Esplosioni, sirene antiaeree e un nuovo attacco contro uno dei principali ponti di Kiev hanno segnato la visita a sorpresa del cancelliere tedesco Friedrich Merz nella capitale ucraina. Poche ore dopo il suo arrivo in treno, mentre nella città risuonavano gli allarmi per la presenza di droni russi, il Ponte Pivnichnyi, il Ponte Nord, è stato nuovamente colpito. Un attacco che ha fatto da sfondo alla missione del capo del governo tedesco, arrivato in Ucraina per ribadire il sostegno di Berlino e preparare nuovi accordi nel settore militare ed energetico.

A dare notizia dell’attacco al ponte è stato il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko. «È stata colpita la carreggiata del Ponte Nord. I servizi di emergenza stanno raggiungendo il luogo», ha scritto su Telegram. Poco prima erano state udite diverse esplosioni, precedute dalle sirene antiaeree e dagli avvisi sulla presenza di droni russi nello spazio aereo della capitale.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha precisato che il ponte è stato colpito da un drone russo. Non si tratta del primo attacco recente contro l’infrastruttura: il Ponte Pivnichnyi era già finito nel mirino dei raid di Mosca, mentre nei giorni precedenti era stato colpito ripetutamente anche il Ponte Pivdennyi, il Ponte Sud, con pesanti conseguenze sulla circolazione tra le due rive del Dnipro. 

Nelle ultime settimane Mosca ha infatti intensificato gli attacchi alla capitale ucraina, diventati più frequenti e mirati alle infrastrutture energetiche in vista dell'inverno. Secondo le autorità ucraine, dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala, il 24 febbraio 2022, i ponti della capitale non erano mai stati sottoposti a una pressione simile.

La visita di Merz

L’attacco è avvenuto mentre Merz era già a Kiev. Una coincidenza significativa anche alla luce dell’avvertimento diffuso il giorno precedente da Mosca, che aveva invitato stranieri e diplomatici a lasciare la capitale ucraina annunciando nuovi e «massicci» attacchi aerei. Il ministero degli Esteri russo aveva inoltre attribuito «la responsabilità di eventuali conseguenze negative» a chi avesse ignorato l’avvertimento. Un monito che non ha modificato i programmi del cancelliere tedesco.

«Mi sono recato a Kiev oggi perché l’Ucraina ha bisogno di tutto il nostro sostegno nelle prossime settimane», ha dichiarato Merz al suo arrivo. «Se la Russia non verrà fermata, la sua macchina bellica finirà prima o poi per rivolgersi contro di noi». Il cancelliere ha legato direttamente il sostegno a Kiev alla sicurezza tedesca ed europea: «Oggi dirò al presidente Zelensky: potete continuare a contare sul nostro aiuto». Poi, l’appello a Vladimir Putin: «Fermi questa guerra senza senso. Siamo pronti a parlare della fine della guerra, ma questi attacchi barbari contro l'Ucraina devono cessare».

La visita arriva in una fase che Berlino considera decisiva. Merz ha annunciato un pacchetto da un miliardo di euro in nuovi aiuti militari, a cui si aggiungono 350 milioni per interventi nel settore energetico ucraino. Tra gli obiettivi della missione c’è anche la finalizzazione di un accordo per la produzione congiunta di diverse tipologie di droni.

Il cancelliere è accompagnato dalla ministra dell’Economia Katherina Reiche e da una delegazione di imprese che comprende, tra le altre, Siemens Energy, Hensoldt, Diehl Defence e Quantum Systems. La cooperazione industriale tra Germania e Ucraina sarà quindi uno dei dossier centrali dei colloqui, insieme al rafforzamento della difesa aerea e della capacità produttiva militare di Kiev. Merz dovrebbe inoltre chiedere progressi nelle riforme richieste dai partner europei, in particolare sul fronte della lotta alla corruzione.

Zelensky ha anticipato «importanti accordi» tra Ucraina e Germania e ha parlato di decisioni destinate ad aumentare «le capacità di difesa» non soltanto dell’Ucraina, ma dell’intera Europa. «Dobbiamo fermare la Russia insieme», ha affermato, ringraziando Berlino per il ruolo svolto nel sostegno a Kiev.

Un morto a Sumy

L’attacco alla capitale si inserisce in una nuova ondata di bombardamenti russi. Secondo Zelensky, nella notte Mosca ha lanciato contro l’Ucraina 135 droni d’attacco, oltre 50 dei quali a propulsione a reazione. Oltre a Kiev sono state colpite Dnipro e le regioni di Kharkiv, Donetsk, Sumy e Zaporizhzhia. A Sumy un attacco contro un magazzino di prodotti farmaceutici ha provocato un morto, mentre a Dnipro è stata presa di mira una struttura per le comunicazioni. Complessivamente sei persone sono rimaste ferite.

Il presidente ucraino ha denunciato una forte intensificazione dei bombardamenti: nell’ultima settimana, secondo i dati forniti da Kiev, la Russia avrebbe utilizzato circa 1.900 droni, 1.700 bombe plananti e 25 missili. In diverse località gli attacchi hanno provocato interruzioni dell’energia elettrica, aumentando la pressione su una rete già duramente colpita.

In questo scenario, Merz e Zelensky si sono incontrati anche a Piazza Maidan, dove hanno reso omaggio ai soldati ucraini caduti davanti al memoriale composto da migliaia di bandiere e fotografie. Un momento simbolico inserito però in una giornata segnata ancora una volta dalla guerra: mentre il cancelliere tedesco ribadiva che Kiev può contare sul sostegno di Berlino, le esplosioni e il nuovo attacco al Ponte Nord ricordavano quanto la minaccia russa rimanga concreta anche nel cuore della capitale.

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