«A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale», ha detto il presidente in un’intervista al Wall Street Journal. Nel frattempo i democratici si sono schierati in massa contro il finanziamento del dipartimento per la Sicurezza interna, di cui fa parte l’Ice
In un’intervista telefonica al Wall Street Journal, Donald Trump ha aperto alla possibilità che l’Ice possa lasciare Minneapolis. «A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale», ha detto il presidente americano. Alla domanda se gli agenti se ne sarebbero andati presto, ha elogiato quanto l'amministrazione ha già fatto: «Lasceremo lì un gruppo diverso di persone per la frode finanziaria», ha aggiunto riferendosi a un presunto scandalo di frode ai servizi sociali dello Stato.
Trump, quindi, non ha indicato una tempistica per il ritiro dell’Ice dal Minnesota, dove sono stati impiegati oltre 3mila agenti, ma le pressioni politiche e le manifestazioni in corso in città rendono plausibile una scelta da prendere nei prossimi giorni.
Nel frattempo, i democratici si sono schierati in massa contro il finanziamento del dipartimento per la Sicurezza interna, di cui fa parte l’Ice, minacciando di bloccare l'approvazione del provvedimento – inserito nel bilancio per l’anno fiscale del 2026 attualmente in discussione – per il rifinanziamento del governo in assenza di interventi politici. Il possibile rischio di uno Shutdown metterebbe ulteriori pressioni nei confronti di Trump.
L’accusa ai democratici
Il presidente Usa ha accusato i democratici di incoraggiare «agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le loro operazioni per arrestare i peggiori dei peggiori». «Così facendo – scrive su Truth il tycoon – i Dem stanno mettendo i criminali immigrati illegali al di sopra dei cittadini contribuenti e rispettosi della legge, e hanno creato circostanze pericolose per tutti i soggetti coinvolti. Tragicamente, due cittadini americani hanno perso la vita a causa di questo caos provocato dai democratici».
Finora sono stati uccisi due cittadini statunitensi durante le operazioni dell’Ice, Renee Good e Alex Pretti, facendo scatenare una grande mobilitazione di massa.
Clinton e Obama
Nelle ultime ore due ex presidenti dem, Bill Clinton e Barack Obama, hanno accusato Donald Trump di mentire alla popolazione. Riferendosi alle sparatorie in cui sono stati uccisi Good e Pretti, Clinton ha parlato di «scene orribili» che non avrebbe «mai immaginato di vedere negli Stati Uniti». Clinton ha denunciato arresti violenti di manifestanti e cittadini che documentavano le operazioni delle forze dell'ordine, ricordando in particolare la morte di due manifestanti. «Tutto questo è inaccettabile e avrebbe dovuto essere evitato», si legge nella dichiarazione. Secondo l'ex presidente, la situazione è stata aggravata dalla risposta del governo, che avrebbe negato l'evidenza dei fatti e adottato tattiche sempre più aggressive, arrivando anche a ostacolare le indagini delle autorità locali.
Il dipartimento per la Sicurezza Interna ha difeso l'operato degli agenti, sostenendo che nel caso di Pretti siano stati esplosi colpi difensivi. L'uomo, infermiere di terapia intensiva in un ospedale per veterani, era legalmente autorizzato a portare un'arma da fuoco.
«È una tragedia straziante e un campanello d'allarme per tutti gli americani, al di là delle appartenenze politiche, perché molti dei valori fondamentali della nazione sono sempre più sotto attacco». si legge invece in una dichiarazione dell'ex presidente Obama.
Il governatore del Minnesota
Intanto, il governatore del Minnesota ha respinto le condizioni poste dal procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondi per ridurre le operazioni federali dell’Ice nello stato.
«La risposta alla richiesta del procuratore generale Bondi è no», ha detto domenica in una dichiarazione il segretario di Stato del Minnesota Steve Simon. In una lettera inviata sabato al governatore del Minnesota Tim Walz, Bondi ha delineato tre richieste: concedere al Dipartimento di Giustizia l'accesso agli elenchi di registrazione degli elettori del Minnesota, condividere i registri dei programmi di assistenza sociale statali con le autorità federali e abrogare le politiche delle città santuario che limitano la cooperazione con l'Immigration and Customs Enforcement (Ice).
Queste misure «ripristineranno lo stato di diritto, sosterranno gli ufficiali dell'ICE e porranno fine al caos in Minnesota», ha detto Bondi. «La sua lettera è un tentativo scandaloso di costringere il Minnesota a fornire al governo federale dati privati su milioni di cittadini statunitensi, violando le leggi statali e federali», ha, invece, replicato Simon.
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