Si continua a morire nonostante il cessate il fuoco. Sono almeno tre le vittime degli ultimi attacchi dell’Idf, tra cui una bambina di 10 anni e il figlio del direttore generale del ministero della Salute
A Gaza si continua a morire, nonostante il cessate il fuoco. Almeno tre palestinesi, tra cui una bambina di 10 anni, sono stati uccisi in seguito ad attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato dal giornale israeliano Haaretz, l’ospedale al-Shuhada al-Aqsa ha riferito che la bambina è morta per le ferite riportate dopo essere stata colpita dal fuoco dell’esercito israeliano nel nord del campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale di Gaza. Fonti mediche hanno riferito ad Al Jazeera che un giovane palestinese è stato ucciso e diverse altre persone sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano a ovest del campo profughi di Jabalia, nel nord di Gaza. Il giovane ucciso, stando a quanto riportato dallo stesso Ministero della Salute è Basir al-Bursh, figlio del direttore generale del ministero. Un altro palestinese è stato ucciso durante un raid dell’Idf nel quartiere di Shujayieh, nella parte orientale di Gaza City. Dove, mercoledì 16 settembre, a causa del crollo di un condominio danneggiato dai bombardamenti israeliani, sono morti almeno 21 palestinesi, tra cui 11 bambini, almeno venti le persone disperse tra le macerie.
Secondo Al Jazeera, gli attacchi israeliani a Gaza hanno ucciso almeno 1.381 persone da quando, nell’ottobre 2025, è stato annunciato un «cessate il fuoco» tra Israele e Hamas mediato dagli Stati Uniti. Israele ha ucciso almeno 73.795 persone e ne ha ferite 174.869 dall’inizio, nell’ottobre 2023, di quella che Al Jazeera definisce la sua guerra genocida contro i palestinesi di Gaza.
Secondo quanto riferito dall’Unicef lo scorso 6 agosto, almeno 300 bambini sono stati uccisi a Gaza nei 300 giorni trascorsi dall’annuncio del cessate il fuoco nell’ottobre 2025. «Si tratta di una media di un bambino al giorno, nonostante quasi dieci mesi fa fosse stato raggiunto un accordo per la sospensione delle operazioni militari e il pieno ingresso degli aiuti umanitari e dei soccorsi».
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