Nella notte, nuovi attacchi di Teheran sui paesi del Golfo, mentre le bombe dell’esercito israeliani sono tornati a volare sui cieli libanesi nel sud ed est del paese, roccaforti del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Colpita anche Teheran: in Iran, gli attacchi aerei notturni avrebbero provocato secondo Al Jazeera almeno 40 morti. 

Ancora nessuna traccia di Mojtaba Khamenei, la nuova guida suprema, che si sarebbe dovuto presentare con un discorso lunedì pomeriggio. 

Mentre sul terreno continuano i combattimenti non sembrano esserci all’orizzonte possibilità di aprire un dialogo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato di essere pronto a combattere «per tutto il tempo necessario» contro gli Stati Uniti e Israele, mentre Donald Trump – che ha sentito Vladimir Putin al telefono – ha minacciato addirittura di aggravare gli attacchi se l’Iran dovesse chiudere lo stretto di Hormuz. Che però, secondo il ministro degli Esteri iraniano, è perfettamente operativo: «La produzione e il trasporto di petrolio sono rallentati o si sono fermati non a causa nostra, ma a causa degli attacchi e dell'aggressione degli israeliani e degli americani contro di noi» ha detto Abbas Araghchi.

PUNTI CHIAVE

10:15

Costa: "La libertà non si conquista con le bombe"

12:35

Iran ad Ankara: "Non abbiamo lanciato missili contro la Turchia"

Il ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan sostenendo di non aver lanciato missili balistici contro la Turchia. Il ministro turco ha però ribadito che "tutte le parti in guerra dovrebbero evitare qualsiasi mossa che metta a repentaglio la sicurezza regionale e metta in pericolo i civili”. Condannando apertamente la violazione del territorio turco. 

11:52

Iran: quattro studenti uccisi dopo un attacco israelo-statunitense nel Lorestan 

Il capo del dipartimento dell'Istruzione della provincia del Lorestan ha comunicato il decesso di quattro studenti  durante attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Israele. Lo riporta Al Jazeera.  Secondo il responsabile dell'istruzione locale, nei raid sono stati danneggiati anche numerosi edifici scolastici. In totale, si tratterebbe di 52 scuole della provincia danneggiate. Le autorità locali stanno valutando l'entità dei danni alle infrastrutture civili.
 

11:31

Iran, attacco a base tedesca in Giordania: avviata un'indagine

Le Bundeswehr - le forze armate tedesche - hanno annunciato l'avvio di un'indagine dopo la notizia, riportata dal quotidiano Der Spiegel, di un attacco iraniano alla base tedesca in Giordania al-Azraq. L'attacco, che non ha causato feriti, è avvenuto ieri sera quanto un centinaio di soldati di stanza nella base giordana si trovavano già nei rifiuti. La base era già stata colpita all'inizio della guerra, anche se - stando alle prime analisi - bisogna ancora certificare se l'attacco è avvenuto tramite missile diretto o per causa secondaria, come la caduta di detriti. 

11:03

Unhcr: 100mila sfollati da Teheran dopo i primi due giorni di guerra 

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha detto che circa 100.000 persone sono sfollate da Teheran nei primi due giorni di guerra. Secondo l'Unhcr potrebbero essere molte di più.    

10:45

Iran: sono più di 1.200 le vittime dell'attacco israelo-statunitense

Il viceministro alla Salute iraniano, Ali Jafarian, citato dai media, ha riportato le stime dopo dieci giorni di conflitto: sono 1.255 le vittime e oltre 12.000 i feriti in Iran dall'inizio dell'attacco di Stati Uniti e Israele. La guerra ha inoltre causato finora la morte di 193 bambini: la vittima più  giovane è una bambina di otto mesi. Mohajerani, il portavoce del governo, ha parlato degli attacchi alle strutture sanitarie e mediche, affermando che finora sono stati uccisi anche 11 operatori sanitari; affermando che sono state colpite 52  unità dei servizi sanitari, 29 strutture mediche, 19 unità di  emergenza e 16 ambulanze, con quattro ambulanze e un elicottero di  soccorso distrutti.

10:17

Teheran a von der Leyen: "Solidarietà ipocrita"

L'Iran ha duramente criticato la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, per un post pubblicato lunedì su X in cui esprimeva solidarietà agli iraniani e ai paesi del Golfo. "Per favore, risparmiate l'ipocrisia. Avete costruito la vostra carriera stando dalla parte sbagliata della storia, dando il via libera all'occupazione, al genocidio e alle atrocità, e ora riciclando i crimini di aggressione e i crimini di guerra commessi da Stati Uniti e Israele contro gli iraniani", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Dov'era la sua voce quando più di 165 innocenti piccoli angeli iraniani sono stati massacrati nella città di Minab? Perché non dice nulla quando ospedali, siti storici, impianti petroliferi, sedi diplomatiche di polizia, stazioni dei vigili del fuoco e quartieri residenziali vengono presi di mira in modo spietato?"

10:15

Costa: "La libertà non si conquista con le bombe"

La "libertà" e i "diritti umani" non si conquistano "bombardando". Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, parlando davanti alla conferenza degli ambasciatori a Bruxelles. "L'Unione europea - ha affermato - è al fianco del popolo iraniano, da tempo sofferente. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare autonomamente il proprio futuro. Crediamo che i suoi diritti umani e le sue libertà debbano essere pienamente rispettati. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe: solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale".

10:04

L'Idf colpisce centri di comando di Hezbollah

Le Forze di difesa israeliane hanno colpito durante la notte i centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture nella città di Ansar, nel Libano meridionale, da cui l'organizzazione ha lanciato razzi contro Israele.

09:52

Iran: "Cessate il fuoco solo con garanzia che non ci saranno attacchi futuri"

Le autorità iraniane hanno affermato che qualsiasi eventuale mediazione per fermare il conflitto dovrà garantire non solo un cessate il fuoco, ma anche la completa cessazione degli attacchi e garanzie che tali azioni non si ripetano. La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che ogni tentativo di mediazione dovrà avvenire "in una condizione in cui non ci sia solo un cessate il fuoco, ma anche un arresto completo degli attacchi e la garanzia che questo non accadrà di nuovo".

09:46

Il premier irachena avvisa Usa che il paese non sarà una base per attacchi

Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani ha avvertito oggi al segretario di Stato statunitense Marco Rubio che l'Iraq non sarà utilizzato come piattaforma di lancio per attacchi all'Iran di Usa e Israele. Nel giro di poche ore dall'inizio del conflitto, lo spazio aereo iracheno è stato attraversato da caccia e missili provenienti sia dall'Iran che dagli attacchi sferrati da americani e israeliani.

09:32

New York Times: "Teheran ha lanciato 2mila droni e 500 missili sui paesi del Golfo"

Dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, l'Iran ha lanciato oltre 2.000 droni e 500 missili balistici sugli Stati del Golfo, scrive il New York Times. E nonostante i segnali che le capacità militari dell'Iran stanno diminuendo, i lanci continuano senza sosta, ha sottolineato il quotidiano americano.

09:29

Netanyahu: "Stiamo spezzando le ossa al potere iraniano"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta "spezzando le ossa" al potere iraniano dall'inizio dell'offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che "non ha ancora finito". "Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro", ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, ieri in tarda serata. "Non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa - e non abbiamo ancora finito", ha aggiunto.

09:12

Israele rileva lanci di missili dall'Iran

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver individuato il lancio di missili dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. In una nota, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che i sistemi di difesa sono entrati in funzione per intercettare la minaccia.

09:05

Netanyahu: "Il rovesciamento del regime è nelle mani degli iraniani"

Il rovesciamento del regime in Iran è nelle mani dei cittadini del paese, "il nostro desiderio e' portare il popolo iraniano a scrollarsi di dosso il giogo della tirannia". Lo ha affermato ieri sera il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, durante una visita al Centro operativo nazionale per le emergenze sanitarie. "Alla fine dipende da loro (dai cittadini iraniani), ma non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando le loro ossa (del regime) e la nostra mano è ancora tesa", ha sottolineato il premier. "Se riusciremo, insieme al popolo iraniano, porteremo a una fine permanente" e "realizzeremo un cambiamento", ha aggiunto Netanyahu, secondo cui c'è già un "cambiamento tremendo" nella posizione di Israele nel mondo.

08:50

Gli Usa ritirano il personale dal consolato di Adana

Il dipartimento di Stato Usa ha ordinato la partenza obbligatoria dei diplomatici americani e dei loro familiari dal consolato di Adana, nel sud della Turchia, vicino alla base aerea di Incirlik, utilizzata dall'aeronautica statunitense e da altre forze della Nato. Il dipartimento di Stato ha emesso ordini simili di partenza obbligatoria in diversi paesi della regione mentre le tensioni aumentano. Domenica i diplomatici sono stati invitati a lasciare le missioni in Arabia Saudita, mentre provvedimenti analoghi erano già stati adottati per Iraq, Giordania, Bahrein, Qatar, Emirati arabi uniti e Libano.

08:32

La Russa: "Un taglio delle accise in tempi brevissimi"

"Penso che in tempi brevissimi un meccanismo che neutralizzi le accise per contenere i prezzi della benzina e del gas possa essere varato dal governo". Così ha risposto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, alla domanda dei giornali del Gruppo Nem se la misura del Governo sui carburanti, a seguito del rialzo dei prezzi per la guerra in Iran, è una prima mano tesa per cercare una gestione condivisa con le opposizioni della crisi geopolitica.

08:15

Pasdaran: "Non consentiremo l'export del petrolio finché c'è la guerra"

"L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto.

07:47

Pasdaran: "Attaccata la base americana Al Harir in Iraq"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato una base statunitense nel Kurdistan iracheno. "Il quartier generale dell'esercito statunitense invasore nella base aerea di Al-Harir, nella regione del Kurdistan, è stato preso di mira con cinque missili", hanno dichiarato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram.

07:31

Colpiti nella notte siti nucleari vicino Teheran

L'Aeronautica israeliana ha colpito nella notte laboratori nucleari nell'area di Teheran. Lo riferisce l'emittente israeliana N12.

07:21

Zelensky: "Rinviato il nuovo ciclo di negoziati sull'Ucraina"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il nuovo ciclo di negoziati per risolvere il conflitto in Ucraina è stato rinviato a causa della situazione intorno all'Iran. In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha spiegato di aver tenuto una riunione con il team negoziale ucraino e che Kiev è in contatto costante con la parte statunitense.

07:04

Araghchi: "Noi non abbiamo chiuso lo stretto di Hormuz"

L'Iran non ha chiuso lo stretto di Hormuz e non sta ostacolando la navigazione. Lo ha sostenuto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "La produzione e il trasporto di petrolio sono rallentati o si sono fermati non a causa nostra, ma a causa degli attacchi e dell'aggressione degli israeliani e degli americani contro di noi", ha affermato Araghchi in un'intervista all'emittente statunitense Pbs. "Quindi sono loro ad aver reso insicura l'intera regione ed è per questo che petroliere e navi hanno paura di attraversare lo stretto di Hormuz. Noi non abbiamo chiuso questo stretto. Non stiamo impedendo la navigazione in questo stretto", ha aggiunto.

06:35

Teheran, morti almeno 40 civili

Una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito nella notte la capitale iraniana Teheran e altre citta' del Paese, provocando forti esplosioni e vittime tra i civili. Secondo quanto riferito da corrispondenti dell'emittente televisiva in lingua araba "Al Jazeera", almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. Raid sono stati segnalati anche in altre citta', dove in alcuni casi si registrano interruzioni delle forniture di energia elettrica.

06:10

Vance a Dover accoglie salma settimo soldato Usa ucciso

Il vicepresidente americano J.D. Vance ha partecipato a una breve cerimonia per il ritorno della salma del settimo soldato americano ucciso nella guerra contro l'Iran, sulla pista dell'aeroporto militare di Dover. Vance era accompagnato dal ministro della Difesa, Pete Hegseth, e dal capo di Stato Maggiore dell'esercito americano, Dan Caine. Settima vittima americana dall'inizio della guerra contro Teheran, il sergente Benjamin Pennington, 26 anni, è stato ucciso dopo un attacco dell'Iran in Arabia Saudita all'inizio di marzo.

06:06

Trump: "L'Iran verrebbe colpito 20 volte più forte se fermasse flussi petrolio"

Se "fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz", l'Iran verrebbe colpito dagli Usa "venti volte più forte" di quanto fatto finora. E' il monito del presidente Donald Trump, in aggiunta a quello lanciato nel pomeriggio di lunedì. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati "obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato"

06:05

Pasdaran: "Saremo noi a decidere la fine della guerra"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato che "decideranno la fine della guerra", in risposta a Donald Trump che aveva dichiarato che la guerra contro l'Iran sarebbe "finita presto". "Saremo noi a decidere la fine della guerra - ha dichiarato il portavoce dei Pasdaran in un comunicato pubblicato da diversi media iraniani - l'equilibrio e il futuro status della regione sono

© Riproduzione riservata