Nell’ambito del procedimento aperto a Istanbul dopo l’intercettazione delle barche dirette verso Gaza il ministro della giustizia turco ha annunciato di aver chiesto all’Interpol di emettere una red notice nei confronti del primo ministro israeliano e di un suo funzionario
Sulla base dei mandati d’arresto disposti il 14 luglio da un tribunale di Istanbul nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu e del funzionario legato alla sicurezza israeliana Afek Moskovitch, il ministro della Giustizia turco Akın Gürlek ha annunciato di aver chiesto all’Interpol di emettere una red notice. Cioè una richiesta di localizzare Netanyahu e Moskovitch e, se la legge nazionale lo consente, di procedere con l’arresto provvisorio e le conseguenti procedure, rivolta alle forze di polizia dei 196 paesi membri dell’organizzazione internazionale dedita al contrasto del crimine.
Il ministro turco ha spiegato che la decisione è stata presa nell’ambito del procedimento che coinvolge 35 imputati, tra cui Netanyahu e Moskovitch, relativo all’abbordaggio compiuto da Israele contro gli attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla nel 2025, quando il 1° ottobre, in acque internazionali, a circa 70 miglia dalle coste di Gaza, le forze israeliane iniziarono a intercettare le 40 barche della Flotilla, su cui viaggiavano 500 civili, che si dirigevano verso la Striscia per rompere il blocco e consegnare aiuti umanitari.
Sugli abbordaggi dell’Idf alla successiva missione della Global Sumud, quelli del 29-30 aprile al largo di Creta e del 18-19 maggio al largo di Cipro, la procura di Istanbul ha aperto altri filoni di indagine.
Le parole del ministro turco
«In seguito ai mandati d’arresto emessi il 14 luglio 2026 nei confronti di Netanyahu e Moskovitch con l’accusa di genocidio, il nostro ministero della Giustizia ha chiesto al ministero dell’Interno di richiedere a Interpol l’emissione della red notice ai fini della loro cattura internazionale. La relativa documentazione è stata trasmessa anche al nostro ministero degli Esteri», ha dichiarato Gürlek in un comunicato diffuso sui social.
In Turchia, Netanyahu e Moskovitch sono sotto processo per crimini contro l’umanità, genocidio, privazione illegale della libertà in forma aggravata, lesioni intenzionali, tortura e maltrattamenti, danneggiamento, rapina aggravata e dirottamento o sequestro di mezzi di trasporto. «Non permetteremo che i crimini commessi a Gaza vengano insabbiati né che i responsabili siano protetti da uno scudo di impunità», ha spiegato ancora Gürlek prima di ribadire che la Turchia continuerà a ricorrere ai meccanismi giuridici nazionali e internazionali e che il presidente Recep Tayyip Erdogan continuerà a schierarsi al fianco del popolo palestinese e di quanti subiscono forme di oppressione: «Adotteremo con determinazione tutte le misure necessarie affinché coloro che commettono crimini contro l’umanità siano chiamati a risponderne davanti alla legge».
«Erdogan è un dittatore antisemita che ha massacrato i curdi, dà rifugio ai terroristi di Hamas, occupa metà di Cipro e imprigiona un numero record di giornalisti e politici che gli si oppongono. Ora cerca di allargare la sua aggressione contro Israele alla Siria. Israele non lo tollererà. Il tentativo patetico di Erdogan di intimidire i leader e i soldati di Israele, l’unica vera democrazia in Medio Oriente, non avrà successo», ha risposto su X l’ufficio del primo ministro israeliano.
La tensione Turchia-Israele
La decisione della Turchia di richiedere la red notice all’Interpol arriva in un momento di tensione crescente tra i due paesi: all’inizio della settimana un attacco israeliano ha colpito nel nord della Siria l’area militare di Abu al-Duhur, a circa 70 chilometri dal confine turco, poco dopo che una delegazione turca aveva visitato la base.
«È essenziale che Israele ponga fine a questi attacchi sconsiderati», aveva commentato il ministero della Difesa di Erdoğan. «Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan sta trascinando la Turchia in pericolose avventure in Siria», aveva risposto Israel Katz, aggiungendo che Israele non avrebbe consentito a nessun soggetto di minacciare la propria sicurezza.
Global sumud italia
«Accogliamo con favore qualunque iniziativa giudiziaria che riconosca l’illegalità delle azioni compiute dal governo israeliano contro la Global Sumud Flotilla e che contribuisca a rompere un’impunità che dura da troppo tempo», ha commentato la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla Maria Elena Delia, in merito ai mandati d’arresto emessi dalla Turchia: «Quello che abbiamo subito – attacchi, intercettazioni illegali in acque internazionali, sequestri delle imbarcazioni, arresti e violenze – è grave e deve avere conseguenze sul piano della giustizia internazionale».
Per Delia «è fondamentale ricordare che la vicenda della Flotilla non può essere separata dal contesto in cui è avvenuta: ciò che è stato fatto contro di noi si aggiunge ad anni di sistematiche violazioni dei diritti del popolo palestinese, dell’occupazione e del blocco illegale imposto a Gaza. La nostra missione nasce precisamente per denunciare questa impunità».
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