Nove persone sono morte e almeno 28 sono rimaste ferite, tra cui quattro bambini, nel massiccio attacco russo condotto nella notte contro Kiev. Missili e droni hanno colpito sette quartieri della capitale ucraina, danneggiando 18 edifici residenziali, una scuola, infrastrutture e la sede dell’ambasciata lituana.

L’allarme è scattato durante la notte, quando nella città sono state udite almeno dieci esplosioni consecutive. Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato la popolazione a rimanere nei rifugi, annunciando che Kiev era sotto attacco con missili balistici.

Il bilancio delle vittime è aumentato progressivamente con il proseguire delle operazioni di soccorso. Secondo le autorità ucraine, 7 persone sono morte nel distretto di Darnytskyi, dove diversi edifici sono stati danneggiati, mentre altre vittime sono state registrate in differenti zone della capitale. Complessivamente, i soccorritori hanno tratto in salvo 105 persone.

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Nel quartiere di Solomianskyi i detriti di un missile hanno colpito un edificio residenziale di cinque piani, provocando un incendio nel cortile e il parziale crollo della struttura. Una situazione analoga è stata segnalata a Shevchenkivskyi, dove alcuni residenti sono rimasti intrappolati. Incendi e danni sono stati registrati anche nei distretti di Golosiivskyi, Pecherskyi e in altre aree della città, con blackout segnalati in diverse zone.

Zelensky: «Mancano i Patriot»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che, tra venerdì sera e sabato mattina, la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 35 missili, 27 dei quali balistici, e 185 droni d’attacco. L’obiettivo principale, secondo il presidente, era Kiev, ma sono state colpite anche le regioni di Dnipro, Sumy, Kharkiv e Poltava.

Zelensky ha affermato che soltanto uno dei missili balistici è stato intercettato, attribuendo il dato alla carenza di missili per i sistemi di difesa Patriot. Il presidente ha quindi rinnovato l’appello ai partner internazionali affinché rafforzino rapidamente la difesa aerea e antimissile del paese.

Nella regione di Sumy, inoltre, tre persone sono rimaste gravemente ferite in un attacco russo con droni, secondo quanto comunicato dal capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Hrygorov.

Tra gli edifici danneggiati a Kiev figura anche l’ambasciata della Lituania. Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha riferito che un missile è esploso a pochi passi dalla sede diplomatica, danneggiandola senza provocare vittime tra il personale. Nauseda ha condannato quello che ha definito «un altro brutale attacco».

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Il ministero della Difesa russo ha confermato di aver condotto un «attacco massiccio» con missili e droni, sostenendo però di avere preso di mira impianti del complesso militare-industriale e centri logistici nella capitale e nella regione di Kiev. Secondo Mosca, gli obiettivi erano coinvolti nella produzione, nell’assemblaggio, nello stoccaggio e nel trasporto di missili, droni, radar e sistemi di guerra elettronica.

Le autorità ucraine sostengono invece che i raid abbiano colpito in larga parte edifici residenziali e infrastrutture civili. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha dichiarato che l’attacco dimostra l’urgenza di ottenere ulteriori sistemi di difesa aerea, missilistica e nuovi intercettori.

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