Il numero uno rinuncia a New York per recuperare dal problema al ginocchio. Lo spagnolo è invece al rientro dopo quattro mesi: una buona notizia per un torneo che ritrova almeno uno dei protagonisti della rivalità che ha acceso il tennis degli ultimi anni
Jannik Sinner non giocherà gli Us Open. Il numero uno del mondo ha deciso di fermarsi e di rinunciare all’ultimo Slam della stagione per dare altro tempo al ginocchio destro, che continua a creargli problemi. Una notizia che arriva appena un giorno dopo quella opposta: Carlos Alcaraz, fermo da quattro mesi e mezzo per un infortunio al polso, ha annunciato il proprio ritorno proprio a Flushing Meadows, dove dovrà difendere il titolo conquistato un anno fa battendo in finale proprio Sinner.
L’azzurro ha spiegato la sua decisione sui social, parlando di «difficile decisione», dicendosi «molto triste e deluso, dato che New York occupa un posto speciale nel mio cuore».
Il problema al ginocchio
Sinner non gioca una partita ufficiale dalla finale di Wimbledon del 12 luglio, vinta contro Alexander Zverev. Il quinto titolo Slam della carriera e il secondo consecutivo sull’erba londinese. Il problema al ginocchio destro si è manifestato dopo quel torneo e ha progressivamente cambiato il programma del numero uno del mondo: prima la rinuncia al Masters 1000 di Montreal, poi quella a Cincinnati, dove avrebbe dovuto disputare il primo torneo sul cemento americano in preparazione agli Us Open.
«Il mio ginocchio destro mi sta dando qualche fastidio e, anche se abbiamo lavorato duramente con il mio staff medico, devo accettare che non sono ancora pronto a competere», aveva detto il 9 agosto annunciando il forfait di Cincinnati. Nei giorni successivi Sinner ha continuato ad allenarsi a Montecarlo, dopo controlli e terapie, fino alla decisione di oggi: il lavoro fatto non è ancora sufficiente per affrontare sette partite al meglio dei cinque set a New York.
Il suo piano, adesso, è rientrare nella tournée asiatica, con Pechino e Shanghai come primi obiettivi. Una scelta di prudenza che interrompe la rincorsa a un torneo al quale Sinner è particolarmente legato, visto che a New York ha conquistato il primo Slam della carriera nel 2024. Un anno dopo la sconfitta in finale con Alcaraz. Questa volta, neanche la possibilità di una rivincita.
Il ritorno di Alcaraz
Alcaraz torna dopo una pausa ancora più lunga di quella dell’altoatesino: l’ultima partita è stata il 14 aprile a Barcellona, dove aveva battuto al primo turno il finlandese Otto Virtanen prima di ritirarsi dal torneo per il problema al polso destro. Da allora lo spagnolo ha saltato Madrid, Roma, Roland Garros, Wimbledon, Toronto e Cincinnati. L’infortunio, una tenosinovite al polso con interessamento della fibrocartilagine triangolare, lo ha costretto a un percorso di recupero molto prudente, senza intervento chirurgico. Il rientro, inizialmente immaginato per Cincinnati, è stato spostato direttamente sullo Slam americano.
Dovrà difendere il titolo conquistato nel 2025, quando proprio contro Sinner vinse la finale e si riprese il primo posto nel ranking mondiale. Stavolta, però, sarà lui il giocatore più in alto in classifica presente nel tabellone: l’assenza dell’italiano modifica inevitabilmente gli equilibri del torneo e apre spazio a giocatori che negli ultimi mesi hanno avuto meno spesso i riflettori addosso. Alexander Zverev, per esempio, è stato uno dei principali beneficiari di questa fase: ha raggiunto la finale di Wimbledon contro Sinner e si presenta a Cincinnati da prima testa di serie, mentre Novak Djokovic e altri protagonisti del circuito continuano a contendersi spazio ai vertici.
Rivalità d’oro
Ma il mondo del tennis può permettersi di guardare il bicchiere mezzo pieno. Perché se è vero che manca uno dei due uomini che hanno trasformato le ultime stagioni in una sfida quasi privata, il ritorno dell’altro è una boccata d’ossigeno.
I numeri raccontano quanto il pubblico italiano si sia affezionato a questa rivalità: la finale di Roma 2025 aveva raccolto circa 6 milioni di spettatori complessivi; un anno dopo, con Sinner contro Casper Ruud, la finale degli Internazionali si è fermata a 4,567 milioni, pur rappresentando comunque il miglior dato di sempre per l'edizione trasmessa da Sky e TV8.
Il circuito ha dimostrato di avere campioni e abbastanza storie per andare avanti anche quando i due dominatori degli ultimi anni non ci sono. Ma Sinner e Alcaraz insieme esercitano un’attrazione più forte. New York perde oggi il suo numero uno, ma non perde del tutto il volto della rivalità che ha trascinato il tennis dentro una nuova stagione di popolarità.
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