All’orizzonte ancora nessuna prospettiva di sedersi a trattare sulla fine della guerra in Iran. Continuano gli attacchi su Libano, Emirati e Iran, dove sono morti 40 civili. La Nato intanto ha posizionato batterie antimissilistiche statunitensi Patriot in Turchia. Il tycoon su Truth: «Se l’Iran bloccherà il flusso di petrolio nello stretto di Hormuz, sarà colpito venti volte più duramente di quanto successo finora»
Nella notte, nuovi attacchi di Teheran sui paesi del Golfo, mentre le bombe dell’esercito israeliani sono tornati a volare sui cieli libanesi nel sud ed est del paese, roccaforti del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Colpita anche Teheran: in Iran, gli attacchi aerei notturni avrebbero provocato secondo Al Jazeera almeno 40 morti.
Ancora nessuna traccia di Mojtaba Khamenei, la nuova guida suprema, che si sarebbe dovuto presentare con un discorso lunedì pomeriggio.
Mentre sul terreno continuano i combattimenti non sembrano esserci all’orizzonte possibilità di aprire un dialogo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato di essere pronto a combattere «per tutto il tempo necessario» contro gli Stati Uniti e Israele, mentre Donald Trump – che ha sentito Vladimir Putin al telefono – ha minacciato addirittura di aggravare gli attacchi se l’Iran dovesse chiudere lo stretto di Hormuz. Che però, secondo il ministro degli Esteri iraniano, è perfettamente operativo: «La produzione e il trasporto di petrolio sono rallentati o si sono fermati non a causa nostra, ma a causa degli attacchi e dell'aggressione degli israeliani e degli americani contro di noi» ha detto Abbas Araghchi.
PUNTI CHIAVE
15:48
Media, ucciso il comandante delle Forze paramilitari Basij
12:45
Trump a Fox: "Sono disposto a parlare con Teheran"
10:15
Costa: "La libertà non si conquista con le bombe"
Reuters: dopo undici giorni di conflitto i soldati Usa feriti sono 150
Le stime riportate da Reuters contraddicono il Pentagono che aveva parlato ufficialmente di "solo" 8 soldati gravemente feriti.
Il presidente israeliano, Herzog: "Se Hezbollah continua, non sa cosa lo aspetta"
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha detto che "se Hezbollah pensa anche solo di continuare a molestare o minacciare, semplicemente non capisce cosa lo aspetta". Citato dai media israeliani, Herzog ha ribadito la volontà di smantellare la milizia sciita filo-iraniana "una volta per tutte".
Teheran: colpito con droni un centro intelligence di Israele
L'esercito iraniano ha detto di aver attaccato un centro di intelligence e un centro militari in Israele tramite il lancio di droni. Teheran afferma di aver attaccato "utilizzando droni distruttivi, un centro militare ad Haifa e il centro di ricezione di informazioni dai satelliti spia". Per poi aggiungere che il centro militare preso di mira di Haifa "volge un ruolo chiave nella produzione di armi ed è di fondamentale importanza strategica per il rafforzamento delle capacità di combattimento del nemico". Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim.
Fonti di sicurezza israeliane: metà dei missili iraniani sono bombe a grappolo
Alcune fonti di sicurezza hanno comunicato ai media israeliane che metà delle bombe utilizzate da Teheran contro Tel Aviv sono a frammentazione, ovvero a grappolo. "Questa è una bomba che può causare gravi danni. Seguire le istruzioni è importante. Non si tratta di centinaia di chilogrammi di esplosivo, ma di un'area di circa 10 chilometri, che richiede grande responsabilità da parte dei cittadini. Uccide. I frammenti provenienti dall'intercettazione di missili normali e anche di missili di grandi dimensioni sono mortali” hanno affermato le fonti.
Teheran: arrestate 30 persone con accuse di spionaggio
Il Ministero dell'Intelligence iraniana ha comunicato l'arresto di 30 persone, di cui una straniere, per attività di spionaggio in Iran. Nello specifico, la persona straniera arrestata - di cui non è stata comunicata la nazionalità - sarebbe accusata di fornire informazioni a due paesi del Golfo. L'agenzia Tasnim ha riportato che "alcune di queste persone avevano raccolto e trasferito informazioni militari e di sicurezza agli Stati Uniti e a Israele, attraverso due Stati del Golfo Persico, dall'Iran nord-orientale. Altri erano membri di gruppi terroristici separatisti, che trasferivano armi e mezzi di comunicazione nelle aree di confine sud-orientali e occidentali dell'Iran, per conto di Stati Uniti e Israele".
Iran: "Il nostro sarà un approccio occhio per occhio"
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che l'Iran adotterà un approccio "occhio per occhio" alla guerra, rispondendo a qualsiasi "atto di aggressione" con "una risposta proporzionata e immediata". Ghalibaf ha poi aggiunto che: "Nessun atto di aggressione resterà senza risposta. Oggi proclamiamo la regola 'occhio per occhio', senza esitazione e senza eccezioni", ha dichiarato in un post su X. "Se iniziano una guerra contro le infrastrutture, noi a nostra volta prenderemo sicuramente di mira le infrastrutture", ha concluso lo speaker del parlamento iraniano.
Stretto di Hormuz: coordinamento tra Italia, Germania e Regno Unito
I governi di Italia, Germania e Regno Unito hanno comunicato la volontà di “lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran”. I leader dei rispettivi paese - Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz - hanno sottolineato “l'importanza vitale della libertà di navigazione” e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni.
Il presidente iraniano: "Nessuna potenza è mai riuscita a cancellare l'Iran"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha rilasciato un'altra dichiarazione di sfida all'asse israelo-statunitense: "Nel corso delle prove della storia, nessuna potenza è mai riuscita a cancellare questo nome leggendario", ha affermato su X Pezeshkian. Per poi aggiungere: "Chiunque si illuda di distruggere l'Iran non conosce la storia. Gli aggressori sono arrivati e se ne sono andati; l'Iran ha resistito".
Media, ucciso il comandante delle Forze paramilitari Basij
Iran International ha riportato la notizia della morte di Asadollah Badfar, capo delle forze paramilitari Basij presso lo Stato maggiore delle forze armate iraniane, in un attacco nell'operazione congiunta Usa-Israele contro la Repubblica islamica. L'Iran International ha sottolineando che la morte non è stata annunciata ufficialmente dalle autorità di Teheran ma ieri si è tenuto il suo funerale a Qom.
Emirati Arabi Uniti: lanciati dall'Iran 9 missili balistici e 35 droni
Secondo il Ministero della Difesa Uae, tutti i missili balistici sono stati abbattuti o sono caduti in mare; 26 droni sono stati colpiti e abbattuti. Mentre 9 sono riusciti a superare il confine.
Iraq: attaccato il consolato degli EAU
Attacco con droni delle milizie filo-iraniane contro il Consolato degli Emirati Arabi Uniti a Erbil, Kurdistan iracheno.
Pentagono: nei primi due giorni di guerra spesi 5,6 miliardi di dollari
Il Pentagono ha rivelato al Congresso quando ha comportato - in termini di costi - l'attacco preventivo israelo-statunitense contro il regime iraniano. Le stime riportante parlano, infatti, di 5,6 miliardi. La cifra comunicata ha destato preoccupazione nei membri del Congresso statunitense anche per il rapito calo dello scorte di munizioni, soprattutto quelli da crociera Tomahawk. Per questo, il Pentagono ha iniziato ad utilizzare munizioni con bombe guidate meno costose.
Il cancelliere Merz: "Preoccupa non vedere un piano comune sulla rapida fine della guerra in Iran"
Il cancelliere tedesco ha detto a Berlino che - pur condividendo "molti obiettivi" della guerra iraniana - c'è il concreto rischio di assistere a una escalation militare irreversibile. "Ma con ogni nuovo giorno di guerra si pongono più domande. Soprattutto ci preoccupa che non vi sia un piano comune di come questa guerra possa essere portata alla rapida conclusione”, ha detto Merz.
Hegseth: "Gli impianti petroliferi iraniani non erano un nostro obiettivo"
Pete Hegseth, capo del Pentagono, ha detto che gli obiettivi petroliferi colpiti nei giorni scorsi non erano voluti da Washington bensì da Tel Aviv. "Israele è stato un partner davvero forte in questo sforzo, dove i suoi obiettivi erano diversi, li ha perseguiti. In definitiva, noi siamo rimasti concentrati sui nostri. Nel caso particolare, quello non era nostro, quelli non erano i nostri attacchi, o quell'obiettivo, o quello non era necessariamente nostro obiettivo". Ha specificato il segretario del Dipartimento della Guerra. Rispetto a possibili conseguenze degli attacchi israeliano, Hegseth ha rimarcato che: "Il presidente ha chiarito di fronte a queste preoccupazioni che non ci stiamo facendo trascinare in nessuna direzione. Stiamo guidando. Il presidente sta guidando. Sta determinando dove vogliamo andare, quale sarà il risultato, qual è lo stato finale, con un occhio molto attento".
Hegseth su Mojtaba: "Ferito? Non posso commentare"
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha detto - rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa - che non può "commentare" il possibile ferimento del figlio dell'ex Guida suprema Alì Khamenei, Mojtaba. Approfittando comunque della domanda per specificare che la nuova guida suprema "farebbe bene a prestare ascolto alle parole del nostro presidente" e dire "che non intende perseguire con armi nucleari".
Hegseth: "Missili a livelli minimi da 24 ore"
Il segretario del Dipartimento della Guerra statunitense, Pete Hegseth, ha detto che il conflitto finirà "presto" durante la conferenza stampa per l'11esimo giorno di conflitto tra Washington, Teheran e Tel Aviv. Per poi aggiungere: "Stiamo vincendo. Non molleremo fino a quando il nemico non sarà completamente sconfitto. Questo non è il 2003". Hegseth ha detto che l'Iran 'è solo e sta perdendo malamente", ribadendo che i motivi dell'attacco di Trump riguardavano le concrete possibilità che il regime iraniano si dotasse dell'arma nucleare. Il capo del Pentagono ha poi detto che: "Non desisteremo finché il nemico non sarà totalmente e completamente sconfitto". Ricalcando, quindi, la postura che Trump ha mantenuto nelle ultime ore.
Larijani a Trump: "Attento a non farti eliminare anche tu"
Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, risponde al presidente statunitense Donald Trump, dopo le minacce di aumentare i bombardamenti in caso di chiusura dello Stretto di Hormuz: "La nostra nazione non ha paura delle tue vuote minacce. Perfino chi contava più di te non è riuscito a eliminare l'Iran. Attento a non farti eliminare anche tu", ha detto Larijani.
Trump a Fox: "Sono disposto a parlare con Teheran"
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato a Fox News che è possibile che sia disposto a parlare con l'Iran ma che ciò dipenderà dalle condizioni che si creeranno. Il tycoon ha inoltre ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei: “Non credo che possa vivere in pace”. Ribadendo la necessità di scegliere un successore adeguato per Washington, preferibilmente interno e non esterno. Chiudendo così le porte in faccia al figlio dell'ex scià di Persia, Reza Pahlavi.
Iran ad Ankara: "Non abbiamo lanciato missili contro la Turchia"
Il ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan sostenendo di non aver lanciato missili balistici contro la Turchia. Il ministro turco ha però ribadito che "tutte le parti in guerra dovrebbero evitare qualsiasi mossa che metta a repentaglio la sicurezza regionale e metta in pericolo i civili”. Condannando apertamente la violazione del territorio turco.
Iran: quattro studenti uccisi dopo un attacco israelo-statunitense nel Lorestan
Il capo del dipartimento dell'Istruzione della provincia del Lorestan ha comunicato il decesso di quattro studenti durante attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Israele. Lo riporta Al Jazeera. Secondo il responsabile dell'istruzione locale, nei raid sono stati danneggiati anche numerosi edifici scolastici. In totale, si tratterebbe di 52 scuole della provincia danneggiate. Le autorità locali stanno valutando l'entità dei danni alle infrastrutture civili.
Iran, attacco a base tedesca in Giordania: avviata un'indagine
Le Bundeswehr - le forze armate tedesche - hanno annunciato l'avvio di un'indagine dopo la notizia, riportata dal quotidiano Der Spiegel, di un attacco iraniano alla base tedesca in Giordania al-Azraq. L'attacco, che non ha causato feriti, è avvenuto ieri sera quanto un centinaio di soldati di stanza nella base giordana si trovavano già nei rifiuti. La base era già stata colpita all'inizio della guerra, anche se - stando alle prime analisi - bisogna ancora certificare se l'attacco è avvenuto tramite missile diretto o per causa secondaria, come la caduta di detriti.
Unhcr: 100mila sfollati da Teheran dopo i primi due giorni di guerra
L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha detto che circa 100.000 persone sono sfollate da Teheran nei primi due giorni di guerra. Secondo l'Unhcr potrebbero essere molte di più.
Iran: sono più di 1.200 le vittime dell'attacco israelo-statunitense
Il viceministro alla Salute iraniano, Ali Jafarian, citato dai media, ha riportato le stime dopo dieci giorni di conflitto: sono 1.255 le vittime e oltre 12.000 i feriti in Iran dall'inizio dell'attacco di Stati Uniti e Israele. La guerra ha inoltre causato finora la morte di 193 bambini: la vittima più giovane è una bambina di otto mesi. Mohajerani, il portavoce del governo, ha parlato degli attacchi alle strutture sanitarie e mediche, affermando che finora sono stati uccisi anche 11 operatori sanitari; affermando che sono state colpite 52 unità dei servizi sanitari, 29 strutture mediche, 19 unità di emergenza e 16 ambulanze, con quattro ambulanze e un elicottero di soccorso distrutti.
Teheran a von der Leyen: "Solidarietà ipocrita"
L'Iran ha duramente criticato la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, per un post pubblicato lunedì su X in cui esprimeva solidarietà agli iraniani e ai paesi del Golfo. "Per favore, risparmiate l'ipocrisia. Avete costruito la vostra carriera stando dalla parte sbagliata della storia, dando il via libera all'occupazione, al genocidio e alle atrocità, e ora riciclando i crimini di aggressione e i crimini di guerra commessi da Stati Uniti e Israele contro gli iraniani", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Dov'era la sua voce quando più di 165 innocenti piccoli angeli iraniani sono stati massacrati nella città di Minab? Perché non dice nulla quando ospedali, siti storici, impianti petroliferi, sedi diplomatiche di polizia, stazioni dei vigili del fuoco e quartieri residenziali vengono presi di mira in modo spietato?"
Costa: "La libertà non si conquista con le bombe"
La "libertà" e i "diritti umani" non si conquistano "bombardando". Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, parlando davanti alla conferenza degli ambasciatori a Bruxelles. "L'Unione europea - ha affermato - è al fianco del popolo iraniano, da tempo sofferente. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare autonomamente il proprio futuro. Crediamo che i suoi diritti umani e le sue libertà debbano essere pienamente rispettati. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe: solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale".
L'Idf colpisce centri di comando di Hezbollah
Le Forze di difesa israeliane hanno colpito durante la notte i centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture nella città di Ansar, nel Libano meridionale, da cui l'organizzazione ha lanciato razzi contro Israele.
Iran: "Cessate il fuoco solo con garanzia che non ci saranno attacchi futuri"
Le autorità iraniane hanno affermato che qualsiasi eventuale mediazione per fermare il conflitto dovrà garantire non solo un cessate il fuoco, ma anche la completa cessazione degli attacchi e garanzie che tali azioni non si ripetano. La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che ogni tentativo di mediazione dovrà avvenire "in una condizione in cui non ci sia solo un cessate il fuoco, ma anche un arresto completo degli attacchi e la garanzia che questo non accadrà di nuovo".
Il premier irachena avvisa Usa che il paese non sarà una base per attacchi
Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani ha avvertito oggi al segretario di Stato statunitense Marco Rubio che l'Iraq non sarà utilizzato come piattaforma di lancio per attacchi all'Iran di Usa e Israele. Nel giro di poche ore dall'inizio del conflitto, lo spazio aereo iracheno è stato attraversato da caccia e missili provenienti sia dall'Iran che dagli attacchi sferrati da americani e israeliani.
New York Times: "Teheran ha lanciato 2mila droni e 500 missili sui paesi del Golfo"
Dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, l'Iran ha lanciato oltre 2.000 droni e 500 missili balistici sugli Stati del Golfo, scrive il New York Times. E nonostante i segnali che le capacità militari dell'Iran stanno diminuendo, i lanci continuano senza sosta, ha sottolineato il quotidiano americano.
Netanyahu: "Stiamo spezzando le ossa al potere iraniano"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta "spezzando le ossa" al potere iraniano dall'inizio dell'offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che "non ha ancora finito". "Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro", ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, ieri in tarda serata. "Non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa - e non abbiamo ancora finito", ha aggiunto.
Israele rileva lanci di missili dall'Iran
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver individuato il lancio di missili dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. In una nota, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che i sistemi di difesa sono entrati in funzione per intercettare la minaccia.
Netanyahu: "Il rovesciamento del regime è nelle mani degli iraniani"
Il rovesciamento del regime in Iran è nelle mani dei cittadini del paese, "il nostro desiderio e' portare il popolo iraniano a scrollarsi di dosso il giogo della tirannia". Lo ha affermato ieri sera il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, durante una visita al Centro operativo nazionale per le emergenze sanitarie. "Alla fine dipende da loro (dai cittadini iraniani), ma non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando le loro ossa (del regime) e la nostra mano è ancora tesa", ha sottolineato il premier. "Se riusciremo, insieme al popolo iraniano, porteremo a una fine permanente" e "realizzeremo un cambiamento", ha aggiunto Netanyahu, secondo cui c'è già un "cambiamento tremendo" nella posizione di Israele nel mondo.
Gli Usa ritirano il personale dal consolato di Adana
Il dipartimento di Stato Usa ha ordinato la partenza obbligatoria dei diplomatici americani e dei loro familiari dal consolato di Adana, nel sud della Turchia, vicino alla base aerea di Incirlik, utilizzata dall'aeronautica statunitense e da altre forze della Nato. Il dipartimento di Stato ha emesso ordini simili di partenza obbligatoria in diversi paesi della regione mentre le tensioni aumentano. Domenica i diplomatici sono stati invitati a lasciare le missioni in Arabia Saudita, mentre provvedimenti analoghi erano già stati adottati per Iraq, Giordania, Bahrein, Qatar, Emirati arabi uniti e Libano.
La Russa: "Un taglio delle accise in tempi brevissimi"
"Penso che in tempi brevissimi un meccanismo che neutralizzi le accise per contenere i prezzi della benzina e del gas possa essere varato dal governo". Così ha risposto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, alla domanda dei giornali del Gruppo Nem se la misura del Governo sui carburanti, a seguito del rialzo dei prezzi per la guerra in Iran, è una prima mano tesa per cercare una gestione condivisa con le opposizioni della crisi geopolitica.
Pasdaran: "Non consentiremo l'export del petrolio finché c'è la guerra"
"L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto.
Pasdaran: "Attaccata la base americana Al Harir in Iraq"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato una base statunitense nel Kurdistan iracheno. "Il quartier generale dell'esercito statunitense invasore nella base aerea di Al-Harir, nella regione del Kurdistan, è stato preso di mira con cinque missili", hanno dichiarato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram.
Colpiti nella notte siti nucleari vicino Teheran
L'Aeronautica israeliana ha colpito nella notte laboratori nucleari nell'area di Teheran. Lo riferisce l'emittente israeliana N12.
Zelensky: "Rinviato il nuovo ciclo di negoziati sull'Ucraina"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il nuovo ciclo di negoziati per risolvere il conflitto in Ucraina è stato rinviato a causa della situazione intorno all'Iran. In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha spiegato di aver tenuto una riunione con il team negoziale ucraino e che Kiev è in contatto costante con la parte statunitense.
Araghchi: "Noi non abbiamo chiuso lo stretto di Hormuz"
L'Iran non ha chiuso lo stretto di Hormuz e non sta ostacolando la navigazione. Lo ha sostenuto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "La produzione e il trasporto di petrolio sono rallentati o si sono fermati non a causa nostra, ma a causa degli attacchi e dell'aggressione degli israeliani e degli americani contro di noi", ha affermato Araghchi in un'intervista all'emittente statunitense Pbs. "Quindi sono loro ad aver reso insicura l'intera regione ed è per questo che petroliere e navi hanno paura di attraversare lo stretto di Hormuz. Noi non abbiamo chiuso questo stretto. Non stiamo impedendo la navigazione in questo stretto", ha aggiunto.
Teheran, morti almeno 40 civili
Una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito nella notte la capitale iraniana Teheran e altre citta' del Paese, provocando forti esplosioni e vittime tra i civili. Secondo quanto riferito da corrispondenti dell'emittente televisiva in lingua araba "Al Jazeera", almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. Raid sono stati segnalati anche in altre citta', dove in alcuni casi si registrano interruzioni delle forniture di energia elettrica.
Vance a Dover accoglie salma settimo soldato Usa ucciso
Il vicepresidente americano J.D. Vance ha partecipato a una breve cerimonia per il ritorno della salma del settimo soldato americano ucciso nella guerra contro l'Iran, sulla pista dell'aeroporto militare di Dover. Vance era accompagnato dal ministro della Difesa, Pete Hegseth, e dal capo di Stato Maggiore dell'esercito americano, Dan Caine. Settima vittima americana dall'inizio della guerra contro Teheran, il sergente Benjamin Pennington, 26 anni, è stato ucciso dopo un attacco dell'Iran in Arabia Saudita all'inizio di marzo.
Trump: "L'Iran verrebbe colpito 20 volte più forte se fermasse flussi petrolio"
Se "fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz", l'Iran verrebbe colpito dagli Usa "venti volte più forte" di quanto fatto finora. E' il monito del presidente Donald Trump, in aggiunta a quello lanciato nel pomeriggio di lunedì. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati "obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato"
Pasdaran: "Saremo noi a decidere la fine della guerra"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato che "decideranno la fine della guerra", in risposta a Donald Trump che aveva dichiarato che la guerra contro l'Iran sarebbe "finita presto". "Saremo noi a decidere la fine della guerra - ha dichiarato il portavoce dei Pasdaran in un comunicato pubblicato da diversi media iraniani - l'equilibrio e il futuro status della regione sono
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