È il deputato leghista vicino a Vannacci, Domenico Furgiuele, a ospitare la presentazione della legge di iniziativa popolare che propone di «un programma nazionale di remigrazione», cioè la deportazione di massa delle persone nei loro paesi d’origine, permettendo a Casapound, al Fronte Skinheads, a un ex di Forza Nuova di entrare nelle istituzioni
«Remigrazione e riconquista». Non ci sono termini istituzionali dietro cui si nascondono gli organizzatori della conferenza del 30 gennaio nella sala stampa della Camera dei deputati, fissata alle 11.30, e ospitata dal deputato leghista, Domenico Furgiuele, vicino a Roberto Vannacci e già conosciuto per essere stato espulso dall’aula della Camera perché aveva fatto il segno della X Mas. Ci sono però cariche dietro cui si nasconde l’estrema destra identitaria e neofascista per entrare in parlamento e promuovere la sua proposta di legge di iniziativa popolare.
Dunque, dietro il ruolo di presidente, vicepresidente e un generico «Comitato ReR», si permette a Casapound, al Fronte Skinheads, a un ex di Forza Nuova di entrare nel luogo simbolo della democrazia, il parlamento. Saranno, quindi, Luca Marsella, portavoce di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, ex responsabile di Forza Nuova per la provincia di Brescia e oggi animatore di Brescia ai bresciani, Salvatore Ferrara della Rete dei patrioti a presentare la proposta di iniziativa popolare che vorrebbe istituire «un programma nazionale di remigrazione e di un fondo per la natalità italiana». Cioè il piano politico – non solo italiano anche europeo – xenofobo che prevede la deportazione di massa delle persone nei loro paesi di origine.
L’intento è esplicito e lo ha spiegato lo stesso Marsella, presidente del comitato. È una «scelta simbolica», dice, perché «vogliamo portare nei palazzi decisionali non solo una legge messa nero su bianco, ma la realtà delle nostre città, da cui la politica è purtroppo troppo distante».
La diffusione oltre l’estrema destra identitaria e neofascista non è, però, una novità. La Lega aveva già garantito il suo appoggio, dimostrando come l’obiettivo degli estremisti di coinvolgere i partiti di governo sia stato raggiunto. E con loro le sedi delle istituzioni.
«Uno sfregio alla memoria democratica del paese», per Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, sottolineando la gravità del fatto che «la Lega spalanchi le porte della Camera a un raduno dell’estrema destra nazifascista». Si tratta di legittimare, continua Bonelli, «l’odio razziale dentro le istituzioni della Repubblica», dentro quella che definisce «la casa della Repubblica antifascista».
Un «fatto gravissimo», secondo il deputato del Partito democratico Matteo Orfini, e «la Camera non può diventare una tribuna per chi propaganda ideologie fasciste». Il segretario di +Europa Riccardo Magi, così come il Pd, ha chiesto l’intervento del presidente della Camera, il leghista Lorenzo Fontana per tutelare l’istituzione che rappresenta dal rischio di ospitare la presentazione di quelle che definisce «le nuove leggi razziali». «Un segnale di allarme», ha aggiunto Marco Grimaldi di Avs, cioè «la traduzione italiana» dell’ideologia trumpiana che porta a «deportare, cancellare, escludere».
L’evento
Si inizia dalle piazze, come ha spiegato Marsella, per arrivare nei luoghi in cui si prendono le decisioni. Sabato 24 gennaio il comitato manifesterà a Piacenza, per poi lanciare la raccolta firme dalla sala stampa della Camera il 30. In sei mesi, il comitato Remigrazione e riconquista mira a raggiungere 50mila firme. Per il portavoce di CasaPound – che ha risposto alle critiche dell’opposizione – è «un nostro diritto fare una conferenza stampa alla Camera». Marsella ha provato a rinarrare la proposta depositata in Cassazione, parlando con l’Ansa e sostenendo che non si tratta di deportazione ma di «incentivi volontari per gli immigrati regolari per tornare nel loro paese d’origine» e di un rafforzamento delle «leggi esistenti sull’immigrazione irregolare».
Sono chiare e conosciute però le intenzioni della destra identitaria e neofascista, in tutta Europa, in tema migratorio e non: violenti attacchi alle persone migranti e, più in generale, ai diritti, delle donne, delle persone trans. Un’idea di mondo che è stata appoggiata e rilanciata dal segretario Matteo Salvini durante la festa nazionale della Lega lombarda a Brescia «contro l’islamizzazione e per la remigrazione».
Mentre la Camera ha preso le distanze, sostenendo che «le conferenze stampa si svolgono sotto la piena e unica responsabilità dei deputati, o dei gruppi, che ne curano la prenotazione, e che rispondono dei contenuti, e dei partecipanti a esse, sotto ogni profilo».
© Riproduzione riservata


