Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha emanato un decreto con cui annulla le elezioni legislative previste per il 28 novembre e fissa la data per le presidenziali e le legislative all'11 settembre 2027.

Il decreto fa seguito a una decisione del Comitato esecutivo dell'Olp e a consultazioni con le fazioni e le forze politiche palestinesi che hanno portato a un consenso nazionale sugli ostacoli posti dalle misure israeliane allo svolgimento delle elezioni in Cisgiordania nella data precedentemente prevista.

Già ieri il vicepresidente palestinese Hussein al-Sheikh aveva comunicato al ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot che le condizioni sulle quali si basava la convocazione elettorale non si erano realizzate. In una lettera visionata dalla Reuters, al-Sheikh aveva sottolineato che la situazione politica, economica e di sicurezza nei territori palestinesi era ulteriormente peggiorata, compromettendo la libertà di partecipazione e la regolarità del voto.

Nei giorni scorsi i rappresentanti di Fatah, Hamas, Jihad islamica e altre organizzazioni palestinesi si erano incontrati al Cairo per discutere la ripresa del dialogo nazionale.

Il rinvio prolunga una crisi di rappresentanza che dura ormai da vent'anni, mentre l'Anp deve affrontare il progressivo indebolimento della propria autorità nei territori occupati. Non tutte le forze palestinesi condividono però questa impostazione.

Helmi al-Araj, esponente del Fronte democratico per la liberazione della Palestina, ha avvertito che la ricerca del consenso non deve diventare un pretesto per rinviare indefinitamente il voto, che potrebbe porre fine al governo per decreto e al potere concentrato nelle mani di un solo dirigente.

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