Le forze di difesa israeliane hanno annunciato questa mattina di aver iniziato «operazioni terrestri limitate e mirate» contro Hezbollah nel sud del Libano, dopo aver condotto massicci bombardamenti di artiglieria e attacchi aerei «per eliminare le minacce». 

Intanto, il conflitto entra nella sua terza settimana e sul fronte iraniano il presidente Donald Trump ha fatto sapere ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che «stiamo parlando» con Teheran, senza però specificare la natura dei colloqui. «Ma non credo che siano pronti», ha detto il presidente Usa riferendosi agli ayatollah, «ci stanno però arrivando piuttosto vicino». Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invece negato l’esistenza di colloqui in corso con gli Stati Uniti.

Trump sta poi lavorando per formare una coalizione di paesi per la riapertura dello Stretto di Hormuz, e spera di annunciarlo questa settimana, secondo quanto riporta Axios. «Sto chiedendo a questi paesi di intervenire e proteggere il loro stesso territorio, perché è da lì che ottengono la loro energia», ha detto ai giornalisti sull’Air Force One. Finora ha contattato sette stati e sarebbero arrivate «alcune risposte positive». L’industria petrolifera ha infatti avvertito l’amministrazione Usa che la crisi energetica probabilmente peggiorerà.

PUNTI CHIAVE

09:01

Teheran: «Gli attacchi sui depositi di carburante sono un ecocidio»

08:12

Nyt, Israele e Usa non concordano sugli obiettivi di guerra

07:45

Idf: «Iniziata l'operazione di terra mirata nel sud del Libano»

19:02

Oltre un milione di sfollati in Libano

Le persone sfollate in Libano hanno superato il milione. Lo rendono noto le autorità libanesi, facendo riferimento al numero di registrazioni avvenute a partire dal 2 marzo scorso sulla piattaforma web affiliata al ministero degli Affari Sociali.

18:52

Pezeshkian sente Macron: "Non ci arrenderemo ai bulli"

 

Il presidente iraniano, Masoud Pezeskhian ha avuto un contatto telefonico con il presidente francese, Emmanuel Macron, in cui ha sottolineato che "l'Iran non ha iniziato questa guerra atroce". Il presidente iraniano ha poi detto che "difendersi da un'invasione è un diritto naturale". "L'uso delle basi americane contro l'Iran nella regione, con lo scopo di disturbare i nostri rapporti con i vicini, dovrebbe essere fermato", ha poi aggiunto il capo di Stato di Teheran tramite un post su X. "Pace e stabilità nella regione non possono essere raggiunte ignorando l'invasione sionista-americana nel nostro paese. La Repubblica Islamica dell'Iran non si arrenderà ai bulli", ha detto Pezeshkian. "Ci aspettiamo che la comunità globale condanni questa invasione e convinca gli invasori a rispettare le leggi internazionali. "Iniziare una guerra di conquista, basandosi su informazioni false, è un atto medievale nel 21esimo secolo. Parlare di porre fine alla guerra è privo di senso, finché non assicureremo che non ci saranno più attacchi nella nostra terra in futuro", ha infine concluso.

18:24

Kallas: "Non è la guerra dell'Europa"

"Questa non è la guerra dell'Europa, il nostro focus è la distensione. L'Europa non ha interesse a una guerra prolungata". Lo ha affermato l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas, a margine del consiglio affari esteri. "Abbiamo la missione Aspides, ma non c'è appetito tra i 27 a inviare le navi sopra la linea di Muscat, nessuno vuole entrare attivamente in questa guerra".

18:03

Trump: "L' Iran è una tigre di carta"

Il presidente statunitense - durante la conferenza stampa a Washington - ha detto che l'Iran "è una tigre di carta". Poi si è riferito ai paesi europei: "Bisogna che i paesi alleati (europei, ndr) ci aiutino nello stretto di Hormuz, Paesi che abbiamo sempre aiutato da minacce esterne. Vi stiamo proteggendo da 40 anni". Per poi aggiungere: “Questi Paesi hanno bisogno del petrolio quindi non capisco perché non intervengono in nostro aiuto”. Successivamente il tycoon ha fatto riferimento alla guerra in corso e alla sua evoluzione: "L'Iran ha sempre usato lo stretto come un'arma commerciale", ha spiegato ma "stiamo parlando di una tigre di carta", ha sentenziato Trump. “Ho previsto molte cose per quanto riguarda la Regione, così come Osama Bin Laden, l'ho detto un anno prima che le Torri gemelle fossero abbattute, alla fine è successo, lo avevo predetto". Trump è intervenuto anche su Caracas: “In Venezuela abbiamo agito ed è andata bene, stiamo preservando quel petrolio, con l'intervento di grandi aziende, in quella terra c'è molto petrolio e le cose stanno andando bene, posso fare i nomi, ma non importa". E infine: “Mi ha chiamato Angela Merkel ringraziandomi per il lavoro svolto”, ha detto il presidente Usa. 
 

 

17:03

Trump su un nuovo attacco all'isola di Kharg: "Potrei distruggerla"

Il presidente statunitense Donald Trump ha detto - durante un'intervista di tre minuti ad un'emittente televisiva - di "averglielo detto apertamente (agli iraniani, ndr): la distruggerò completamente (l'isola di Kharg, ndr)". L'attacco condotto contro gli impianti di raffinazione dell'isola è stato definito da Trump come "uno dei più più importanti in Medio oriente". "E' morta dal punto di vista militare", ha poi aggiunto il tycoon. 

15:22

Casa Bianca: possibile rinvio visita Trump in Cina

Lo ha dichiarato a Fox News Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. "Non credo che l'incontro sia a rischio, ma è possibile che venga rinviato. Si tratta di colloqui tra leader in corso e, se il viaggio dovesse essere posticipato, naturalmente comunicheremo le nuove date molto presto", ha dichiarato Leavitt. La visita è al momento in programma dal 31 marzo al 2 aprile.

14:45

Board of Peace, incontro tra inviati Usa e Hamas

Lo rende noto Reuters, citando tre diverse fonti. L'incontro al Cairo - il primo reso pubblico dall'inizio della guerra in Iran - è avvenuto nel fine settimana scorso, con l'obiettivo di salvaguardare il cessate il fuoco a Gaza. Dopo i colloqui Israele ha annunciato la riapertura del valico di frontiera pedonale tra l'enclave palestinese e l'Egitto, chiuso dal 28 febbraio scorso, giorno dell'attacco di Usa e Israele all'Iran.

14:38

Portavoce Idf: in programma almeno altre tre settimane di guerra in Iran

Lo ha dichiarato ai giornalisti il portavoce militare israeliano Nadav Shoshani, sottolineando che esistono piani dettagliati che vanno anche oltre le tre settimane. "Vogliamo assicurarci che questo regime sia il più debole possibile e che vengano indebolite tutte le sue capacità, tutte le sue componenti e tutti i reparti del suo apparato di sicurezza", ha aggiunto il tenente colonnello.

13:54

Libano, 900mila sfollati 

La Croce rossa libanese - in un comunicato riportato dai media di Beirut - ha detto che attualmente gli sfollati nel paese dei Cedri ammontano a 900mila. In netto aumento rispetto a una settimana fa. Oggi l'esercito israeliano (Idf) ha annunciato l'inizio dell'invasione via terra nel sud del Libano. 

13:16

Centcom: "Distrutte più di 100 imbarcazioni iraniane"

Il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha riferito - tramite un video su X -  che sono state distrutte oltre cento imbarcazioni iraniane dall'inizio della guerra. L'aviazione avrebbe effettuato più di "seimila voli da combattimento" dall'inizio del conflitto il 28 febbraio scorso. 

12:22

Il primo ministro belga, De Wever: "Bisogna normalizzare le relazioni con la Russia"

"Dobbiamo normalizzare le relazioni con la Russia e riacquistare l'accesso all'energia a basso costo. È una questione di buon senso", ha detto il primo ministro belga Bart De Wever. Che poi ha aggiunto: "In privato, i leader europei sono d'accordo con me, ma nessuno osa dirlo ad alta voce. Dobbiamo porre fine al conflitto nell'interesse dell'Europa, senza però essere ingenui nei confronti di Putin".

12:20

Il ministro della Difesa tedesco: "Non è la nostra guerra"

Boris Pistorius, il ministro della Difesa tedesco del governo Merz, ha detto che: "La Germania non parteciperà con il suo esercito alla sicurezza dello Stretto di Hormuz". Per poi mettere in chiaro la posizione della Germania e dell'Unione europea rispetto al conflitto in corso in Medio oriente: "Che cosa si aspetta Trump da una manciata di fregate europee che la potente Marina statunitense non sia in grado di fare? Questa non è la nostra guerra e non l'abbiamo iniziata noi".

12:11

Trump: "Pechino dovrebbe intervenire per lo Stretto di Hormuz"

Il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito la Cina rispetto alla questione dello Stretto di Hormuz: «Penso che anche la Cina dovrebbe dare una mano, perché il 90 per cento del suo petrolio proviene dallo Stretto». Il tycoon ha esortato Pechino a esporsi sulla situazione energetica per contribuire al passaggio delle petroliere. Trump ha fatto capire inoltre che la posizione del leader cinese Xi Jinping dovrebbe necessariamente emergere prima del bilaterale tra i due paesi fissato a fine Marzo. 

12:03

Regno Unito: "Proteggiamo i nostri interessi ma non entriamo nel conflitto"

I premier britanno Keir Starmer ha detto riguardo al conflitto in Medio oriente: "Vogliamo vedere questa guerra finire al più presto possibile". Starmer ha poi detto che Londra si muove  "difendendo gli interessi nazionali e proteggendo gli alleati". Tuttavia,  il primo ministro laburista ha detto che Londra "non entrerà in una guerra a vasto raggio". 

11:12

Governo Sanchez: "Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna"

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a margine del Consiglio Affari Esteri si è espresso su quello che sta accadendo in Medio oriente con l'annuncio da parte del governo Netanyahu di un'invasione via terra: "Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna. Abbiamo centinaia di migliaia di sfollati, una violazione sistematica della sovranità e del diritto umanitario, il rischio di un'invasione di terra, attacchi ad una forza di pace dell'Onu". Poi ha aggiunto: "L'Europa deve dare un segnale" perché "serve coerenza. In Ucraina e Medio Oriente dobbiamo difendere gli stessi valori, quando si tratta dei civili ucraini o dei civili libanesi. L'Europa deve essere un baluardo" del diritto, ha concluso Albares. 

11:02

Governo Merz: "La Nato non è responsabile dello Stretto di Hormuz"

Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo al Consiglio Ue Esteri, ha detto - all'arrivo al Consiglio dell'Unione europea degli esteri che: "Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero". Wadephul ha risposto a una domanda sulla possibilità di un ruolo dell'Alleanza dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha avvertito di un "futuro molto negativo" per la Nato se non contribuirà alle operazioni legate alla guerra con l'Iran nello Stretto di Hormuz, invitando gli alleati a scortare le petroliere per ripristinare il traffico energetico. 

10:24

Ue: "Non c'è un problema di energia ma di prezzi"

Il commissario all'Energia dell'Unione europea, Dan Jorgensen, ha detto che Bruxelles non dipende "così tanto dall'approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall'area quindi non abbiamo un problema di sicurezza, ma abbiamo un problema di prezzi". Intanto, le compagnie petrolifere statunitensi hanno avvertito l'amministrazione Trump del concreto rischio di un'escalation dei prezzi che potrebbe portare a una crisi globale. 

10:17

Iran, blocco di internet da 17 giorni 

Netblocks, un osservatorio per la rete, ha registrato il 17esimo giorno consecutivo di blocco della rete elettrica dall'inizio del conflitto con gli Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso.  "Nelle ultime 24 ore si è registrato un calo nell'infrastruttura di rete delle telecomunicazioni riservate, riducendo ulteriormente la disponibilità delle VPN" ovvero la rete privata, ha sottolineato Netblocks. La rete Vpn è utilizzata per aggirare la censura nel paese da parte del regime teocratico. Sempre secondo Netblocks, il blocco ulteriore di accesso a Internet ha causato un crollo anche delle finestre di accesso per alcuni utenti accrediti dallo stesso governo che utilizzavo una rete privata governativa.    

10:09

Israele, una bomba a grappolo iraniana colpisce un'abitazione nel centro

Secondo diversi media, una bomba a grappolo iraniana avrebbe colpito un'abitazione durante un attacco missilistico. Per ora non risultano vittime. 

09:41

Mantovano: «Quello di ieri in Kuwait è stato un chiaro atto intimidatorio»

"Il regime iraniano punta a tutto ciò che viene visto come appoggio rispetto alle truppe degli Stati Uniti e di Israele. E quello di ieri è evidentemente un atto di intimidazione al pari dei colpi riservati dall'Iran agli altri paesi del Golfo". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano a 24 Mattino, su Radio 24, parlando della base militare americana colpita in Kuwait dove c'erano anche italiani. 

09:30

Cipro: «Situazione tornata alla normalità, Consigli Ue confermati»

"Permettetemi innanzitutto di dire che a Cipro la situazione è tornata alla normalità: tutte le attività, comprese quelle con l'Ue, sono riprese e tutti i Consigli informali che si sarebbero dovuti tenere a Cipro tra aprile e giugno si svolgeranno regolarmente. Cipro è e rimane un luogo sicuro e protetto e sarà sempre parte della soluzione in qualsiasi crisi che coinvolga l'area o l'Ue". Lo afferma il ministro dell'Energia, Commercio e Industria di Cipro, Michael Damianos, della presidenza di turno Ue, al suo arrivo al Consiglio Ue Energia a Bruxelles.

09:04

Un drone contro impianto petrolifero negli Emirati, vasto incendio

Un incendio è scoppiato in seguito all'attacco di un drone a un impianto petrolifero industriale a Fujairah, uno dei sette emirati degli Emirati Arabi Uniti. L'ufficio stampa di Fujairah ha affermato che un drone ha preso di mira la zona industriale petrolifera, provocando un incendio di vaste proporzioni. Non si sono registrate vittime.

09:01

Teheran: «Gli attacchi sui depositi di carburante sono un ecocidio»

Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha definito "crimine di guerra" e "ecocidio" gli attacchi israeliani ai depositi e serbatoi di carburante nella capitale Teheran. In un post sul suo account X, Araghchi ha scritto: "I bombardamenti di Israele sui depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono ecocidio. I residenti affrontano danni a lungo termine alla salute e al benessere. La contaminazione del suolo e delle acque sotterranee potrebbe avere impatti per generazioni. Israele deve essere punito per i crimini di guerra commessi".

Il ministro ha inoltre ribadito la determinazione dell'Iran a continuare la resistenza, affermando che le forze armate iraniane "combatteranno fino a quando il presidente americano non riconoscerà che la guerra illegittima imposta sia agli americani che agli iraniani è sbagliata e non deve ripetersi", insistendo sulla necessità di risarcire le vittime.

In un'intervista trasmessa domenica dalla rete Cbs, Araghchi ha escluso qualsiasi interesse per negoziati con Washington, rispondendo alle dichiarazioni del presidente Donald Trump secondo cui Teheran desidererebbe un accordo per porre fine al conflitto. "Siamo stabili e abbastanza forti. Difendiamo solo il nostro popolo", ha dichiarato, aggiungendo: "Non vediamo motivo di parlare con gli americani, dato che lo abbiamo fatto quando hanno deciso di attaccarci, e questo si è ripetuto per la seconda volta. Non abbiamo una buona storia nei rapporti con loro".

08:33

Ad Abu Dhabi un'auto colpita da un missile, un morto

Una persona di origini palestinesi è stata uccisa alla periferia della capitale emiratina Abu Dhabi quando un missile ha colpito la sua auto: lo hanno riferito le autorità, mentre l'Iran prosegue gli attacchi nel Golfo in risposta ai raid di Usa e Israele sul proprio territorio. Le autorità "sono intervenute a seguito di un incidente avvenuto nella zona di Al Bahyah nel quale un missile ha colpito un veicolo civile, causando la morte di un cittadino palestinese", si legge in un comunicato delle autorità di Abu Dhabi. 

08:12

Nyt, Israele e Usa non concordano sugli obiettivi di guerra

Il New York Times ha riportato divergenze di opinione tra Israele e gli Stati Uniti riguardo agli obiettivi della guerra in Iran e ai bersagli da colpire. Secondo il Nyt, sia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, Brad Cooper, avevano messo in guardia Israele dall'attaccare queste riserve petrolifere, temendo che ciò avrebbe spinto l'Iran ad attaccare altre infrastrutture energetiche nel Golfo per rappresaglia. Tuttavia, Israele ha ignorato l'avvertimento e ha attaccato le riserve una settimana fa, provocando vasti incendi e un aumento dei prezzi del petrolio. La Casa Bianca era convinta che il premier israeliano Benjamin Netanyahu "volesse scene drammatiche di Teheran avvolta dal fumo nero della distruzione".

07:45

Idf: «Iniziata l'operazione di terra mirata nel sud del Libano»

L'esercito israeliano (Idf) afferma di aver avviato un'operazione di terra mirata contro obiettivi chiave nel Libano meridionale, spingendo ulteriori forze più in profondità nell'area, nell'ambito di una zona cuscinetto ampliata.

Secondo quanto riferito dai militari, la 91ª Divisione Regionale 'Galilea' ha lanciato un'incursione nella tarda serata di sabato nel settore orientale del Libano meridionale, sostenendo che le truppe avrebbero ucciso diversi membri di Hezbollah.

07:30

Un drone provoca un incendio all'aeroporto di Dubai

L'attacco di un drone ha colpito un serbatoio di carburante e ha provocato un incendio all'aeroporto internazionale di Dubai. La compagnia aerea Emirates ha comunicato nel suo ultimo aggiornamento che tutti i suoi voli "rimangono sospesi fino a nuovo avviso". Emirates ha aggiunto di star collaborando con le autorità per riprendere le operazioni non appena possibile e ha esortato i passeggeri a non recarsi in aeroporto. Le autorità hanno chiuso la strada principale e il tunnel che conducono allo scalo. La polizia di Dubai ha invitato gli automobilisti a utilizzare strade alternative. Nell'attacco non sono state registrate vittime. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che questa mattina le forze armate hanno abbattuto circa 60 droni nelle ultime ore e la difesa aerea è ancora al lavoro per intercettare missili e droni iraniani.

07:05

Wsj, le compagnie petrolifere a Trump: «Probabile che la crisi peggiori»

L'industria petrolifera ha avvertito l'amministrazione Trump che la crisi energetica causata dal conflitto con l'Iran probabilmente peggiorerà. Lo riferisce il Wall Street Journal. In una serie di incontri avvenuti alla Casa Bianca e in recenti conversazioni con il Segretario all'Energia Chris Wright e il Segretario degli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil XOM, Chevron CVX e ConocoPhillips COP hanno avvertito che l'interruzione dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz continueranno a creare volatilità nei mercati energetici globali. 

07:00

Trump: «Ho chiesto a circa sette Paesi di intervenire a Hormuz»

"Chiedo con insistenza di intervenire e proteggere il proprio territorio, perché è il loro territorio, è da lì che traggono la loro energia e dovrebbero aiutarci a proteggerlo". Lo ha detto sull'Air Force One il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riferendosi alla coalizione per lo Stretto di Hormuz.

Trump ha definito la missione "un'impresa di modesta entità" perché le capacità missilistiche e dei droni iraniani sono state "decimate". Il presidente ha affermato di aver contattato "circa sette Paesi", ma che era troppo presto per dire chi si sarebbe fatto avanti, rifiutandosi inoltre di rivelare per quale posizione propendesse la Cina. "Abbiamo ricevuto alcune risposte positive, ma anche alcune persone che preferirebbero non essere coinvolte", ha aggiunto. Trump ha anche commentato quella che sembra essere una mancanza di proteste contro il regime in Iran. Dopo i primi attacchi della guerra, aveva esortato gli iraniani a insorgere, definendola un'occasione irripetibile per il cambiamento. Ma domenica sera ha dichiarato ai giornalisti che ciò non è accaduto, poiché le autorità avevano avvertito la popolazione: "Se protestate, verrete uccisi a colpi d'arma da fuoco". "I manifestanti non hanno armi... Penso che per loro sia molto difficile protestare. Lo capisco perfettamente", ha affermato Trump. 

06:55

Trump: «Parliamo con l'Iran ma loro non sono pronti per l'accordo»

Gli Usa sono in trattative con l'Iran, mentre la guerra entra nella sua terza settimana, ma Teheran non è ancora pronta per un accordo di chiusura delle ostilità. Questo è quanto dichiarato da Donald Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. "Sì, stiamo parlando con loro", ha replicato, senza tuttavia specificare la natura dei colloqui, a una domanda sull'esistenza di iniziative diplomatiche in corso per porre fine al conflitto estesosi in tutto il Medio Oriente. "Ma non credo che siano pronti. Ci stanno però arrivando piuttosto vicino", ha aggiunto Trump. Ma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha negato colloqui in corso con gli Usa.

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