Ogni giorno il meglio di Milano-Cortina 2026 in un colpo d’occhio: risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti della giornata olimpica. Dalle piste alle piste di ghiaccio, un racconto essenziale e puntuale per non perdersi nulla dei Giochi. Qui tutte le altre puntate. "Cronache dal ghiaccio” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Oltre il traguardo”, che racconta invece una storia che nasce dai Giochi.


Capolavoro l’avevamo già detto? Lo diciamo un’altra volta, perché Federica Brignone non ci lascia alternative. E Lisa Vittozzi non ha voluto essere da meno, portando una medaglia d’oro mai vista nel biathlon femminile.

Ma cominciamo dall’Olympia delle Tofane. Dopo l’oro in SuperG, contro ogni logica, l’azzurra si prende l’oro anche nel gigante di Cortina. Due medaglie d’oro in tre giorni, due imprese che dieci mesi fa neanche il più sfrenato ottimista poteva pronosticare. In questi giorni abbiamo usato più di una volta la parola storia, e qualche volta anche leggenda. Ma per quello che ha fatto Brignone ci vuole tutto: la sua impresa la ricorderemo all’infinito.

Federica Brignone si presentava da campionessa del mondo in carica e detentrice della coppa di specialità, ottenuta ovviamente prima del grave infortunio dello scorso aprile. Le favorite erano altre, dall’austriaca Scheib alla statunitense Shiffrin, ma dopo l’impresa nel SuperG era impossibile non immaginare un bis della trentacinquenne di La Salle. In gigante Brignone è stata sempre al via dai Giochi di Vancouver 2010, e nelle ultime due edizioni è salita sul podio: bronzo a PyeongChang 2018 e argento a Pechino 2022.

Federica Brignone ha conquistato l'oro nel gigante dopo quello in SuperG (FOTO EPA)
Federica Brignone ha conquistato l'oro nel gigante dopo quello in SuperG (FOTO EPA)
Federica Brignone ha conquistato l'oro nel gigante dopo quello in SuperG (FOTO EPA)

Le uniche vittorie italiane in un gigante olimpico femminile le aveva ottenute Deborah Compagnoni: ai Giochi di Lillehammer 1994 e a Nagano 1998. E c’è qualcosa di giusto nel fatto che la sua erede sia proprio Brignone.

Splendida giornata di sole a Cortina, come sperava Fede. Tracciato senza tranelli, con un finale molto veloce. La prima manche della valdostana è stata un capolavoro. Partita con il pettorale 14, è scesa con una leggerezza rara e ha chiuso in 1'03"23 dando 74 centesimi alle tre che erano prime con lo stesso tempo fino a quel momento: Colturi, Hector e Stjernesund.

«La neve è facilissima, e nel tracciato non hanno messo giù niente di speciale. C'è solo da andar dritto. Ho cercato di attaccare, di essere pulita e di essere intelligente sui cambiamenti di terreno. Ho fatto una manche corretta, a tutta, e mi è venuta», ha spiegato con semplicità Brignone dopo la prima parte della gara. Ha provato ad avvicinarsi alla sua luce la tedesca Lena Duerr, finita a 36 centesimi con un gran finale.

Poi è toccato a Sofia Goggia: ha chiuso terza a 46 centesimi dalla compagna di squadra, uno dei suoi giganti migliori degli ultimi tempi. «Sono otto anni che non salgo sul podio in gigante», aveva avvertito la fuoriclasse bergamasca alla vigilia.

Nella seconda manche Goggia ha perso il podio, andandosi a spegnere nella parte finale. «Penso di aver disputato una delle gare più belle, non posso che essere contenta. Ci ho provato, penso di aver dato tutto. Porto a casa solo un bronzo, è “solo” lo dico tra virgolette. Ma posso essere soddisfatta».

E la storia strappacuore è quella di Lara Della Mea, autrice di un recupero record nella seconda manche: era ancora sul podio prima che la discesa leggera di Brignone le togliesse quella grande gioia. Argento a pari merito per Hector e Stjernesund, e dunque niente bronzo: quarta per cinque centesimi la giovane azzurra.

A Brignone brillano gli occhi: «Sono talmente senza parole che non riesco a dire niente. Ero fin troppo tranquilla, ho pensato solo a sciare, me la sono vissuta veramente bene. Mi sembrava di aver fatto una manche così così, ho sentito urlare e non ho più capito niente. Mi dispiace per Lara, alle Olimpiadi arrivare quarta brucia, ma dev’essere orgogliosa».

Argento di Moioli e Sommariva nel cross

Mentre nel parterre di Cortina le sue colleghe si stavano inchinando a Federica Brignone, ecco che a Livigno è arrivato uno splendido argento per l’Italia nello snowboardcross: protagonisti Lorenzo Sommariva e Michela Moioli. In semifinale Sommariva ha chiuso terzo con 32 centesimi di ritardo, tutti recuperati da Moioli che ha tagliato il traguardo per prima.

FOTO AFP
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In finale dopo la prova di Sommariva, 32 anni, nato a Genova ma cresciuto tra i boschi e la neve di Chamois, gli azzurri erano terzi. E Moioli, già medaglia di bronzo nell’individuale, si è inventata un’altra run in rimonta, che l’ha portata a superare nel finale la francese Casta. Oro alla Gran Bretagna con Nightingale e Bankes, bronzo all’equipaggio Francia 2 con Bozzolo/Casta.

Fondo sul podio vent’anni dopo

Lo abbiamo visto spuntare all’orizzonte, terzo, con le braccia già alte e il cuore in gol. Federico Pellegrino ha recuperato 21”3 sul finlandese Niko Anttola e regalato all’Italia un bronzo nella staffetta del fondo. L’Italia sale su un podio grandioso, segnata da questa rincorsa iconica dell’azzurro.

Epica e resistenza, come lo sci di fondo impone. Bravi tutti, gli italiani. Davide Graz ed Elia Barp hanno tenuto l’Italia sempre a un passo dal podio. E poi Martino Carollo, monumentale, che sofferto e stretto i denti. E anche il distacco dal finlandese Ruuskanen è aumentato, l’importanza della frazione di Carollo è stata capitale.

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L’ingresso in frazione di Pellegrino è stata segnato da un’energia straordinaria. Pellegrino ha spinto, si è portato sugli sci di Anttola e aspettato il momento giusto. Nelle ultime curve ha messo nel mirino il bronzo e la salita Zorzi è stato il punto perfetto per andare a prenderselo.

Vent’anni dopo, l’Italia torna sul podio nella staffetta. Un risultato incredibile. Altrettanto, e forse di più, è il nono oro olimpico di Johannes Klaebo. Il norvegese ha tenuto bene il ritmo nell’ultima frazione e per la Norvegia il primo posto non è mai stato in discussione. Secondo posto per la Francia. Bella prova di Mathis Desloges, già argento due volte a Milano Cortina nelle specialità individuali.

L’Italia è a 8 ori e 22 medaglie: superato il record di Lillehammer 1994, e manca ancora un’intera settimana.

Biathlon: meravigliosa Vittozzi

Nella storia del biathlon si mette nel pomeriggio Lisa Vittozzi, che porta al biathlon femminile la prima medaglia d’oro. Dopo una grande rimonta, l'azzurra era seconda alle spalle della norvegese Kirkeeide quando mancava solo un poligono in piedi, l’ultima sentenza.

Vittozzi ha fatto cinque su cinque all'ultimo poligono, perfetta, mentre la norvegese ha commesso due errori e l'azzurra si è involata verso un oro senza precedenti.

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Oro nel biathlon maschile allo svedese Martin Ponsiluoma che ha superato il norvegese Sturla Holm Laegreid, e il francese Emilien Jacquelin, che corre con l’orecchino di Marco Pantani e gli ha dedicato il bronzo indicando il cielo. Tommaso Giacomel, partito 22°, ha rimontato fino al nono posto. Tredicesimo Lukas Hofer.

Non buone notizie per gli azzurri dal curling: dopo le imprese firmate contro la Svezia e contro la Gran Bretagna, l’Italia si è incagliata. Sabato la sconfitta contro la Germania all’extra-end, oggi a battere gli azzurri è stata la Norvegia con il punteggio di 10-7.

L’Italia è adesso sesta in classifica generale con due vittorie e due sconfitte; dovrà ritrovarsi per continuare sognare le semifinali, riservate alle prime quattro classificate del round robin.

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