Due cittadini bulgari sono stati fermati dopo l’attentato incendiario ai danni della Rohde & Schwarz. I servizi di intelligence danesi: «La Russia sta preparando operazioni di sabotaggio contro l’industria della difesa in Danimarca». Lavrov annuncia la chiusura dei Goethe-Institut nel paese
Due persone sono state arrestate a Monaco di Baviera dopo un sospetto attentato incendiario contro un cantiere della Rohde & Schwarz, azienda tedesca attivo nel settore della difesa e nella produzione di sistemi di comunicazione destinati all’esercito nazionale.
La vicenda
Nella notte due ordigni incendiari sono stati lanciati contro l’area davanti alla sede centrale dell’azienda, nel quartiere di Berg am Laim: uno è esploso vicino ad alcuni container provocando un incendio, mentre il secondo è stato neutralizzato dagli artificieri.
Poco dopo la polizia ha fermato due sospettati. Si tratta di una donna di 28 anni e un uomo di 38, entrambi con cittadinanza bulgara. Le indagini stanno cercando di capire il movente dell’attacco. Il Landeskriminalamt bavarese considera l’episodio un possibile tentativo di attentato contro un’impresa del settore della difesa, viste anche le recenti tensioni con la Russia. Tuttavia, per il momento non ci sono prove che dietro l’attacco contro la Rohde & Schwarz ci sia la mano del Cremlino.
L’episodio arriva proprio mentre il servizio di intelligence e sicurezza Pet della Danimarca ha avvertito le autorità danesi di possibili piani russi di sabotaggio contro l’industria della difesa. «Vediamo che anche le aziende danesi sono obiettivi di concreti piani di sabotaggio russi e che i servizi di intelligence russi stanno preparando attivamente operazioni di sabotaggio contro l’industria della difesa in Danimarca», ha dichiarato il capo del controspionaggio Emil Graesholm.
«Non si tratta soltanto di un avvertimento sul fatto che potrebbe accadere un giorno. Vediamo già ora la pianificazione. In modo molto concreto», ha aggiunto. Secondo il Pet, tra i possibili obiettivi figurano imprese coinvolte negli aiuti militari all’Ucraina, mentre i servizi russi avrebbero anche tentato di reclutare comuni cittadini attraverso piattaforme online per raccogliere informazioni su aziende e infrastrutture.
Aumentano le tensioni tra Berlino e Mosca
Sul fronte diplomatico si inasprisce lo scontro tra Germania e Russia. Dopo il tentato attacco con droni carichi di esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle dello scorso 4 agosto, il governo tedesco ha deciso di chiudere il consolato russo di Bonn e il centro culturale Russian House di Berlino. Oggi è arrivata la risposta del ministro degli Esteri Serghei Lavrov, che ha annunciato la chiusura delle sedi del Goethe-Institut in Russia, comprese quelle di Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg.
«I tedeschi hanno compiuto deliberatamente un passo che significa definitivamente la fine della loro presenza culturale nella Federazione Russa», ha affermato Lavrov, sottolineando che questa era rimasta in piedi «nonostante il peso delle vicissitudini ucraine nei nostri rapporti con l’Occidente». Il capo della diplomazia del Cremlino ha anche attaccato il cancelliere Friedrich Merz per le sue dichiarazioni sul rafforzamento militare tedesco. «Sono rimasto semplicemente sbalordito», ha detto Lavrov, sostenendo che in Germania sarebbero riemerse «le metastasi del nazismo».
Per il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia è stato fermato un cittadino Bielorusso con visto italiano.
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