«Mi dispiace che si trovino ad affrontare una cosa del genere. Li aiuteremo», ha detto Trump, nonostante le tensioni tra i due paesi. Il portavoce del Cremlino Peskov ha ringraziato per l’offerta e ha sottolineato l’importanza di basarsi sulle informazioni diffuse dal Rospotrebnadzor, il servizio russo per la tutela della salute pubblica
Washington DC – Gli Stati Uniti seguono con attenzione il sospetto caso di peste polmonare emerso in Russia dopo la morte della ricercatrice Darya Shipilova, 28 anni, in un istituto della regione siberiana di Irkutsk specializzato nello studio della peste. «Stiamo monitorando la situazione di ora in ora», ha detto il segretario di Stato Marco Rubio dall’Islanda, prima tappa del tour europeo.
Mosca prova a rassicurare la comunità internazionale, ma restano aperte le domande decisive: che cosa abbia realmente causato la morte della giovane due giorni dopo essersi ammalata e quale sia il rischio di diffusione, informazioni indispensabili per calibrare un’eventuale risposta.
«Credo che spetti alla Russia condividere più informazioni con il resto del mondo», ha aggiunto Rubio, chiedendo a Mosca maggiore «trasparenza». Il giorno prima il capo della diplomazia Usa aveva cercato di evitare il panico spiegando che allo stato attuale non sia «motivo di allarme, ma bisogna prestare attenzione». Una cautela necessaria, perché il caso riaccende inevitabilmente il timore di nuove minacce biologiche globali e il tema della preparazione a future pandemie.
Rapporti diretti
Gli esperti, al momento, confermano che la situazione è sotto controllo. David Mansdoerfer, ex funzionario della prima amministrazione Trump, ha spiegato ad Axios che, se si rendesse necessaria una risposta, «il protocollo è ben definito». In genere, il primo passo sarebbe un avviso ai viaggiatori, anche se per la Russia il Dipartimento di Stato mantiene già il livello massimo di allerta a causa della guerra in Ucraina.
Marco Rubio ha comunque assicurato che gli Stati Uniti dispongono di «misure» adeguate per aiutare Mosca, se la situazione dovesse rivelarsi più grave del previsto. Una disponibilità confermata anche dallo stesso presidente americano. Donald Trump, nonostante le tensioni tra i due paesi per il conflitto in corso, ha detto: «Mi dispiace che si trovino ad affrontare una cosa del genere. Li aiuteremo», dicendosi fiducioso di poter lavorare con Vladimir Putin.
Anche sul fronte sanitario, il presidente privilegia dunque il rapporto diretto tra governi. Dall’inizio dell’anno, del resto, gli Stati Uniti sono formalmente fuori dall’Organizzazione mondiale della sanità, il principale organismo di coordinamento sanitario globale, dopo che Trump aveva contestato la gestione del Covid e quella che considerava un’eccessiva vicinanza alla Cina.
Informazioni russe
Il Cremlino ha accolto la disponibilità americana. Il portavoce Dmitry Peskov ha ringraziato per l’offerta e ha sottolineato l’importanza di basarsi sulle informazioni diffuse dal Rospotrebnadzor, il servizio russo per la tutela della salute pubblica.
Rimangono però ancora numerosi i nodi da sciogliere: sull’agente patogeno che ha causato la morte di Shipilova e se si sia trattato di peste polmonare o di un ceppo con caratteristiche anomale o geneticamente modificate. Non confermato neppure il dettaglio della rottura accidentale di una provetta. Il batterio responsabile della peste, Yersinia pestis, circola nell’area tra alcuni roditori, comprese le marmotte.
Nonostante le rassicurazioni di Mosca, sul caso pesa anche il precedente delle armi biologiche: nel 2024 il Dipartimento di Stato americano valutava che la Russia avesse mantenuto ed evoluto il programma offensivo sovietico.
Le autorità russe affermano che nessuna delle persone entrate in contatto con la donna ha sviluppato sintomi. Dopo il decesso sono state attivate misure di contenimento e monitoraggio con circa 200 persone poste in quarantena.
A contenere gli allarmi, almeno per ora, è anche l’Oms che ha giudicato basso il rischio per la salute pubblica sia in Russia sia nel resto d’Europa. Dalla Commissione europea la portavoce per la Salute, Eva Hrncirova, ha spiegato che la Ue «monitora con molta attenzione» quanto sta avvenendo a Irkutsk, sottolineando anche la necessità di una comunicazione «tempestiva e trasparente».
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