Sul Cozzo Tunno sono saltati in tanti e Silva ha ceduto la maglia rosa a Ciccone. Prima soddisfazione per l’Italia al Giro, in una terra dove il ciclismo è lentezza, non velocità: la Calabria è infatti una delle regioni che più stanno puntando sul turismo lento. L’anno scorso 20mila persone hanno pedalato su queste strade. A fare da calamita, su tutte, due meraviglie: la Ciclovia dei Parchi e la Ciclopedonale della Val di Neto
Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.
Dicevano i vecchi suiveur che il giorno di riposo rimane nelle gambe più di un tappone di montagna. E i vecchi suiveur avevano sempre ragione. Thomas Silva, il primo uruguaiano della storia ad aver indossato la maglia rosa, è andato alla deriva sul Cozzo Tunno, la prima salita italiana del Giro, una salita lunga e apparentemente innocua.
È bastato che gli spagnoli della Movistar imponessero un ritmo forsennato per farne saltare tanti. Tutti i migliori sprinter e la maglia rosa. Così sul traguardo di Cosenza è un altro gioco di squadra a vincere: quello della UAE, con lo svizzero Jan Christen che apre la strada all’ecuadoriano Jhonatan Narváez, e con Giulio Ciccone (Lidl-Trek) che si prende la maglia rosa. La prima soddisfazione per l’Italia in questo Giro numero 109. In una terra dove il ciclismo è molto altro: è lentezza, non velocità.
Turismo lento
Catanzaro è la città tra due mari, e c’è un punto in Calabria dove Ionio e Tirreno si possono vedere con un solo sguardo, che nei giorni più limpidi arriva anche alle Isole Eolie: è Tiriolo, nel Parco della Sila. Con una bicicletta è ancora più facile: la Calabria è infatti una delle regioni che più stanno puntando sul turismo lento. Nel 2025 sono stati 20.000 i turisti che hanno pedalato su queste strade: il 31% in più rispetto all’anno prima.
La calamita è la Ciclovia dei Parchi, 545 chilometri, un po’ asfalto e un po’ terra battuta, un serpentone che corre lungo la dorsale appenninica, nell’entroterra. Una meraviglia per gli occhi, tra boschi, foreste, montagne, colline coltivate, borghi ricchi di storia, chiese di culti diversi, lingue misteriose e piatti sorprendenti.
La Ciclovia è stata realizzata anche riconvertendo alcune vecchie ferrovie dismesse. È stata completata a maggio 2020, e nel 2021 ha subito vinto l’Oscar italiano del cicloturismo. Dal 2024 fa parte di EuroVelo7, il percorso ciclabile lungo 7.409 chilometri che porta da Capo Nord a Malta unendo 9 Paesi. Quello che non fa il treno, può farlo la bici.
Si parte da Laino Borgo, al confine con la Lucania, all’interno del parco nazionale del Pollino. Si attraversano quattro parchi (oltre al Pollino, ci sono Sila, Serre e Aspromonte), oltre 60 borghi e più di 350mila ettari di aree protette. Si corre su piste ciclabili o su strade provinciali, poco trafficate, e si arriva fino a Reggio Calabria.
Doppio oscar al cicloturismo
Funziona un po’ come il Giro d’Italia: il percorso è diviso in tappe (12), con oltre 10.000 metri di dislivello. Non proprio per principianti, ma c’è sempre l’opzione e-bike. Dalla Sila con i suoi lupi, cervi e cinghiali, alle spettacolari cascate della Serra, fino all’Aspromonte con le Pietre, i monoliti che sembrano atterrati da un mondo lontano, e il famoso albero a cui si appoggiò Garibaldi quando fu ferito.
A Tarsia vale una visita il Museo della Memoria di Ferramonti, dedicato al più grande campo di concentramento costruito in Italia da Mussolini: qui furono internati ebrei, apolidi, slavi e profughi politici all'indomani dell'entrata in guerra dell'Italia.
Dal 2021 al 2024, le raccolte di viaggio dedicate alla Ciclovia sulla piattaforma Komoot.com hanno puntato i riflettori sulla Calabria come destinazione d’eccellenza per il cicloturismo, con più di 3 milioni di visualizzazioni da tutto il mondo. I cicloturisti arrivano in Calabria soprattutto da Germania, Austria e Svizzera, ma anche da Stati Uniti e Canada. Il dato più sorprendente è che le cicloturiste sono oltre il 40% del totale.
Un sistema che porta turisti e genera ricchezza a livello locale, con 45 nuove imprese nate lungo il percorso, dal Pollino fino all’Aspromonte, per ospitare ed assistere gli ospiti in bicicletta. E nel 2024 anche un altro pezzo di Calabria ha vinto un premio, il secondo, agli Oscar del cicloturismo: la Ciclopedonale della Val di Neto, uno dei percorsi che collegano la Ciclovia dei Parchi alla costa.
Sono 42 chilometri lungo un’antica mulattiera sull’argine sinistro del fiume Neto che attraversa lo storico Marchesato di Crotone, tra castelli, santuari, grotte rupestri, siti archeologici, oasi faunistiche e antichi insediamenti. Un paradiso. Anzi no: tanti paradisi.
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