settembre l’Inps era stato più ambizioso, ipotizzando un versamento pubblico di almeno 1.000 euro l’anno a bambino, da rinnovare di anno in anno fino al raggiungimento dell’età lavorativa. «È comunque una scelta che cambia la storia della previdenza italiana. Finora la pensione si cominciava a costruire con il primo lavoro, da oggi inizia dalla nascita», ha detto il presidente dell’Inps Gabriele Fava.
La card sanitaria
La legge di Bilancio introduce poi una card sanitaria da 300 euro per gli over 75 con una pensione fino a 28mila euro l’anno. Il contributo potrà essere utilizzato per pagare spese mediche non coperte dal servizio sanitario nazionale, come farmaci e visite specialistiche. Il voucher, che interesserà circa 5,5 milioni di anziani, è stato promosso da Forza Italia, che però avrebbe voluto alzarlo a 500 euro.
Il testo del ddl chiarirà se la soglia si riferisce al solo reddito da pensione o al reddito complessivo, oltre alla periodicità del contributo. Inoltre, nei giorni scorsi il vicepremier Antonio Tajani aveva indicato anche visite odontoiatriche, dentiere e protesi (già cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi) come spese finanziabili attraverso la card. Dai prossimi passaggi parlamentari si capirà se la promessa sarà mantenuta o meno.
Carissima inflazione
Ancora in bilico appare il ritorno alla rivalutazione delle pensioni con un meccanismo a cinque fasce. Se così sarà, la rivalutazione automatica resterà al 100 per cento per i trattamenti pensionistici inferiori a 4 volte il minimo Inps e sarà fissata al 90 per cento per i trattamenti tra 4 e 5 volte il minimo, con ulteriori riduzioni per gli importi maggiori. Un adeguamento siffatto colpirebbe l’intero assegno medio-alto (non solo la quota sopra una soglia), ma aliquote e risparmi sono ancora da stabilire.
Su misure come Quota 103 e Opzione donna, il governo non si è espresso. In assenza di novità valgono le norme in vigore, che per l’Ape sociale – il canale per l’uscita anticipata di disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi – prevedono la scadenza a dicembre. Per quanto riguarda le minime, invece, a fine anno scade l’addizionale straordinaria dell’1,3 per cento: senza rinnovo e ipotizzando un’inflazione vicina al 3 per cento, gli assegni salirebbero di appena 10 euro al mese, perdendo potere d’acquisto.
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