Usiamo la nostra banca come un luogo sicuro in cui custodire il nostro denaro. La banca è vista come un’entità neutrale e non ci facciamo troppe domande, finché svolge bene questi servizi essenziali. La scegliamo perché è quella che abbiamo sempre utilizzato oppure semplicemente perché è vicina.

Nel frattempo, cerchiamo di vivere la nostra vita, per quanto possibile, in accordo con i nostri valori. Siamo preoccupati per il cambiamento climatico. Vediamo le nostre democrazie indebolirsi. Sentiamo parlare dello sviluppo esponenziale dell’Intelligenza artificiale e del fatto che presto potrebbe sostituirci nel lavoro. Sappiamo che la guerra è in corso in Ucraina e in Medio Oriente e, anche se questi conflitti sono lontani, temiamo che i nostri governi possano presto dare priorità alle armi invece che ai servizi sociali o all’istruzione.

Molti di noi cercano di fare qualcosa contro il cambiamento climatico. Altre volte scendiamo in piazza, partecipiamo a movimenti collettivi che difendono i nostri diritti, chiediamo solidarietà per Gaza e difendiamo la pace invece della guerra.

Se abbiamo figli, ci preoccupiamo del mondo che stiamo lasciando loro e li consigliamo di scegliere una professione che abbia meno probabilità di essere svolta dall’intelligenza artificiale in futuro.

Il denaro non si ferma

Ma raramente utilizziamo il nostro denaro per raggiungere questi obiettivi. Pensiamo che i nostri modesti risparmi o i fondi presenti sui nostri conti siano solo una goccia nell’oceano e che siano scollegati da tutte queste questioni. In realtà, non abbiamo idea di dove si trovi il nostro denaro quando lo depositiamo in banca: immaginiamo che sia semplicemente custodito al sicuro nel nostro conto, in attesa che ne abbiamo nuovamente bisogno.

Ma la realtà è che il nostro denaro non rimane fermo. La banca utilizza i fondi collettivi dei propri risparmiatori e depositanti, nei limiti consentiti dalla normativa, per concedere prestiti alle aziende, collocarli in prodotti finanziari e investire nei mercati azionari. Il nostro denaro non rimane inattivo: è costantemente in movimento, assume rischi, genera rendimenti e produce profitti.

Non abbiamo controllo su questo processo e il nostro denaro potrebbe essere utilizzato per fare esattamente l’opposto di ciò che cerchiamo di realizzare nella nostra vita. Potrebbe finanziare aziende inquinanti e combustibili fossili, contribuendo persino ad aggravare il cambiamento climatico.

Potrebbe sostenere quel partito politico di cui temiamo le idee estremiste e le politiche regressive. Oppure organi di informazione che diffondono notizie tossiche e indeboliscono la nostra democrazia.

Potrebbe contribuire ai massicci investimenti nei centri di elaborazione dati e nelle fonti energetiche necessari all’intelligenza artificiale, concentrando il potere di questa tecnologia dirompente nelle mani di pochissime persone che non hanno necessariamente a cuore il nostro benessere.

Potrebbe essere investito in aziende del settore della difesa che producono armi e tecnologie per le guerre del futuro, che potrebbero essere combattute da robot letali controllati attraverso l’intelligenza artificiale, come quelli utilizzati a Gaza.

Quindi, se sei preoccupato per una di queste questioni la cosa più importante che puoi fare è assicurarti che il tuo denaro non contribuisca a tutto questo.

Un banca etica

Il modo migliore per farlo è scegliere una banca etica: una banca nella quale puoi partecipare alla governance e influenzarne le politiche, dove sei informato in modo trasparente su come viene utilizzato il tuo denaro e dove hai la garanzia che il tuo denaro venga utilizzato esclusivamente per sostenere iniziative che migliorano la società, l’ambiente e il benessere collettivo.

Il tuo denaro verrà utilizzato per aiutare giovani o persone svantaggiate ad accedere al mondo del lavoro, verrà investito localmente in cooperative sociali che migliorano il benessere, sosterrà le energie rinnovabili, i progetti di edilizia sociale, l’agricoltura biologica, l’economia sociale, la cultura, l’ecoturismo e molto altro.


Daniel Sorrosal è il segretario generale di FEBEA, la Federazione Europea delle Banche Etiche e dei Finanziatori Alternativi. Dal 23 al 25 settembre la Federazione sarà impegnata a Venezia nel summit delle banche etiche europee dove 90 delegati delle istituzioni finanziarie etiche da 17 Paesi si confronteranno con i rappresentanti delle istituzioni comunitarie – Commissione europea, Banca Europea per gli Investimenti, Fondo Europeo per gli Investimenti e Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa – e con gli organi politici e le organizzazioni dell'economia civile.

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