Il calcio potrebbe spingere la Corea del Sud a cambiare una storica legge che consente agli atleti di successo di evitare il servizio militare. È ciò di cui si sta discutendo negli ultimi giorni a Seul, dopo la vittoria della medaglia d’oro ai Giochi asiatici ottenuta dalla Nazionale maschile sabato 3 ottobre. Dopo la finale, l’attaccante Yang Min-hyeok, che gioca con i belgi del Westerloo, ma è in prestito dal Tottenham, aveva detto che la motivazione principale che aveva spinto la squadra era stata proprio la possibilità di evitare la chiamata dall’esercito.

In Corea del Sud, la leva militare è ancora obbligatoria per tutti i cittadini maschi adulti e ha un’importanza non indifferente nella società, considerando che la guerra con il Nord, combattuta tra il 1950 e il 1953, non ha mai visto la firma di un vero trattato di pace. Il servizio militare può durare da 18 a 21 mesi, e nel corso degli anni ha fatto discutere anche fuori dai confini coreani per la sua durezza e per i frequenti casi di abusi.

Nel 2014, in particolare, due incidenti avevano attirato molte critiche verso la leva: un sergente aveva ucciso altri cinque commilitoni in una sparatoria come vendetta per il bullismo subito. Sempre quell’anno, un giovane soldato era morto a causa degli abusi subiti da alcuni ufficiali. Queste storie hanno contribuito alla pessima fama dell’esercito e del servizio militare in Corea del Sud, con un numero sempre maggiore di giovani che lo ritiene uno spreco del proprio tempo.

La scappatoia

Ma esiste un modo per evitarlo, o per lo meno per ridurre di molto la durata della leva: i cittadini con meriti speciali possono esserne esentati, secondo quanto stabilisce una legge introdotta nel 1973. Per un giovane, è difficile avere simili requisiti, a meno di non essere un atleta e di vincere una medaglia ai Giochi olimpici o ai Giochi asiatici.

In quest’ottica, il calcio riveste un ruolo particolare. In quanto sport di squadra che richiede rose di oltre una ventina di giocatori, offre una scappatoia dal servizio militare a molte più persone rispetto a sport individuali come il taekwondo o il tiro con l’arco, anch’essi molto popolari nel paese. Nel 2017, la Federcalcio di Seul annunciava di aver superato quota 100.000 tesserati, facendo registrare un incremento considerevole rispetto a solo vent’anni prima. Questo è avvenuto per effetto di varie riforme, anche relativamente allo sport nelle scuole, e al successo del Mondiale del 2002 in Corea e Giappone, ma diversi esperti sottolineano il ruolo giocato dalla possibilità di ottenere l’esenzione dalla leva militare.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: negli ultimi sedici anni, la Corea del Sud ha vinto un bronzo olimpico, oltre a un bronzo e quattro ori asiatici nel calcio a livello maschile: vince il torneo dei Giochi asiatici ininterrottamente dall’edizione del 2014. Questo significa che il calcio ha consentito a oltre un centinaio di giovani coreani di evitare il servizio militare, compreso Son Heung-min, probabilmente il più grande calciatore della storia del paese.

Un danno alla carriera

Oggi Son ha 34 anni e gioca nel Los Angeles FC, ma per anni è stato uno degli attaccanti più forti d’Europa, vestendo le maglie di Bayer Leverkusen e Tottenham. Detiene il record di presenze e di gol con la Nazionale, e ha vinto quattro volte il titolo di calciatore asiatico dell’anno. Il suo precoce successo nel calcio gli ha permesso di ottenere un rinvio della leva, così da non comprometterne la carriera, ma le leggi sudcoreane impongono che il servizio militare debba essere svolto entro i 28 anni.

Così, nel 2018, l’allora 26enne Son si rese convocabile come fuoriquota per i Giochi asiatici (dove il limite di età per i giocatori è di 23 anni), vincendo la medaglia d’oro. In quel modo, la leva gli venne ridotta ad appena tre settimane di addestramento base, che espletò tra aprile e maggio 2020, durante il lockdown.

Son ha definitivamente sdoganato la presenza dei calciatori sudcoreani in Europa: dei 26 convocati dal ct Hong Myung-bo per l’ultimo Mondiale, 19 giocavano all’estero e 15 in Europa. Per molti di loro, dover interrompere per almeno un anno e mezzo la propria attività sportiva per servire nell’esercito rappresenta un serio danno in termini di carriera. Si spiegano così le parole di Yang Min-hyeok e dei suoi compagni Lee Gi-hyuk e Park Seung-soo. Tutti e tre sono stati costretti a scusarsi pubblicamente, ma il governo ha deciso di affrontare la questione in maniera drastica.

Dopo un annuncio fatto dal ministro della Difesa Kang Shin-chul, nominato peraltro a fine settembre, il 7 ottobre è stata presentata una proposta di abrogazione dei privilegi militari per gli atleti medagliati. Per quanto la leva sia impopolare tra i giovani, l’esenzione dei calciatori lo è ancora di più: fare la riserva in Nazionale può essere sufficiente per ricevere un trattamento di favore, che nemmeno i membri dell’amatissimo gruppo K-Pop BTS hanno potuto ottenere. 

Facile, dunque, immedesimarsi con tutti quegli sportivi coreani (calciatori ma non solo) che, non avendo raggiunto un livello tale da ricevere una convocazione in nazionale o non competendo per le vittorie, sanno già in partenza di non poter godere dei “privilegi” della legge sull’esenzione dalla leva. Finché esisterà.

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