Per gli appassionati di videogiochi è un simbolo degli anni Duemila, per tutti gli altri è un meme. GameStop, la catena di negozi di videogame di Grapevine, Texas, domenica 3 maggio ha lanciato la sua offerta non sollecitata per acquisire eBay, gigante dell’e-commerce figlio dell’era dot-com. La cifra proposta dal Ceo Ryan Cohen è di 56 miliardi di dollari, con il piano di trasformare il sito di aste online in un «legittimo competitor di Amazon».

Una mossa che suona strana. Eppure Cohen, 40enne canadese ex guida dell’azienda di cibo per animali Chewy, poi amministratore delegato di GameStop nel 2023, non sta giocando. Per il momento, s’intende. Nondimeno in seguito all’annuncio pubblicato sulle pagine del Wall Street Journal, diversi analisti hanno iniziato a domandarsi dove una compagnia come quella di Cohen possa trovare i soldi promessi.

Crisi identitaria

Dopo aver costruito una presenza del 5 per cento nell’azionariato di eBay (titolo a +8 per cento), GameStop (-3 per cento) ha promesso di acquistare la totalità della compagnia al prezzo di 125 dollari ad azione, di cui la metà in contanti, a un costo quindi del 20 per cento superiore rispetto al prezzo di chiusura di venerdì. Tuttavia la valutazione di eBay è di 46 miliardi di dollari, mentre GameStop vale circa 12 miliardi, con 9 miliardi in contanti nel suo bilancio.

Il resto dei soldi? Una lettera di finanziamento a debito della Td Bank coprirebbe 20 miliardi, mentre la differenza - secondo fonti sentite dal Journal - potrebbe arrivare da qualche fondo sovrano mediorientale. Nonostante la ripresa della società di Cohen, è indubbio che con la digitalizzazione dei videogiochi GameStop ha affrontato una crisi identitaria senza precedenti, con la conseguente uscita da diversi mercati internazionali e la chiusura di centinaia di punti vendita.

In alcuni casi, Francia e Canada, Cohen ha attribuito la colpa al «socialismo» e alle «politiche di inclusione», dice lui. In Italia, GameStop a fine 2024 ha invece venduto le sue operazioni alla società di distribuzione Cidiverte, che ha rinominato la catena di negozi in GameLife. Comunque, secondo il Wsj, il rilancio di entrambe le realtà (che hanno alcuni punti in comune) ruoterebbe intorno al trend dei collezionabili (carte, console e retrogame). L’idea – spiega l’Ad ai media - è anche di trasformare i punti vendita GameStop in luoghi di valutazione e ritiro della merce acquistata su eBay.

Cohen, un uomo, un meme

Ora, è pittoresca l’immagine di un pesce piccolo che mangia un pesce grosso, come è stato il caso Paramount e Warner. Ma l’offerta lanciata da Cohen è circondata da un alone di scetticismo. Perché nonostante una storia decennale, GameStop è diventata famosa ai più nel 2021, quando sul social Reddit il gruppo chiamato “r/wallstreetbets” aveva creato hype intorno al titolo causando uno “short squeeze”, cioè un aumento repentino del prezzo in borsa (da 17 dollari ad azione a circa 500).

Una circostanza unica, che è stata raccontata come la rivincita del piccolo investitore contro i grandi fondi speculativi. E Cohen, che in quegli anni era ancora un azionista, ha cavalcato il meme diventando un personaggio pubblico controverso. Su X condivide foto a tema videogiochi e Donald Trump, corredando il tutto a teorie del complotto secondo cui il tycoon avrebbe vinto le elezioni tre volte.

Intorno ai suoi criptici post si è creata una specie di culto per i trader del web, soprattutto sul gruppo “r/superstonks” dove è visto come una sorta di messia. Emblematico il caso (poi archiviato) dell’ipermercato Bed, Bath & Beyond, andato in bancarotta nel 2023. In quell’occasione, Cohen è stato accusato di aver alimentato uno schema pump and dump, avrebbe cioè gonfiato il titolo per poi vendere le azioni.

Ecco perché i suoi follower lo chiamano “Meme King”. A volte anche “Papa Cohen”. Ed è difficile capire quale sarà la sua prossima mossa. «Niente salario, bonus o paracadute. Solo compenso sulla performance». Questi i suoi desiderata da futuro Ceo di questa unione eBay e GameStop. «Non c’è nessuno di più qualificato per gestire questo business». È forse un altro dei suoi meme?

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