Domenica dieci attivisti della missione via terra sono stati arrestati a un posto di blocco a Sirte, al confine della Libia orientale. Saranno processati come immigrati clandestini. Il ministro degli Esteri: «Spero che il giudice decida di farli tornare presto in Italia, ci stiamo parlando»
I due attivisti italiani della spedizione via terra della Global Sumud Flotilla, Domenico Centrone e Dina Alberizia, sono in attesa di processo al Tribunale di Bengasi, dove saranno giudicati come “immigrati clandestini”. Secondo i legali della missione, potrebbero essere espulsi dalla Libia in giornata, ma si attendono ancora rassicurazioni sul loro stato di salute: «Il console italiano sta cercando di mettersi in contatto con loro per sincerarsi che stiano bene. Facciamo appello al governo italiano e alle istituzioni europee perché attivino tutti i canali utili a riportarli a casa», ha fatto sapere Maria Elena Delia, portavoce di Global Sumud Italia.
«Spero che il giudice decida di farli tornare presto in Italia – ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco –. Stiamo avendo un’interlocuzione con Bengasi e stiamo seguendo un minuto per minuto la situazione come abbiamo seguito gli altri che erano in Israele così seguiamo questi che sono in Libia». Ha poi aggiunto: «Se li espellono meglio così, stiamo lavorando, la situazione libica non è semplice».
L'arresto
L’arresto e il trasferimento a Bengasi - la sede del governo della Libia orientale, guidato dal generale Khalifa Haftar - sono l’epilogo della perdita di ogni contatto avvenuta nel pomeriggio di ieri, domenica 24 maggio. Verso le 14.30, dieci attivisti della spedizione, a bordo di due auto e un’ambulanza, si erano staccati dal convoglio per trattare l’entrata del gruppo nella Libia orientale, a un posto di blocco a Sirte, nella speranza che i precedenti tentativi di mediazioni avessero pagato. Ma così non è stato.
La Flotilla di terra è composta da circa 250 persone e, partita dalla Mauritania, ha l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza tramite il valico di Rafah, in Egitto. Si trovava da otto giorni bloccata vicino alla città di Sirte, in un'area di confine tra la Libia occidentale e quella orientale. Adesso, i dieci arrestati saranno trattati come immigrati clandestini per essere entrati nella regione senza permesso di sicurezza.
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