Il 31 marzo chiude Lo stato delle cose. Budget esaurito. I vertici di viale Mazzini hanno infatti pianificato male la spesa per il talk che, salvo interventi successivi, dovrà fermarsi nel bel mezzo della stagione televisiva. Con un risvolto occupazionale tutt’altro che secondario
- Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere
Il 31 marzo chiude la trasmissione Lo Stato delle cose di Massimo Giletti in onda su Rai 3 in prima serata tutti i lunedì. Ma, a differenza di tante altre produzioni di viale Mazzini, il motivo non è legato all’andamento degli ascolti. Che in questo caso vanno a gonfie vele.
E allora perché è stato deciso lo stop? La risposta lascia perplessi: budget esaurito. I vertici Rai hanno infatti pianificato male la spesa per il talk che, salvo interventi successivi, dovrà fermarsi nel bel mezzo della stagione televisiva. Dall’entourage di Giletti trapela una certa delusione.
D’altronde, dopo le incertezze iniziali, il programma si è stabilizzato su una soglia di share intorno al 6 per cento. Con una media di un milione di telespettatori ogni settimana. Una rarità per la governance della Rai meloniana, la TeleMeloni che si è contraddistinta per una serie ripetuta di flop. Lo Stato delle cose è diventato una sorta di scialuppa di salvataggio.
I detrattori, tuttavia, accusano il programma di Giletti di essere nato sotto la direzione di Rai cultura, puntando però tanto sui casi di cronaca e mediatici più scottanti, e badando poco alle questioni culturali. Insomma, troppa attenzione a Fabrizio Corona e al delitto di Garlasco. Poco male, comunque. Il presentatore può vantare i risultati, merce preziosa di questi tempi in viale Mazzini. Ora, però, la trattativa tra l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, e Giletti è finalizzata al prolungamento di almeno due puntate, fino al 15 aprile. Ma bisogna esplorare gli spazi del budget. Magari cercando altre soluzioni tampone. Che al momento non si intravedono. C'è, peraltro, un risvolto occupazionale tutt’altro che secondario: gran parte della produzione del programma di Giletti è esterna. Una schiera di giornalisti e professionisti della comunicazione rischia di rimanere senza lavoro.
Salta Brachino
Sembra invece tramontata l’ipotesi di affidare un talk a Claudio Brachino. La trattativa tra Paolo Corsini, capo dell’approfondimento Rai, e il giornalista si è arenata fin dalle battute iniziali. Sul fronte della concorrenza al servizio pubblico è pronta, invece, a decollare l’avventura di Bianca Berlinguer in seconda serata su Canale 5: ci saranno 6 puntate per un programma di approfondimento e inchiesta.
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