Il disegno di legge, presentato dal presidente del partito Maurizio Lupi, la segretaria Mara Carfagna e la senatrice Mariastella Gelmini, non prevede solo il divieto di utilizzo delle piattaforme per chi ha meno di 13 anni. Ma anche, fino ai 16, un accesso consentito esclusivamente tramite il “profilo per adolescenti”
Per costruire una nuova alleanza tra scuola e famiglia che metta i minori al centro. Ma anche con l’obiettivo di promuovere un’assunzione di responsabilità collettiva per tutelare la salute mentale dei più giovani. Per questo, secondo il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, la segretaria del partito Mara Carfagna e la senatrice Mariastella Gelmini, è fondamentale introdurre un quadro organico di regole per l’accesso e l’utilizzo delle piattaforme digitali da parte dei minori.
«In un momento particolare, con episodi come quello di Bergamo, dove un ragazzo tredicenne ha accoltellato la sua professoressa, per un partito come il nostro, che fa della prevenzione, della tutela dei giovani e del rapporto con le nuove tecnologie uno dei suoi punti cardine, era indispensabile presentare questo testo», ha aggiunto Lupi durante la conferenza stampa che si è tenuta il 1° aprile presso la sede di Noi Moderati, nel centro di Roma, per presentare la proposta di legge per regolamentare l’accesso alle piattaforme digitali da parte di chi ha meno di 16 anni.
Il testo, già depositato da Carfagna alla Camera e da Gelmini al Senato arriva mentre resta fermo da mesi in Parlamento il ddl bipartisan n. 1136, a prima firma di Lavinia Mennuni (FdI) e sottoscritto da Marianna Madia (Pd), che prevede limiti all’accesso agli account social per gli under 15.
«Ci sono già delle pdl di cui io e Gelmini siamo cofirmatarie, ma in quattro anni è cambiato il mondo. E vogliamo aggiornare il quadro per proteggere i minori dall’impatto devastante che l’abuso dei social ha sul loro sviluppo psicofisico, come abbiamo visto anche nei recenti casi di cronaca», spiega, infatti, Carfagna a proposito delle disposizioni pensate da Noi Moderati per rafforzare l’attuazione nazionale del regolamento europeo che chiede agli Stati membri di verificare l’età di chi accede ai social, così da adattare l’esperienza digitale.
La modalità adolescenti
La proposta prevede non solo il divieto di utilizzo delle piattaforme digitali, come Facebook, Instagram o TikTok, per chi ha meno di 13 anni, attraverso l’obbligo per i gestori di adottare meccanismi di verifica dell’età secondo le modalità già definite da Agcom. Prevede anche, per chi ha tra i 13 e i 16 anni, un accesso consentito esclusivamente tramite il “profilo per adolescenti”: un modello di utilizzo basato su impostazioni predefinite e limitazioni automatiche, pensato per garantire un ambiente digitale adeguato all’età.
«Con un regime che prevede l’impostazione dell’account in modalità privata come configurazione predefinita, divieti di contatto da parte di adulti non autorizzati, divieto di profilazione, interruzione dello scroll continuo, blocco dell’autoplay dei contenuti e delle notifiche non essenziali», ha chiarito ancora Carfagna per spiegare le limitazioni introdotte dalla pdl oltre al parental control, prima che Gelmini ribadisse l’importanza di un insieme di norme che non abbandoni le famiglie, ma le accompagni nella protezione dei figli dai rischi del digitale.
«La nostra proposta di legge non punta il dito contro le piattaforme, ma arriva dopo una campagna di audizioni con loro, per condividere le responsabilità», ha concluso la senatrice Gelmini, convinta che – proprio come già accaduto in Australia e Indonesia e come si discute anche in altri Paesi, compresi alcuni dell’Ue – sia necessario, di fronte a un uso sempre più precoce e intenso delle piattaforme, un sistema di tutele specifico capace di distinguere tra utenti adulti e minori. Non solo attraverso limitazioni, con un approccio securitario, ma anche grazie a una ridefinizione dell’ambiente digitale in cui crescono le nuove generazioni: «Perché sappiamo che non servono solo i divieti per tutelare la salute e il benessere dei nostri ragazzi. Dobbiamo accompagnarli nell’ingresso nel virtuale».
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