A largo delle isole greche di Lesbo e Samo sarebbero avvenuti due diversi incidenti nelle ultime ore. Uno a seguito dello sconto con una motovedetta della Guardia Costiera
Dodici migranti hanno perso la vita nel Mar Egeo nelle ultime ore, durante due diversi incidenti al largo avvenuti a largo delle isole greche di Lesbo e Samo, secondo quanto riferito dalla Guardia Costiera.
Sei di loro, tra cui un neonato e quattro donne, sono morti in seguito alla collisione tra la loro imbarcazione e una motovedetta della polizia, al largo di Lesbo. Secondo Reuters, l’incidente è avvenuto a circa 3,5 miglia nautiche a sud di Agrilia, sull’isola. La Guardia costiera ha riferito che i soccorritori hanno recuperato i corpi di quattro uomini, una donna e un neonato, mentre otto persone sono sopravvissute e sono state trasportate in ospedale.
Le autorità hanno arrestato un cittadino turco di 37 anni, tra i sopravvissuti, identificato come il presunto trafficante e conducente dell’imbarcazione. Il ministro greco della Marina mercantile, Vassilis Kikilias, ha attribuito ai trafficanti di migranti la responsabilità delle morti, affermando che, secondo gli elementi raccolti finora, il motoscafo avrebbe urtato con la prua il lato sinistro della motovedetta della Guardia costiera. Ha aggiunto che le circostanze esatte dell’incidente sono ancora oggetto di indagine: «La nostra posizione non è negoziabile: tolleranza zero nei confronti dei trafficanti», ha scritto in un post su X.
Le altre sei vittime cinque uomini e una donna si trovavano a bordo di una piccola imbarcazione che si è capovolta al largo dell'isola di Samo. Altre 14 persone che si trovavano su quella barca, insieme a un presunto trafficante di nazionalità iraniana, sono state tratte in salvo.
Il Mar Egeo rappresenta una rotta frequentemente utilizzata dai migranti che partono dalla Turchia nella speranza di raggiungere l'Europa.
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