Il canale video sarà attivo 24 ore su 24 su Youtube e 7 giorni su 7. «La stampa, in alcuni casi, ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i numerosi successi da record dell'amministrazione a beneficio di tutti gli americani», spiega Kaelan Dorr, vice assistente del presidente.
La Casa Bianca ha annunciato ufficialmente la “Trump Tv: The Essentials Station”. Il canale video sarà attivo 24 ore su 24 su Youtube e 7 giorni su 7. «È una diretta streaming 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dei più grandi successi dell'amministrazione, senza filtri. Tutto sul canale YouTube della Casa Bianca e sull'app ufficiale. Buona visione», racconta Kaelan Dorr, vice assistente del presidente in un post su X.
Il messaggio con cui Dorr ha lanciato il nuovo canale è chiaro: «Benvenuti, la stampa, in alcuni casi, ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i numerosi successi da record dell'amministrazione a beneficio di tutti gli americani».
Il primo programma andato in onda è stato un intervento di Donald Trump sul Monte Rushmore dello scorso 3 luglio in occasione dei 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti. L'annuncio dell'avvio dello streaming ha inoltre prodotto un incremento di circa 40 mila nuovi iscritti al canale YouTube della Casa Bianca.
Lo scontro con la stampa
La Trump Tv viene lanciata in un momento in cui si è acuito lo scontro tra l’amministrazione Usa e alcune emittenti giornalistiche. Nei giorni scorsi, infatti, l’amministrazione ha escluso i giornalisti di Cnn, Poltico, Msnbc dalla copertura delle conferenze stampa presidenziali accusate da Trump di «scrivere solo cose negative» su di lui e di minacciare la «sicurezza nazionale».
A sostegno dei media, gli altri quattro membri del pool televisivo della Casa Bianca - Cbs, Abc, Nbc e Fox - hanno deciso di ritirare la copertura in segno di solidarietà. «A partire da oggi, il pool televisivo non coprirà gli eventi a cui partecipa il presidente», ha dichiarato Bryan Boughton, rappresentante di Fox e organizzatore del gruppo di emittenti.
I media sostengono che la misura violi le garanzie del Primo emendamento e che il governo non possa escludere una testata in risposta ai suoi articoli; la Casa Bianca ha replicato affermando che il Primo emendamento tutela la libertà di stampa, ma non garantisce a una specifica organizzazione un accesso permanente alla sede presidenziale o al gruppo di stampa. In ogni caso, saranno i giudici a sentenziare chi ha ragione e una prima udienza è prevista per mercoledì alle 15.30 a Washington.
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