Durante la cerimonia di conferimento del Premio per l’Unità di Gerusalemme, Herzog ha detto che «è vietato abusare dei detenuti, per quanto spregevoli possano essere», così come «farsi giustizia da soli». Parole che arrivano mentre in Israele resta aperto il caso del trattamento riservato agli attivisti della Flotilla fermati dalle autorità israeliane.

Il presidente israeliano ha criticato gli «atti brutali» commessi contro persone fermate in Israele da «una manciata di persone» convinte che gli arrestati «non abbiano diritti umani». Lo stesso Times of Israel mette in collegamento il discorso con la diffusione di immagini di umiliazioni e maltrattamenti ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla da parte del ministro ultraconservatore della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir.

Nel suo discorso, Herzog ha collegato il tema dei prigionieri alla violenza dei coloni in Cisgiordania occupata, definita opera di una «folla senza legge». «Siamo testimoni di un’ondata di terribile violenza perpetrata da una folla anarchica, atti che profanano e violano ogni norma morale, legale ed ebraica fondamentale», ha detto, secondo quanto riportato dal Times of Israel.

Il presidente israeliano ha aggiunto che «non dobbiamo tollerare questa brutalità che proviene dai margini della società e minaccia tutti noi». In risposta al discorso, Ben Gvir ha scritto su X: «Un presidente che definisce bruti centinaia di migliaia di cittadini israeliani non è adatto a fare il presidente. Punto».

L’Idf respinge le accuse di abusi sugli attivisti della Flottilla

Le forze armate israeliane hanno respinto le accuse di abusi commessi dai soldati durante l’abbordaggio delle navi della Flotilla. L’unità del portavoce dell’Idf ha detto all’Ansa che gli ordini prevedono «un trattamento rispettoso e appropriato» per i partecipanti alle flottiglie a bordo delle imbarcazioni intercettate, con procedure «chiare e consolidate». Secondo l’Idf, dopo l’arrivo al porto di Ashdod, gli attivisti erano sotto la sorveglianza del personale del Servizio penitenziario e della polizia, scaricando, di fatto, ogni responsabilità sul ministero della Sicurezza nazionale guidato da Itamar Ben- Gvir.

Bilbao, il governo basco ammette errori dopo le cariche all’arrivo degli attivisti della Flotilla

Il governo basco ha ammesso errori nella gestione dell’ordine pubblico all’aeroporto di Bilbao, dove ieri l’arrivo degli attivisti della Global Sumud Flotilla, rientrati dopo la detenzione in Israele, è stato segnato da scontri, cariche della polizia e quattro arresti.

L’assessore alla Sicurezza, Bingen Zupiria, ha annunciato un’indagine interna alla Ertzaintza, la polizia basca, per chiarire le responsabilità degli agenti e dei manifestanti coinvolti. 

Gli incidenti sono scoppiati intorno alle 14 nella zona degli arrivi dello scalo basco, dove decine di manifestanti pro Palestina attendevano i sei membri della Flotilla. Secondo la ricostruzione ufficiale, la tensione è esplosa quando alcuni sostenitori e familiari hanno cercato di avvicinarsi agli attivisti superando la linea di sicurezza. Ne sono seguiti spintoni, proteste e infine le cariche degli agenti. Il bilancio è di quattro arresti, due attivisti e due manifestanti, e di due agenti medicati per contusioni. Zupiria ha riconosciuto che la polizia basca «non è riuscita né a garantire il saluto degli attivisti né il normale funzionamento del terminal», ma ha parlato anche di possibili «provocazioni» da parte di alcuni presenti.

In un comunicato, la Global Sumud Flotilla ha denunciato una risposta della polizia «improvvisa e impattante per la violenza», che avrebbe trasformato «quello che doveva essere un momento di sollievo, dopo la detenzione, in una scena di cariche e colpi di manganelli» nel terminal

Israele convoca ambasciata Spagna sulla Flotilla

Israele ha convocato l’incaricata d’affari dell’ambasciata spagnola, Francisca Pedrós, per chiedere spiegazioni dopo la diffusione di video e immagini che, secondo il ministero degli Esteri israeliano, mostrerebbero «gravi atti di violenza perpetrati dalle autorità spagnole contro i partecipanti alla flottiglia».

A riceverla è stato il direttore politico del ministero, Yossi Amrani, che ha chiesto perché, a quasi 24 ore dagli episodi denunciati, il premier Pedro Sánchez e i suoi ministri non abbiano condannato «la violenza delle autorità spagnole», pur essendo, «sempre pronti a condannare Israele per qualsiasi pretesto».

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