Eliminata l’Italia delle stone dopo il ko contro la formidabile Svizzera. Mosaner e compagni pagano qualche errore di troppo e una sconfitta (inaspettata) contro la Cina. Esordio dello sci alpinismo con l’azzurra brava comunque a raggiungere la finale. Vittozzi e Ghiotto saranno i portabandiera nella chiusura all’Arena
Ogni giorno il meglio di Milano-Cortina 2026 in un colpo d’occhio: risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti della giornata olimpica. Dalle piste alle piste di ghiaccio, un racconto essenziale e puntuale per non perdersi nulla dei Giochi. Qui tutte le altre puntate. "Cronache dal ghiaccio” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Oltre il traguardo”, che racconta invece una storia che nasce dai Giochi.
Giulia Murada ha fatto del suo meglio, ma niente podio. E niente prima medaglia nello skimo, sport all’esordio ai Giochi di Milano-Cortina. L’azzurra ha chiuso al quinto posto. Peccato. Non perfetta allo start (forse il suono è stato coperto dal caos del pubblico), Murada ha faticato fin dalla primissima salita. Al primo cambio sembrava in grado di recuperare, poi ha perso terreno e non c’è stato nulla da fare.
Medaglia d'oro per la svizzera Fatton, argento per la francese Harrop, bronzo per la spagnola Alonso.
Skimo al maschile: Michele Boscacci out già nelle qualificazioni, il suo tempo non è bastato per il ripescaggio al turno successivo. L’oro è andato a Oriol Cardona, il catalano che si allena con Kílian Jornet. Ha 31 anni, è il primo oro per la Spagna dalla vittoria di Paco Fernandez Ochoa nel 1972 a Sapporo, Japan.
Sabato 21 febbraio è comunque in programma la staffetta mista: l’Italia ci riproverà. Gli azzurri, Alba de Silvestro e Michele Boscacci, coppia anche nella vita, saranno i protagonisti della gara.
La situazione del curling
Doveva essere una brillant curling story. Invece l’Italia delle stone chiude la sua avventura ai Giochi con incertezze, rimpianti, amarezze. Già fuori le donne. Eliminati anche gli uomini.
L’ultima possibilità per una qualificazione alla semifinale era la partita contro la Svizzera. Ma Mosaner e compagni hanno perso 9-5. Niente processi: troppo forti gli elvetici, non sempre precisi gli azzurri.
La nostalgia viene pensando alle tante opportunità sbagliate nelle partite precedenti, su tutte valga il ko contro la Cina. Dopo la vittoria sugli Stati Uniti, l’Italia ha cercato l’impresa contro la Svizzera. Che è la squadra dal momento.
Dopo un inizio di torneo incoraggiante, gli azzurri sono scesi di rendimento in diversi momenti chiave. Queste Olimpiadi erano la chance ideale per sfatare un tabù e conquistare un posto tra le prime quattro davanti al pubblico di casa.
I successi della coppia di curling più bella del mondo (Mosaner-Constantini, bronzo del misto) avevano fatto sognare. Niente miracoli, l’Italia ha pagato i dubbi e le stone sbagliate. Con orgoglio, certo. Ma senza mai trovare una quadra nei momenti importanti. Gli elvetici, imbattuti nel girone, sono stati troppo forti per Joel Retornaz, Amos Mosaner, Sebastiano Arman e Mattia Giovanella. L’Italia maschile chiude il suo torneo con quattro vittorie, come a Torino 2006, e cinque sconfitte.
La Svizzera chiude il round robin da imbattuta, con 9 vittorie, seconda posizione per il Canada, a quota 7, sconfitto dalla Norvegia. Grazie al quinto successo, i norvegesi staccano il pass per le semifinali dove sfideranno nuovamente i canadesi. Sempre con 5 successi chiude in quarta posizione la Gran Bretagna, che ha perso lo scontro diretto con la Norvegia e questa sera nelle semifinali affronterà la Svizzera.
Le azzurre, già eliminate, sono impegnate per l'ultima partita con la Gran Bretagna.
E per chiudere…
Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto: saranno loro i due portabandiera azzurri nella Cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici, in programma domenica sera all’Arena di Verona. Vittozzi entra di diritto nella storia del biathlon italiano.
Dopo il lungo stop che l’aveva costretta a saltare l’intera scorsa stagione, la biathleta azzurra ha firmato un’Olimpiade di altissimo livello, impreziosita dal primo oro olimpico individuale azzurro di sempre nella disciplina (nell’inseguimento) e dall’argento conquistato nella staffetta mista.
Accanto a lei sfilerà Davide Ghiotto, punto di riferimento del pattinaggio di velocità e pedina chiave del terzetto tricolore che ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio nell’inseguimento a squadre. Il vicentino, insieme ad Andrea Giovannini e Michele Malfatti, ha centrato un successo storico, a vent’anni dall’ultima impresa casalinga di Torino 2006.
Per Ghiotto è arrivato anche un bronzo nei 10.000 metri, nella gara segnata dal record del mondo dello svedese Nils van der Poel. Sarà il sigillo su un’edizione da ricordare. Mai così tante medaglie per una spedizione italiana ai Giochi.
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